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Le magie in cui credo

Perchè alcune magie seppur banali sono vere... Credo fermamente al potere magico di un sorriso che ci viene donato gratuitamente ed...

25 maggio 2008

Allevi a Napoli al San Carlo


Oggi Giovanni Allevi suona al San Carlo di Napoli, purtroppo non sono riuscito a trovare i biglietti del concerto, Pazienza.

22 maggio 2008

Amare Napoli

Amare Napoli non è semplice, perché Napoli ti chiede tanto, perché ne ha bisogno, perché senti di doverla difendere e nel fare questo ti imbatti in tanti pericoli, perché appena cerchi di cambiare qualcosa, denunciando quello che non va, ti vai subito a scontrare con chi invece vuole che le cose rimangano cosi come sono. Il malaffare è dilagante ed oramai ha corroso tutti gli strati di questa città. Penso a Roberto Saviano che per aver avuto il coraggio di raccontare tutto il marcio da cui derivano tutti i problemi della città è costretto a vivere sotto scorta. Amare Bergamo, Parma o Padova è semplice per i loro abitanti, non richiede molto sforzo. Napoli invece ti può chiedere anche di immolarti per essa. Per chi non se la sente di immolarsi però, (ed è comprensibile) si può anche aiutarla partendo dalle piccole cose, facendo la raccolta differenziata per esempio, rispettando i semafori e la segnaletica in generale, fare il biglietto in autobu o nella metro, non imbrattare i muri, essere accoglienti verso i turisti…..insomma rispettare i principi basilari del vivere civilmente ed invogliare anche gli altri a farlo.

21 maggio 2008

Ora tocca a lui ! Dio mio aiutaci tu...


Riprendo a scrivere sul mio caro blog che tanto ho trascurato per molto tempo. Che dire io l'immagine l'ho messa, speriamo davvero che possa servire a qualcosa. Da uomo fondamentalmente di sinistra aspettarsi qualcosa di buono da Berlusconi non viene molto naturale... però nella vita possono pure accadere i miracoli, magari questa volta si è affidato a dei consiglieri più umani e scrupolosi.

17 aprile 2008

Appello politico per una ricostruzione in Abruzzo senza le infiltrazioni mafiose.


LE RISPOSTE SONO UN DOVERE.
La prima emergenza in Abruzzo si è pressoché conclusa. Garantito il funzionamento delle tendopoli o comunque delle soluzioni abitative provvisorie, inizia la fase della ricostruzione.
Non vogliamo entrare in contenuti puramente tecnici ma riteniamo sia assolutamente necessario dare un contributo di indirizzo politico alla ricostruzione in Abruzzo. In alternativa alle new towns di Berlusconi chiediamo che siano messe in campo quelle competenze che possono sviluppare progetti condivisi che valorizzino il territorio e trovino soddisfazione in materiali e costruzioni ecocompatibili. Una nuova progettualità indirizzata ad un miglior rapporto con l’ambiente può elevare la qualità della vita specialmente là dove eventi luttuosi hanno segnato profondamente la vita delle persone.
Sicuramente in molti aspirano ad entrare nella cerchia di chi dal terremoto ci guadagnerà e proprio per questo la Sinistra, al di là di frazionamenti su altri temi, riteniamo debba essere vigile, propositiva e non tollerante nei confronti di chi, come già in altre calamità, ha approfittato per creare tandem affaristico-politici.
Non possiamo tollerare che interessi di tipo mafioso possano stendere i loro tentacoli su questa ricostruzione.
Il popolo della sinistra si appella ai propri politici per sentirsi rappresentato nella lotta contro le speculazioni edilizie in Abruzzo. Il lutto di questa terra, il dolore, i timori e la dignità delle persone colpite dal terremoto meritano nuove risposte dall’Italia nel segno della trasparenza, della legalità e del rispetto.
Alcuni blogger nei giorni scorsi attraverso la rete hanno sollecitato dirigenti locali e nazionali della sinistra ad esprimersi su questi indirizzi di ricostruzione che oggi riguarda l’Abruzzo, ma che di fatto può diventare un modello di progettualità per altre città anche non in regime di emergenza.
Tutti questi dirigenti sono stati contattati in quanto presenti in rete attraverso social network o blog.
DA NESSUNO DI ESSI E’ ARRIVATO ALCUN COMMENTO.
Rinnoviamo l’invito ad esprimersi in quanto riteniamo queste risposte un DOVERE.
La rete non è una passerella dove è sufficiente la presenza per guadagnare consensi.

I dirigenti gia contattati precedentemente e che saranno nuovamente contattati tramite facebook sono:

Bruno Pastorino, Massimiliano Smeriglio, Alfonso Gianni, Gennaro Migliore, Titti De Simone - (MPS – Sinistra e Libertà)
Antonio Bruno – Vittorio Agnoletto - (Sinistra Europea)
Tirreno Bianco – (PdCI)
Ermete Realacci, Claudio Burlando, Claudio Montaldo, Roberta Pinotti, Pierluigi Bersani, Mario Tullo, Fausto Raciti, - (Partito Democratico )
Roberta Lisi, Claudio Fava, Lorenzo Azzolini, - (Sinistra Democratica – Sinistra e Libertà )
Unire la Sinistra, Katia Belillo, Mariuccia Cadenasso, Umberto Guidoni, Luca Robotti - (Unire la sinistra – Sinistra e Libertà )
Paolo Ferrero, Maurizio Acerbo – ( PRC)
Cristina Morelli –(Verdi- Sinistra e Libertà )

Ovviamente la discussione è aperta a tutti

I blog che promuovono questa iniziativa e ai quali indirizzare commenti sono:

loris a sinistra
Luz come il pane a colazione
ilrusso il Russo
pierprandi l'eco dell'Appennino
mente persa la Mente Persa
schiavi o liberi schiavi o liberi
Gap vengo da lontano ma so dove andare
aldo il monticiano via della Polveriera

Invitiamo gli altri blogger a diffondere questa iniziativa in rete al fine di garantire una discussione ampia.

15 aprile 2008

Non "Si può fare" più !

Purtroppo è andata come è andata. Veltroni non è riuscito a compiere il miracolo. Bisogna dire che era davvero dura far dimenticare in cosi poco tempo agli italiani un governo cosi impopolare, che a mio giudizio non doveva pretendere di poter governare con una maggioranza cosi risicata. L'ha fatto, ci ha creduto e credendo di durare per tutta la legislatura ha impostato i primi anni a fare una politica impopolare unicamente incentrata a rientrare nei conti pubblici. Questo ne è il risultato. Altri 5 anni di Berlusconi che ha anche una larga maggioranza. Io intanto sto iniziando a studiare lo spagnolo, poi chissà!?

13 aprile 2008

Ho votato...., ma che stanchezza!

Oggi ho votato. E non è stata una cosa semplice in quanto al comune mi hanno detto che risultavo ancora iscritto nelle liste elettorali del Comune da cui mi sono trasferito 6 mesi fa. Quindi mi sono dovuto recare li per esercitare un mio diritto pimario. Poi sono davvero stanco di fare campagna elettorale. Non è facile convincere "gente" che ritiene Berlusconi una speranza a non votarlo, e soprattutto non è bello averci a che fare, fatte salve alcune eccezzioni. Sono stanco e affranto, anche se affranto non per colpa delle elezioni, ma da quello che di assurdo e tragico la vita a volte può riservare a delle persone vicine.

2 aprile 2008

Mi sono sistemato per tutta la vita! lavoro all' Atitech!


...Ricordo le parole di un mio caro amico quando fu assunto all'Atitech di Capodichino. Forse una volta era davvero cosi. Nell'Italia di oggi nulla più è sicuro, tantomeno un posto di lavoro.

29 marzo 2008

Scommettere sul Sud

"Per ripartire l'Italia ha bisogno del Mezzogiorno". Intervenendo davanti alla platea di un teatro Odeon di Reggio Calabria gremito, il segretario Walter Veltroni ha presentato il disegno di legge sul Mezzogiorno che verrà portato in Consiglio dei ministri in caso di vittoria elettorale del Partito Democratico.

Scuola, infratrutture, lotta a tutte le mafie. Questi alcuni dei punti chiave delle proposte del PD per il Sud, motore dal quale deve partire la rinascita di tutto il Paese. Conferire forza al Mezzogiorno vuol dire dare forza a tutta l'Italial. Occorre creare le condizioni per un vero sviluppo del Sud, per fare in modo che i giovani, grande risorsa di queste terre, non siano costretti ad emigrare al Nord o all'estero per lavorare e liberare le proprie energie.

La precondizione per fare in modo che questo possa succedere è una lotta senza quartiere alla mafia, la 'ndrangheta, la camorra. "Le associazioni criminali - ha detto il leader del Pd - devono sapere che se il Partito Democratico governerà l'Italia cercherà di distruggere quelle forze che impediscono a queste terre di esprimere tutta la loro energia".

Più infrastrutture, a cominciare dalla realizzazione della Salerno-Reggio Calabria, potenziamento dei trasporti. E poi impresa: dall'accesso al credito di imposta fino alla formazione con una scuola d'eccellenza per i giovani aspiranti manager. Sono le proposte per il Mezzogiorno avanzate dal Partito democratico e messe nero su bianco sulla proposta di legge 'Scommettere sul Sud', presentata oggi a Reggio Calabria dal parlamentare democratico Michele Ventura e dal leader del Pd Walter Veltroni.

"Bisogna monitorare - spiega Ventura, illustrando gli articoli della proposta di legge - e controllare che siano rispettati i tempi di realizzazione della Salerno-Reggio Calabria, già interamente finanziati". Poi bisogna spingere su l'alta velocità e i collegamenti internazionali: "Bisogna realizzare l'alta velocità ferroviaria tra Napoli e Bari e le infrastrutture connesse al corridoio europeo Berlino-Palermo". Ancora, "va ammodernata la strada statale 106 che unisce Taranto a Reggio Calabria".

Oltre a prevedere un piano di innovazione generale per il Mezzogiorno, come l'estensione della banda larga in tutto il Sud, la proposta del PD punta sulle imprese, spingendo l'acceleratore su competitività, possibilità di accesso e formazione. Tra le misure ipotizzate, l'aumento del credito d'imposta per chi fa investimenti, ricerca e innovazione con "una forma di incentivazione automatica e non lasciata alla discrezionalità". Si pensa poi di dare il via, sulla base del modello francese, alle "zone franche urbane", oltreché a una scuola di alta formazione manageriale, "una sorta di Bocconi del Sud per creare le classi dirigenti del futuro".

"Bisogna mettere il turbo a questo Paese", ha commentato Veltroni, spiegando di volere "un Paese più semplice, dove si riducono le norme e le infrastrutture si fanno nei tempi dati: oggi ci vogliono mille e cento giorni per avere una valutazione di impatto ambientale, noi vogliamo che bastino tre mesi". Per il leader del Pd, "abbiamo bisogno di recuperare competitività" anche rispetto agli altri Paesi europei. Ma per crescere e rimanere unito, questo Paese ha bisogno che il suo Sud cresca più velocemente: "Il Nord non può continuare ad essere la locomotiva del Paese. Il Pd sarà garante dell'unità del Paese. Il federalismo fiscale - rassicura Veltroni - non significa spaccare il Paese, si può far crescere il Nord e nello stesso tempo far ripartire il Sud".

22 marzo 2008

Alitalia

E se la crisi alitalia fosse voluta dalle banche e dai suoi camerieri (politici) per spremere soldi pubblici?

Che i temi economici non siano seriamente all’ordine del giorno di questa campagna elettorale lo si capisce seguendo la vicenda Alitalia/Malpensa

Solo proposte elettoralistiche e grandi slogan, Veltroni e Berlusconi si tengono alla larga da una discussione seria sulle politiche economiche strategiche per il paese. Perché in Italia non c’è più una classe dirigente in grado di comprendere gli scenari economici e di mettere sul piatto proposte per affrontarli.

Nel mondo si profila una recessione di enorme portata, la più grave dal dopoguerra ad oggi, dicono autorevoli economisti americani, determinata dalle follie della finanziarizzazione dell’economia globale fondata sul debito e sulla spasmodica ricerca di liquidità. La deregulation è alle corde, la Fed per la prima volta interviene a salvare grandi colossi bancari. La bolla dei mutui subprime, i colossali conflitti d’interesse intercapitalistici, le obbligazioni delle aziende che dall’oggi al domani diventano carta straccia, controllori che si girano dall’altra parte, i piccoli risparmiatori sempre truffati, i grandi manager che si salvano sempre con buone uscite milionarie, i lavoratori obbligati ad usare i fondi pensioni privati, le famiglie costrette ad accendere mutui senza poterli garantire.
In tanti iniziano a capire che non si può andare avanti così. Ma non sanno come uscirne, intrisi come sono della cultura neolibersita.

Veltroni e Berlusconi rispondono a questo scenario con uno spiazzante teorema: arriva la crisi globale, passeremo un periodo difficile. Traduzione: l’economia andrà male nel mondo, ci sarà una crisi gravissima in Italia, ma non sarà colpa nostra. Una posizione difensiva, di chi non si vuol assumere responsabilità, ma soprattutto di chi non sa più che pesci pigliare.
Una volta i liberisti aspettavano le crisi economiche più gravi come una santa manna dal cielo. Perché potevano intervenire con terapie shock, dosi massiccie di neoliberismo, senza incontrare alcuna resistenza, vendendo le loro ricette come le uniche possibili per uscire dalla crisi.
Oggi in Italia, quelli che hanno accettato tutte le compatibilità del mercato, non hanno più nemmeno un progetto (seppure di destra), sono allo sbando. Perché in Italia il capitalismo è talmente malato che vive ormai solo di conflitti d’interesse, intrecci tra aziende e banche, con una logica che porta tutti a stare sul tanto declamato mercato senza assumersi alcun rischio, e scaricando sempre sui lavoratori i costi dei loro danni.

Facciamo qualche esempio? Allora torniamo a Malpensa. Il centrodestra, alfiere del liberismo italiano, ha almeno quattro posizioni diverse. Berlusconi per giorni ha taciuto (conta di più la campagna elettorale), Fini prima apre ad Air France poi fa una mezza marcia indietro, Formigoni propone una moratoria (come se l’imminente fallimento di Alitalia potesse essere messo in pausa), Letizia Moratti (il Comune di Milano è azionista di maggioranza della Sea, la società che gestisce Malpensa) ha chiesto 1,2 miliardi di euro di danni spalleggiata dalla Lega e dal presidente della Sea (Bonomi, leghista, già capo di Alitalia durante il governo Berlusconi, cioè negli anni in cui i conti di Alitalia sono andati a carte quarantotto). Quattro posizioni diverse, molto bipartisan però. A Moratti e Lega il fallimento di Alitalia non interessa, purché si rilanci Malpensa (un progetto folle, nato sbagliato e voluto da loro). Di Pietro, di fatto, sta con Bonomi e con Moratti. Veltroni? Con Air France, ma anche con Malpensa, con Roma, ma anche con Milano.

Avete voluto il libero mercato? Queste sono le conseguenze, verrebbe da dire.
La classe dirigente del paese senza più alcuna visione economica, senza alcun progetto. Tutti a guardare a interessi di bottega, tutti a farne una questione di nord contro Roma, a rilanciare il derby Italia/Francia, a cercare di lasciare il cerino della decisione in mano a qualcun altro perché nessuno si vuole bruciare in campagna elettorale.
E la sinistra? Noi abbiamo posto con forza l’enorme problema occupazionale: quasi ottomila esuberi tra Alitalia e Malpensa. Giusto. Abbiamo anche detto che lo stato potrebbe farsi carico del salvataggio della compagnia di bandiera. Ma la verità è che, giunti a questo punto, una proposta che salvi capra e cavoli (Alitalia, Malpensa e i lavoratori) non ce l’ha nessuno.
Forse potremmo iniziare a ragionare non più sull’italianità delle aziende (che non può essere, per la sinistra, il surrogato della proprietà pubblica), ma su una dimensione europea dei problemi economici, tornando a dire con forza che se la politica rinuncia alla supremazia sull’economia è un danno per tutti e che lo spazio geografico su cui inserire questo ragionamento è quello europeo, non più quello nazionale, sempre proponendo con forza soluzioni alternative al pensiero unico neoliberista.
In Italia, invece, il veltrusconi discute ancora sulla concorrenza tra Roma e Milano. Tutti a rincorrere i deliri della Lega, mentre si distruggono i posti di lavoro e i diritti.

Francesco Francescaglia

20 marzo 2008

Dal sito del PD

Chi promette e chi fa
“C’è chi taglia i costi della politica e chi lancia accuse volgari e astiose”. Le parole di Goffredo Bettini in occasione della conferenza stampa convocata presso la sede nazionale del PD per illustrare le proposte per abbattere i costi della politica non lasciano spazio a dubbi. In merito alle accuse rivolte a Walter Veltroni da Gianfranco Fini a proposito dell’indennita percepita in quanto ex parlamentare europeo Bettini ha parlato di un “attacco personale pienamente ascrivibile nell’orizzonte, nel modus operandi, della destra, un atteggiamento fatto di invettive ed accuse infamanti”.

L’indennità di Veltroni e le parole di Fini. Tre cose da sapere

In merito alle accuse rivolte a Walter Veltroni dal segretario di AN a proposito dell’indennità percepita in quanto ex parlamentare europeo Bettini ha parlato di un “attacco personale pienamente ascrivibile nell’orizzonte della destra, un atteggiamento fatto di invettive ed accuse infamanti”.



1. La somma di questo trattamento più lo stipendio da sindaco della capitale è pari a circa la metà di quanto ha percepito per anni l’onorevole Fini come parlamentare, vice premier e ministro.



2. Quell’indennità Walter Veltroni non l’ha mai voluta, ma quando gli fu detto che ciò non era possibile per legge, decise di devolverla in beneficenza. 2)Con le sue risorse, in questi anni il segretario del Pd ha finanziato più di centomila euro per progetti e associazioni del volontariato. Nella fattispecie, 25 mila euro alla Caritas, 25 mila a Sant’Egidio, 25 mila all’Amref per una scuola in Africa, 25 mila per un progetto di sostegno a ragazzi autistici.

3) Come ha detto Bettini “Fini ha avuto gli stessi incarichi di Veltroni è stato ministro e vicepresidente del consiglio dei ministri,ma sul piano personale l’onorevole Fini ha fatto le stesse cose? C’è chi lavora per migliorare lo Stato in cui viviamo è chi, invece, vuole perpetrare uno status quo che non fa bene a nessuno se non alle solite classi privilegiate. La differenza tra il Pd e il Pdl è anche nello scarto tra le promesse del marinaio e la certezza dei fatti. Fini sui costi della politica ha rifiutato la possibilità di avviare una discussione sobria, matura e bipartisan della quale ne avrebbe beneficiato l’intero Paese”.



Le proposte di Veltroni e del PD prevedono il taglio degli stipendi dei parlamentari nel momento in cui la crisi economica aumenta sempre di più il divario tra gli stipendi delle persone e quanto percepiscono i loro rappresentanti. Come? Con la riduzione dei partiti e dei parlamentari, con la cancellazione di quell’anomalia secondo la quale il finanziamento pubblico ai partiti riguarderebbe anche quei soggetti politici che non hanno superato la soglia di sbarramento e perciò non hanno una rappresentanza in parlamento,e ancora con la riforma sostanziale dei regolamenti del Parlamento a causa dei quali proliferano i gruppi parlamentari. Tutit punti del programma di governo come anche la proposta di adottare il metodo contributivo anche per le pensioni dei parlamentari.

Come ha spiegato Ermete Realacci “a febbraio, ci siamo opposti al voto anticipato per modificare i regolamenti parlamentari. Con questa semplice riforma avremmo calmierato i costi e avremmo dato stabilità alla futura legislatura, ma c’è stato impedito. La legislatura ha rappresentato un momento di rottura nei confronti delle politiche del centrodestra. È la prima volta che la Camera e il Senato hanno chiuso il loro bilancio con un segno meno. Ma siamo consapevoli che c’è tanto da fare”.”.

E il vicecapogruppo al Senato del PD, Luigi Zanda, ricorda il lavoro avviato dal governo Prodi, che in soli venti mesi è riuscito a ridurre la spesa corrente.

I tagli in Parlamento:

30% in meno delle spese complessive per ministri e sottosegretari;

30% in meno, rispetto al governo precedente, per le spese dei voli di Stato;

riduzione del numero dei ministeri a dodici;

riduzione del 20% dei compensi per i Commissari straordinari di governo.

Grazie alla riforma dei vitalizi dei parlamentari non sarà più possibile percepire la pensione dopo soli due anni e mezzo, ma ce ne vorranno almeno cinque.

I tagli per la Pubblica amministrazione:

30% in meno per le spese di organi monocratici e collegiali;

10% in meno per incarichi di consulenza, rispetto a quanto previsto dalla legge finanziaria del 2006; fissazione di un tetto per gli stipendi dei manager

razionalizzazione dei costi delle comunità montane,

riduzione del tetto massimo di assessori e consiglieri nei comuni (con popolazione superiori a 100.000 ab.).



Le promesse di AN.

Bettini ha ricordato la “solenne” dichiarazione fatta dall’onorevole Fini alla Camera dei Deputati il 12 marzo del 1999 contro il finanziamento pubblico ai partiti: “Noi incasseremo 15-20 miliardi dopo il voto e copriremo le nostre spese con 800 lire a voto, va da sé che se si prendono 6 milioni di voti, moltiplicati per 800 lire si arriva a 4 mld e 800 milioni, quindi restano circa 15 miliardi. Una parte di questi sarà dedicata all’attività del comitato per il referendum (per l’abolizione della legge suddetta) ed un’altra parte… servirà a finanziare iniziative destinate alla vita, alla sicurezza e alla solidarietà”.

Ma come ha ricordato Bettini “di tutto questo non c’è traccia se non nei verbali della Camera, quindi da quale pulpito Fini ci accusa di imbrogliare gli Italiani?

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