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Le magie in cui credo

Perchè alcune magie seppur banali sono vere... Credo fermamente al potere magico di un sorriso che ci viene donato gratuitamente ed...

4 febbraio 2009

Yehoshua: un insulto a 6 milioni di martiri

Hamas continua a sparare razzi anche e soprattutto perché Gaza è la più
grande prigione a cielo aperto del mondo, definita nel 2007 dal
sudafricano John Dugard, Special Rapporteur per i Diritti Umani in
Palestina dell'ONU, "Apartheid... da sottoporre al giudizio
della Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja
". Perché
nell'agosto del 2006
la Banca Mondiale
dichiarava che "la povertà a Gaza colpisce i due terzi della
popolazion
e", con povertà definita come un reddito di 2
dollari al giorno pro capite, che è il livello africano ufficialmente
registrato. Perché appena dopo le regolari e democratiche elezioni del
gennaio 2006 con Hamas vittoriosa, Israele inflisse 1 miliardo e 800
milioni di dollari di danni bombardando la rete elettrica di Gaza e
lasciando più di un milione di civili senza acqua potabile. Perché nel
2007 l 'ex ministro inglese per lo Sviluppo Internazionale, Clare Short,
dichiarò alla Camera dei Comuni di Londra "sono scioccata dalla
chiara creazione da parte di Israele di un sistema di Apartheid, per cui
i palestinesi sono rinchiusi in quattro Bantustan, circondati da un
muro, e posti di blocco che ne controllano i movimenti dentro e fuori
dai ghetti
(sic)". Ecco perché. Perché sono 60 anni che
Israele strazia i palestinesi con politiche sanguinarie, razziste e fin
neonaziste.
A.B.Y. "Ti chiesi allora se ritenevi plausibile che Hamas
potesse convincerci adottando un comportamento del genere o se,
piuttosto, non avrebbe ottenuto il risultato contrario, e se fosse
giusto riaprire le frontiere a chi proclamava apertamente di volerci
sterminare."

Arafat riconobbe Israele nel 1993, agì fermamente per reprimere Hamas
(come testimoniò Ami Ayalon, ex capo dei servizi segreti Shab'ak
israeliani, nel 1998) e cosa ottenne? Barak, Clinton e poi Sharon lo
distrussero. Hamas ha dichiarato ufficialmente nel luglio del 2006 con
una lettera al Washington Post di riconoscere il diritto degli ebrei
all'esistenza in Palestina fianco a fianco dei palestinesi
. Nessun
media italiano o europeo ha ripreso la notizia. Nessuno.
A.B.Y. "... I valichi, da allora, sono stati riaperti più
volte, e richiusi dopo nuovi lanci di razzi. Sfortunatamente, però, non
ti ho mai sentito proclamare con fermezza: adesso, gente di Gaza, dopo
aver respinto giustamente l’occupazione israeliana, cessate il
fuoco..."

Respinto l'occupazione? Sono in una gabbia che li affama, che li fa
morire ai posti di blocco, che gli nega l'essenziale per vivere. Di
nuovo Dugard: "A tutti gli effetti, a seguito del ritiro
israeliano, Gaza è divenuta un territorio chiuso, imprigionato e ancora
occupato
".
A.B.Y. "Talvolta penso, con rammarico, che forse tu non provi
pena per la morte dei bambini di Gaza o di Israele, ma solo per la tua
coscienza. Se infatti ti stesse a cuore il loro destino giustificheresti
l’attuale operazione militare, intrapresa non per sradicare Hamas da
Gaza ma per far capire ai suoi seguaci (e malauguratamente, al momento,
è questo l’unico modo per farglielo capire) che è ora di smetterla
di sparare razzi su Israele, di immagazzinare armi in vista di una
fantomatica e utopica guerra che spazzi via lo Stato ebraico e di
mettere in pericolo il futuro dei loro figli in un’impresa assurda e
irrealizzabile..."

Questo è il razzismo di questi assassini vestiti da colombe. Vogliono
'educare' gli 'untermenschen' arabi a frustate, "fargli
capire", come usava ‘far capire' nei campi di cotone della
Louisiana 200 anni fa o nel ghetto di Varsavia, pochi decenni fa. 'Fargli
capire' le cose ammazzando i loro bambini? Le loro donne?
Questo si
chiama massacro, è un crimine contro l'umanità che viola le
Convenzioni di Ginevra e i Principi di Norimberga. Questo Abrham B.
Yehoshua è un mostro, e lui e i suoi colleghi non hanno appreso alcunché
dal nazismo, anzi, hanno solo appreso come replicarlo.
"Oggi, per la prima volta dopo secoli di dominio ottomano,
britannico, egiziano, giordano e israeliano, una parte del popolo
palestinese ha ottenuto una prima, e spero non ultima, occasione per
esercitare un governo pieno e indipendente su una porzione del suo
territorio."

Su una porzione del suo territorio... Non c'è limite all'abominio
intellettuale di questo scrittore. Gli 'untermenschen' arabi devono
essere grati di poter fare la fame su un fazzoletto di terra privo di
ogni sbocco economico/commerciale e che è una frazione di quel 22%
delle loro terre che gli è rimasto dopo che Israele gli ha rubato il
78% a forza di massacri e pulizia etnica.
"Se intraprendesse opere di ricostruzione e di sviluppo sociale,
anche secondo i principi della religione islamica, dimostrerebbe al
mondo intero, e soprattutto a noi, di essere disposto a vivere in pace
con chi lo circonda, libero ma responsabile delle proprie
azioni..."

Come aver detto agli etiopi nel 1984: "Se imparaste a coltivare la
terra invece che chiedere l'elemosina all'ONU...".
Questo Abrham B. Yehoshua è, lo ribadisco e me ne assumo la
responsabilità, un mostro. Lo è in forma più disgustosa di Sharon, di
Olmert, della Livni, poiché traveste la sua perfidia disumana da 'colomba'.
L'ipocrisia della tragedia israelo-palestinese è arrivata a livelli
biblici di disgusto. E ricordo, per tornare in Italia, la posizione dei
nostri intellettuali di sinistra, ‘colombe’ anch’essi, come
esplicitata sul sito http://www.sinistraperisraele.it/home.asp?idtesto=185&idkunta=185,
dove campeggia una commemorazione di Uri Grossman, figlio dell’altra
‘colomba’ israeliana di chiara fama, David Grossman, ucciso durante
l’invasione israeliana del Libano del 2006. La morte di un figlio è
sempre una tragedia immane, e quella morte lo è nel suo aspetto
privato. Non oserei profferire parola su questo.
Ma vi è un aspetto pubblico di essa, che stride e che fa ribollire la
coscienza: Uri Grossman era un soldato di un esercito invasore,
criminale di guerra, oppressore da 60 anni di un intero popolo, e che in
Libano ha massacrato oltre 1000 esseri umani innocenti, dopo averne
massacrati
19.000 in

identiche circostanze nel 1982 e molti altri nel 1978. Uri Grossman era
una pedina di una impresa criminale, ma venne commemorato su tutti i
media italiani, e ancora lo è sul sito dei nostri ‘intellettuali
colombe’.

Dove sono le commemorazioni della montagna di Abdel, Baher, Fuad, Adnan,
la cui vita spezzata a due anni, a tredici anni, a trent’anni, e senza
aver mai indossato la divisa di un esercito criminale di guerra, ha
lasciato il medesimo strazio e il medesimo buio di vivere di “papà,
mamma, Yonatan e Ruti” Grossman? Dove sono? Dove?

"Far capire"... "malauguratamente è l'unico modo".
Queste parole, Abrham B. Yehoshua, questi 'intellettuali' traditori, la
difesa del sionismo e delle condotte militari di Israele dal 1948, sono
un insulto a sei milioni di martiri ebrei dell'Olocausto nazista. Lo scrivo, lo dico e mi chiamo Paolo Barnard.
www.disinformazione.it

27 gennaio 2009

Panta rei - Tutto scorre

Ninna nanna, ninna nanna. C'era una volta un principe e una principessa. Certo che non somiglia al primo. Non lo chiamiamo Carmine, aspettiamo di fare una femminuccia. Buon Compleanno: tanti auguri a te...tanti auguri a te. Esposito? Presente. La radice quadrata di 128? No...non la so. E' intelligente ma non si applica. Buona Pasqua. Buon Anno. Il primo amore. Come ti chiami? Alessandra. Ti voglio tanto bene: se mi lasci mi uccido. Io, Luca e Gino una pizza in tre. Il professor De Cicco. Sembra ieri. Cinema Gloria. Le vie del signore sono finite. La professoressa Olimpia. Hermann Hesse, kahlil Gibran. La vespa. L'Itis. La professoressa Imperatore. Suo figlio si sta assentando da scuola. Come, non lo sapeva? No. Il secondo amore. Come ti chiami? Giovanna. Se mi lasci mi uccido. Cinema Corallo. Over the top. E' arrivata una cartolina, vado ma tu aspettami. Nonno sta male.I funerali di Nonno. Povero Nonno. Parigi. Londra. Praga. Ci dispiace ma siamo al completo. Barcellona, Atene, Milano. Il dotore è in riunione. Torno domani? anche domani è in riunione. Nonna sta male. I funerali di Nonna. Povera Nonna. I colleghi: Ciro. Luca. Diego, Davide, Nadia. La Panda. E' usata ma va che è una bomba. Susanna. Mi ami? Ti amo. Si ma lasciami pure quando vuoi tanto non mi uccido.Il partito. io non sono d'accordo. si ma tu chi sei? ok ciao me ne vado. Vuoi sposare la qui presente Consiglia.... ? si certo. Un nastro rosa. ma quanto pesa? tre kg. E come l'avete chiamata? Giulia. Ninna nanna, ninna nanna. C'era una volta un principe e una principessa.

14 gennaio 2009

Il Protagonista

Uno dei guai peggiori di questi ultimi anni secondo me è che tutti vogliono essere protagonisti, sempre e comunque. Fin quando si è protagonisti della propria vita, va bene, anzi si deve esserlo. Ma volerlo essere per tutti in ogni occasione ed a qualsiasi evento, no. Non va assolutamente bene. Io proprio non capisco questo continuo bisogno che c'è di affermarsi, di imporsi, di dimostrare la propria superiorità. Senza cadere nella retorica o nella banalità, a me sembra che con questo atteggiamento proteso alla perenne affermazione personale, si cerchi in realtà di colmare un enorme vuoto interiore, un'insicurezza di fondo dovuta alla perdita di valori di riferimento.
Certo in una società di tipo capitalistico è il minimo che ci si possa aspettare. Se il messaggio che ci arriva tutti i giorni direttamente od indirettamente è che il denaro è il primo valore assoluto, ogni minima forma di etica va a farsi benedire.
Un protagonista assoluto degli ultimi anni, se proprio lo dobbiamo trovare comunque è lui non ci sono dubbi. Il nostro premier. Il caro amatisso cavaliere. D'altronde fa di tutto per esserlo anche in ambienti dove non lo dovrebbe essere. Lui è il classico tipo che se va ad un matrimonio vorrebbe fare lo sposo e se va ad un funerale vorrebbe essere il morto. E allora come disse Benigni, noi che lo vogliamo bene gli auguriamo di soddisfare ogni suo desiderio.

13 gennaio 2009

E adesso che tocca a me....


... beh a volte capita che una verità che raggiungi poi ti deluda.
 
Vasco Rossi - E Adesso Che Tocca A Me (Videoclip)

10 gennaio 2009

La storia di Niky

Non avevo ancora letto della terribile storia di Niky. Una vicenda assurda e sconvolgente. Un altro oscuro mistero italiano che tocca una persona normale. Al posto di Niky infatti ci poteva stare benissimo ognuno di noi. Eppure queste storie passano tra l'oscurità dei media e nell'indifferenza della gente. Troppo spesso presi dal nostro vivere quotidiano ci scrolliamo di dosso vicende come questa, pensando quasi che non ci appartengano. La verità su quello che è accaduto a Niky deve essere perseguita non solo per rendere giustizia ad un ragazzo di 26 anni ed alla sua famiglia, ma anche per far si che storie come queste non accadano in futuro a nessuno di noi.

5 gennaio 2009

Lo ammetto non sono un vero blogger

Non sono un vero blogger. O almeno non lo sono nel senso più stretto della parola. Diciamo che del blog ne faccio un uso improprio. E si... perchè se fossi un vero blogger sarei innanzituto più costante nella scrittura, anzi diciamo che un vero blogger dovrebbe scrivere quotidianamente. Poi avendo trasformato oramai questo spazio in un blog di tipo personale, dovrei parlare di più di me stesso, di tutto quello che mi accade. Io non ci riesco sempre, nel senso che a volte mi va di scrivere altre volte semplicemente no. Quando ho deciso che avevo bisogno di uno spazio mio, l'ho fatto perchè avevo l'esigenza di sfogarmi contro un governo che avevo votato e di cui ne ero molto deluso, ma di cui non capivo una cosi tanta impopolarità, non era un buon governo ma sicuramente non il peggiore che l'Italia avesse mai avuto e comunque sicuramente migliore del precedente e del successivo, cioè quello attuale. Ora che però mi sono allontanato (nauseato, anche se in realtà avrei voluto dire: schifato, ma non essendo un vero blogger non sapevo se in un blog si potesse dire) dalla politica, userò questo spazio soprattutto per leggere i blog (quelli veri) degli altri, ho scoperto infatti che mi piace molto di più leggerli, e d'altronde non poteva essere altrimenti, da bambino sognavo di poter leggere un giorno il diario di mia cugina. Mi piace commentarli, anche se non sempre lo faccio, ma solo per questioni di tempo. Quindi cari bloggers scrivete pure che io sarò sempre qui a leggervi e scusatemi se fino ad ora mi sono fatto passare per un vero blogger.

28 dicembre 2008

Il solito Natale

E' stato quasi il solito Natale, "quasi" perchè c'è la crisi che lo ha fatto sembrare addirittura meno consumista e più sentito degli altri anni, ma per il resto è stato tutto nella norma: parenti, amici, tutti più buoni, e poi grandi banchetti con panettoni, roccocò, struffoli, qualche kilo in più e la necessità di andare di nuovo al Bosco di Capodimonte a fare footing per smaltire un po'. Proprio il solito Natale insomma compreso una buona dose di ipocrisia e cinismo che mi prende sempre in questo periodo.

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