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Le magie in cui credo

Perchè alcune magie seppur banali sono vere... Credo fermamente al potere magico di un sorriso che ci viene donato gratuitamente ed...

25 agosto 2010

Oddio il blog!!!!

Ah già il blog, oddio il blog! ma dai?! ma come ho fatto a dimenticarmene?! Saranno quasi due mesi che non ci scrivo su, ah già ci son state le ferie, si è vero con le ferie di mezzo si sa che tutte le abitudini vengono scombussolate. Io però le ferie le ho fatte a Luglio. Ad Agosto potevo pur buttare giù qualche riga no?! E invece niente. Neanche una parola.
Neanche una parola sulla crisi di governo in atto. E non è solo per il fatto che sostanzialmente non me ne importi una “mazza” di quello sta accadendo a questo scellerato governo e non è neanche tanto il fatto che sia convinto che Fini rientrerebbe subito nei ranghi se finalmente gli dessero ciò che gli avevano prima promesso e poi non mantenuto.
O forse non ho scritto con la paura che se lo avessi fatto avrei finito col rivelarvi che ho letto ben due libri di Fabio Volo e che mi hanno pure divertito. Sia ben chiaro però che non li ho comprati io,  me li hanno prestati. Anche se non so se può bastare come scusante. Fortunatamente ora sono ritornato a leggere uno dei miei autori preferiti: Daniel Chavarria.
Il mio blog va avanti già da un pezzo cosi, con lunghe pause di riflessione che purtroppo però sembra che siano servite davvero a poco. Ogni volta mi riprometto che scriverò di più perchè in fondo mi piace farlo e ogni volta poi finisco per abbandonarlo. Chissà per quanto stavolta?

8 luglio 2010

Se loro non lo scrivono possiamo farlo Noi!

.....Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti,per conto di Sky.
Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai.
Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto. Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una
parete crollata.
Ammutolisce.
Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere. Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto.
Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio.
E mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo proprio lì.
Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi.
Ed io lo faccio.
Le racconto del centro militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati.
Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere.
Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo. Le racconto che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro
vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile.
Che lo stato non versa ai cittadini senza casa,che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto. Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo. Che io pago ,in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un'appartamento in via Giulia, a Roma.
La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso.
Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz'anima. Senza neanche un giornalaio. O un bar. Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra. Lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore.
E lei mi risponde, con la voce che le trema. " Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo."

Loro non scrivono voi fate girare

Ah già il blog!

Ah già il blog!.....in realtà non è che me ne ero totalmente dimenticato è che semplicemente non ho avuto un attimo di tregua per rilassarmi e buttare giù due righe. Quando è capitato poi non avevo nulla da dire. E' un periodaccio lo ammetto. La mia intolleranza verso l'homus italicus si approssima allo zero. Ah volevo chiedervi una cosa: ma è obbligatorio tatuarsi i nomi dei figli sugli avambracci? Ho notato che li hanno quasi tutti oramai!?

11 giugno 2010

Io Parlo a Vanvera!

Chiedo al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano di non firmare quell'assurda legge bavaglio.

27 maggio 2010

Sei così bella che stento a tenere gli occhi sul tassametro

In una celebre scena del film "Manhattan" di Woody Allen, quella in cui si trova con Diane Keaton all'interno di un Taxi si pronuncia a mio parere una delle più belle frasi d'amore di sempre: "Sei così bella che stento a tenere gli occhi sul tassametro". Chi non conosce bene il regista newyorkese troverà questa frase solo una simpatica battuta di spirito, ma chi sa il suo pensiero si rende subito conto che nascosto in questa frase c'è un concetto molto più profondo. Bisogna sapere che Allen è terrorizzato dal pensiero della morte e per lui che è un ateo nichilista il tassametro non è altro che una metafora dello scorrere inesorabile della vita con la sua misera condizione umana, caduca e precaria da cui ci si può distogliere solo grazie all'amore che è poi è la cosa che ci distingue da ogni altro essere e ci rende speciali. Ed è la vera cosa che da un senso concreto alla vita.

23 maggio 2010

Mi danno fastidio..

Mi danno fastidio..Tutti quelli che credono che il decreto sullo stop alle intercettazioni sia stato pensato anche per tutelare la privacy dei cittadini.
Mi danno fastidio..Tutti quelli che ci tengono a sottolineare che Roberto Saviano ha comunque guadagnato tanti soldi dalla pubblicazione di Gomorra.
Mi danno fastidio..Tutti quelli che guardano il Tg1 considerandolo un telegiornale vero. Quelli che guardano il Tg4 non mi danno fastidio, anche perchè non ne hanno l'opportunità, li evito a priori.
Mi danno fastidio.. Quegli intellettuali di sinistra che si atteggiano a filosofi dell'utopia e poi dinanzi alla prima lotta da fare scappano via.
Mi danno fastidio molti altri e molte altre cose e forse anche io sarò di fastidio a qualcuno, anzi sicuramente. Spesso mi do fastidio da solo.

16 maggio 2010

Un "giornalista-Giornalista"

Non sono solito scrivere recenzioni sui film che mi sono piaciuti su questo blog, ne tanto meno quello che sto per scrivere ne vuole essere una. Sta di fatto che ho appena finito di vedere “Fortapasc” che narra la vicenda di Giancarlo Siani, un giovane giornalista del Mattino di Napoli ucciso dalla camorra nel 1985 e mi è piciuto molto. Il film ha il merito di non consacrare Siani come un' eroe o uno che si è immolato per la giustizia, ma soltanto come un ragazzo a cui piaceva Vasco Rossi, che aveva intenzione di fare bene il suo lavoro e che voleva diventare un “giornalista-giornalista”, per questo nei suoi articoli non taceva mai notizie scomode o pericolose. Aveva una coscienza civile come c'è l'abbiamo in tanti in fondo, ma lui a differenza nostra aveva anche il coraggio di urlare la propria disapprovazione e denunciare senza pensare troppo alle consuguenze. Ma in un paese come il nostro questo è un lusso che non ci si può permettere e quel ragazzo ha fatto la fine che ha fatto a soli 26 anni. Io mi sto chiedendo se almeno il suo sacrificio sia valso a qualcosa visto che dopo tanti anni di distanza la storia si ripete ancora con i casi di Roberto Saviano e Rosaria Capacchione che per aver denunciato al loro volta gli affari e gli intrecci sporchi tra politici e camorra sono costretti a vivere sotto scorta. Serve a qualcosa o ci si rovina soltanto la vita ad essere “giornalisti-giornalisti” se poi tutti gli altri sono “giornalisti-impiegati” ?

2 maggio 2010

A A A Pragmatismo cercasi....

Sono disperatamente alla ricerca del mio pragmatismo perduto. Troppe domande mi sto porgendo in questi ultimi tempi e troppi dubbi sono riaffiorati nella mia mente. E' ora di darci un taglio ed essere più risoluto e meno teorico e riflessivo.
Anche al costo di divenire del tutto ordinario e diventare una di quelle persone che è convinto di sapere il perché delle cose che gli girano intorno fidandosi esclusivamente del proprio istinto.
Anche al costo di diventare come chi è convinto di conoscersi bene senza mai essersi guardato allo specchio, come chi è convinto di conoscere il mondo, chi è convinto di amare anche se poi in realtà non ama ed anche come chi è convinto che Berlusconi sia entrato in politica per salvare la patria da una sicura dittatura comunista e non per non finire in galera....oddio forse adesso sto esagerando!

16 aprile 2010

Vorrei parlare d'altro

Vorrei parlare d'altro, non di quanto io stia diventando giorno dopo giorno sempre più nichilista per l'assoluta incapacità di dare un senso a ciò che vedo e sento quotidianamente.
Ecco io Vorrei parlare d'altro, non dell'attuale scontro tra Fini e quell'altro del Pdl..., anche perchè non saprei proprio da che parte stare. Tra l'altro non presi nessuna posizione neanche quando Riccardo Fogli ruppe con i Pooh.
Insomma io oggi vorrei parlare d'altro, ma neanche di quei miei concittadini che usano il termine "pariare" a sproposito non conoscendo neanche il suo vero significato. Ne tantomeno dell'eruzione di quel vulcano islandese che non si sa quanto tempo durerà (l'ultima eruzione è andata avanti per 2 anni..)
Volevo parlare d'altro...solo che adesso non ricordo più di cosa, a volte mi capita e devo dire ultimamente sempre più spesso.

10 aprile 2010

Le pagliuzze e la trave

Tenere un diario è consuetudine di un uomo solitario.
Tenere un blog invece cos'è consuetudine di un
isolamento sociale? Al diario si consegnano i pensieri più
privati: Paure, ossessioni, contraddizioni. Certo si può
farlo anche con il blog, ma non senza una vena
narcisista credo. Nel diario ciò che si tende a fare è
principalmente parlare di se a se stesso. Solitamente
con la massima sincerità. Nel blog invece si parla di se
agli altri. E non sempre si è del tutto sinceri. Anzi, quasi
mai del tutto. Beh in questo post mi sono ripromesso di
essere quanto più sincero possibile. Quello di cui intendo
scrivere è un analisi dei miei ultimi comportamenti e su
quanto siamo bravi e capaci di illuderci di essere diversi
dagli altri.
Avete presente la storiella di quel tizio che guardava le
pagliuzze nelle pupille degli altri e non si accorgeva che
lui invece aveva un'intera trave in un occhio!? Come era
possibile poi non mi è ancora chiaro. Sai che dolore!
Ecco...io mi sono sentito proprio come quel tizio.
Mi spiego: Quello che vedevo in una persona che aveva
deciso di mettersi a dieta o in un'altra che spendeva un
patrimonio in cosmetici od in un'altra ancora
ossessionata dal footing e dall'attività fisica in generale
era solo un patetico ed illusorio tentativo di fermare il
normale decadimento a cui tutti siamo destinati. La cosa
davvero non mi incuteva nessun timore. Ma solo perché
la vedevo cosi lontana che sembrava quasi impossibile
dovesse accadere anche a me.
Tutto è cominciato quando ho avvertito la necessità di
curare un po di più il mio aspetto fisico. Non lo avevo
mai fatto veramente prima. Non ne avevo ragione. Sono
stato considerato sempre un bel ragazzo, non lo dico per
vanità, non in questo post almeno. La cosa credevo che
mi lasciasse del tutto indifferente, a stento facevo caso
ai complimenti (strano che me li ricordi però...) ai
paragoni o a qualche sguardo ammiccante e furtivo che
ricevevo. Credo che l' impulso a prendermi cura del mio
lato esteriore sia nato il giorno in cui presentai il mio
nuovo collega di dieci anni più giovane di me a tutti gli
altri. Complimenti di natura prettamente estetica tutti
per lui e nessuno per me, com'era giusto che fosse. Ed
inoltre avevo lasciato la sala senza che nessuno mi
avesse degnato di un minimo sguardo di qualsiasi
natura. Corsi allo specchio e mi resi conto della realtà:
Qualche chilo in più, sempre più capelli bianchi e senza
più quella tonicità di prima. Non da buttare ma non più
come prima. Mai più come prima.
Pensai che tanto ormai a chi dovevo piacere più? E poi
dai che discorsi...non era proprio da me interessarmi di
queste cose.
Ma era vero? Se con la mente mi dicevo queste cose con
i miei comportamenti rivelavo un disagio da affrontare.
Sentii all'improvviso la necessità di acquistare un'auto
bella. Prima per me l'auto era considerata solo un mezzo
di trasporto, il fatto che fosse bella o brutta era del tutto
irrilevante, l'importante era che il motore fosse ok per il
resto...Anzi avevo sempre acquistato auto che
passassero inosservate soprattutto ai ladri visto che ho
già dato in questo senso. D'un tratto invece l'auto
doveva essere bella. Oddio si cambia idea per carità
ma...nel mio caso era un po sospetto. Analizzandomi
sempre di più ho riflettuto sul fatto che un'auto bella
può anche essere un'estensione del proprio io. In
questo modo avrei recuperato inconsciamente la
bellezza ormai persa. Fortunatamente però le mie attuali
risorse economiche mi hanno indotto a riflettere se era
proprio il caso di affrontare una nuova spesa senza
averne bisogno realmente. E mi sono reso conto di
quanto conti per tutti noi oggi il fattore estetico. I
continui messaggi che ci lancia la società dicono che
bisogna essere sempre al top, avere un corpo che
rispetti i canoni estetici imperanti diviene una sorta di
necessità per le relazioni sociali. Essere belli può
diventare il requisito indispensabile per essere e sentirsi
accettati. Ecco vi ho rivelato la natura della trave che era
nel mio occhio e che ho faticato non poco a togliere.
Oddio forse ne ho ancora qualcuna che non riesco a
levare, chissà che non sia il caso di andare da un buon
oculista.

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