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4 novembre 2015

La vita relazionale


La vita relazionale è piena di insidie e di automatismi che possono facilitare lo sviluppo di relazioni logore e affaticate dalla presenza di rancori, insicurezze, fraintendimenti, convinzioni limitanti e “dipendenze” più o meno occultate o evidenti. Esistono diversi tipi di relazioni che logorano, ma il loro risvolto è unico: incidere in maniera negativa sul proprio benessere fisico e mentale.

Tipologie di relazioni che logorano

Relazione di controllo

La sua caratteristica principale è la manipolazione di una persona da parte di un’ altra. Sia il manipolatore che il manipolato molto spesso ignorano questo tema dominante che condiziona le risposte reciproche. In genere, un rapporto simile genera almeno un minimo di soddisfazione reciproca, ed è incoraggiata dalle strutture della nostra società autoritaria, che ci spinge sempre a dipendere da qualcosa o da qualcuno. La relazione di controllo è difficile da individuare e da terminare, ma è una cosa che si può fare!

Relazione possessiva

E’ così diffusa e universalmente accettata da costituire quasi una norma. La incontriamo soprattutto all’ interno dei rapporti uomo/donna e genitore/figlio. Ci sono mariti che pensano di “possedere” la moglie e si comportano di conseguenza, e viceversa le mogli: “Mia moglie sa che se vuole fare qualcosa di solito mi sta bene, basta che prima me lo chieda”, “mio marito mi ha lasciato fare il viaggio, “Lui mi permette sempre di fare quello che voglio”, “Non sopporto gli uomini che guardano le donne. Mi ci è voluto un pò per far perdere l’ abitudine a mio marito, ma adesso è tutto mio”.

Molti genitori sono convinti di essere proprietari dei figli, e si comportano di conseguenza, ma in genere, le due parti interessate si rendono conto che il rapporto non è troppo salutare.

Il possessore ed il posseduto, per quanto ricavino dal rapporto una certa soddisfazione, spesso intuiscono che nuoce ad entrambi. La relazione possessiva è una relazione logora. liberarsene non solo semplifica l’ esistenza, ma aumenta l’ autonomia, la fiducia e la stima di se; insomma è il prologo a rapporti proficui.

Relazione devitalizzata

Le relazioni devitalizzate offrono soddisfazioni dubbie. I legami che tengono uniti i due soggetti sono tenui, ed entrambi sanno di avere in comune pochi interessi, se non addirittura nessuno. E’ presente una sensazione di noia o distacco. La relazione si mantiene in vita soprattutto per la forza dell’ abitudine: “Non abbiamo altro da dirci. Non esiste più l’ interesse di un tempo. Abbiamo già detto tutto. La mia impressione è che siamo diventati un peso l’ uno per l’ altro. Parliamo sempre delle stesse cose”.

Una relazione devitalizzata è sfibrante. Assorbe e consuma energia senza che ci se ne accorga. Dobbiamo ammettere non solo che i rapporti umani hanno alti e bassi, ma anche che ci si può allontanare l’ uno dall’ altro, diventare sempre più estranei. La vita cambia, ci fa crescere.

Relazione vampiresca

Nella relazione vampiresca una delle due persone, a volte entrambe, sembra assorbire l’energia dell’ altra. Spesso, dopo essere stati assieme, uno dei due soggetti si sente devitalizzato, scoraggiato, depresso, oppure scopre che l’ immagine che ha di sé è diminuita. Viceversa, dopo l’ incontro con l’ altra persona si accorge che la propria vitalità è aumentata. Stranamente, coloro che perdono energia talora cercano in ogni modo di tenere in vita la relazione, anche se ne conoscono le conseguenze.

Relazione nevrotica

In una relazione nevrotica Spesso si cerca qualcuno per “completare” se stessi, partendo dall’ ipotesi sbagliata che se si trova la “persona giusta” non ci sarà più bisogno di sviluppare in noi certe caratteristiche. Chi si sente debole, inerme, privo di fiducia in se stesso, cercherà persone forti, decise, e poi si affiderà alla loro forza per tirare avanti. Il prezzo che si paga è un’ esistenza sbilanciata, che non permette il pieno sviluppo delle proprie potenzialità.

Le relazioni nevrotiche sono caratterizzate da schemi rigidi che devono essere mantenuti a ogni costo, pena la perdita del loro precario equilibrio. Ovviamente, se una delle due persone cresce o cambia, il rapporto è in pericolo. L’ alternativa, come è chiaro, sta nel non crescere, nel non sviluppare o utilizzare il proprio potenziale.
Stravolgerci e limitarci per tenere in vita una relazione nevrotica è sfibrante e controproducente.

Relazione tossica

Nella relazione tossica uno dei soggetti sembra possedere la triste capacità di risvegliare o stimolare processi patogeni, o zone di disfunzione o malfunzione, all’ interno della personalità dell’ altro. Spesso, dopo una relazione col partner, una o entrambe le persone possono lasciarsi andare ad un comportamento autodistruttivo oppure fare cose che feriscono altri individui che stanno loro vicino, senza capire il perchè di un tale comportamento. Le relazioni tossiche complicano l’esistenza e ne sminuiscono la qualità.

Come liberarsi da una relazione che logora

Capire che è una relazione malata

Primo step: ammettete con voi stessiche in quel rapporto state male, anche se è dura e difficile da ammettere. Spesso la persona coinvolta in una relazione logorante, attiva dei meccanismi di difesa per soffrire meno, quindi tende a minimizzare o a giustificare le mancanze di rispetto del partner (lui mi tradisce ma in fondo so che mi ama, sparisce per giorni ma so che ritorna, ecc).
È importante è iniziare a guardare la situazione in modo obiettivo e in questo può aiutare il confrontarsi con coppie che hanno dei modelli di relazione più appaganti.

Rinunciare all’idea di cambiare l’altro

Secondo step:  rinunciate all’idea di cambiare l’altro. L’illusione di poter cambiare l’altro nasce dalla convinzione inconscia di poter avere un controllo sul comportamento del partner (per cui se lui non mi ama è perché riesco a farlo innamorare, se lui mi tradisce è perché non sono abbastanza femminile, e via dicendo).

Pertanto, bisogna prendere consapevolezza che il modo in cui il partner ci tratta non dipende da quello che noi siamo, ma da dipende da quello che lui è. Il problema non è che il partner non ama ma non ama perché non è in grado di amare.

Quando si comprende che il comportamento del partner dipende da problematiche sue sulle quali non possiamo avere nessun controllo, diventa più facile disinvestire in una relazione che provoca solo sofferenza.

Ricostruire l’autostima

Terzo step: se volete liberarvi da una relazione che logora, dovete  iniziare a ricostruire la vostra autostima, attraverso altre aree di soddisfazione oltre al rapporto. Lavorate per ridurre gradualmente la vostra dipendenza dal partner da tutti i punti di vista: economico, materiale, affettivo. Investite sulla vostra crescita personale coltivando amicizie, interessi, il lavoro e la spiritualità.

Leggi anche “Quando è salutare chiudere una relazione, le domande da porti”

Se non si riuscite ad uscire da soli da una relazione logorante dovete allora farvi aiutare. In questi casi può essere indicata una terapia psicologica che aiuti a comprendere quei meccanismi psicologici che ci tengono legati a una situazione distruttiva.

E poi?…….

Nel momento in cui approcciate a nuove relazioni, fate attenzione a non incappare nuovamente nello stesso schema. Ricordatevi che la chiave di svolta è quella di imparare ad amare se stessi e darsi un valore tale per cui non possiamo più permettere all’altro di farci del male perché mettiamo in primo luogo, davanti a tutto, il nostro benessere.

(From:psicoadvisor.com)

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