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Le magie in cui credo

Perchè alcune magie seppur banali sono vere... Credo fermamente al potere magico di un sorriso che ci viene donato gratuitamente ed...

23 dicembre 2013

Il mistero del Tempo

Ma il tempo è reale oppure è soltanto una nostra percezione ? Nel film "32 Dicembre" di Luciano De Crescenzo che come al solito in questo periodo è trasmesso da molte tv locali, si sostiene che "Il passato non esiste in quanto non è più, il futuro non esiste in quanto non è ancora. Il presente, come separazione tra due cose che non esistono come fa ad esistere ?"  Il film è una vera chicca per chi come me è affascinato dalla relatività del tempo.
Noi ci accorgiamo del tempo che passa attraverso il cambiamento. E siccome ogni cosa su questo mondo evolve in continuazione, tutto cambia niente è per sempre compresi noi stessi, ce ne dobbiamo per forza accorgere. La percezione del tempo però non è una cosa cosi semplice come potrebbe apparire in un primo momento. Essa è molto soggettiva, nel senso che spesso è legata ai nostri stati d'animo e di umore. Per esempio quando siamo felici abbiamo la sensazione che il tempo vola, mentre quando siamo tristi invece il tempo è come se non passasse mai. Sembrano luoghi comuni ma se facciamo attenzione ci accorgiamo che effettivamente il tempo è strettamente connesso alla nostra emozione predominante. 
La scossa sismica del 1980 in Irpinia durò all'incirca 90 secondi, ma i racconti di quei tragici 90 secondi possono durare anche per delle ore. Effettivamente il tempo in quei frangenti è come se si dilatasse. 90 secondi vissuti in modo intensissimo possono durare un'eternità.
Il concetto stesso di eternità poi è davvero paradossale. Per noi è quasi impossibile comprenderlo, dal momento che nella dimensione in cui viviamo ci muoviamo nel tempo e nello spazio. Eternità non è un tempo infinito ma piuttosto assenza di tempo. Tutto accade nel medesimo istante, non esiste passato e non c'è futuro. Impossibile per noi comprenderlo.
A complicare le cose poi ci si è messo pure Einstein che con il suo famoso Paradosso dei due gemelli ha incarbugliato una situazione che già era complessa di suo.
Il paradosso spiegato in maniera semplice semplice è questo:
Ci sono due gemelli: Uno dei due gemelli parte per un viaggio nello spazio viaggiando ad una velocità prossima a quella della luce. Al suo ritorno troverà il suo gemello rimasto sulla terra più vecchio di lui.
La teoria della relatività ristretta dice che più grande è la velocità di un corpo in movimento più il suo spostamento nel tempo rallenta, addirittura poi alla velocità della luce, il tempo si fermerebbe.
Quindi se supponiamo che abbia viaggiato vicino alla velocità della luce, per lui sono passati pochi istanti, mentre per il fratello a terra anni!
Ci saranno quindi due fratelli gemelli, con età diverse! Certo si tratta di un paradosso che è possibile farlo solo in teoria e non in pratica ma è pur sempre sbalorditivo.
Ultimamente poi a confonderci ancora di più sono arrivati gli studi di uno scienziato tedesco alquanto rinomato, un certo Schumann. Questo tizio ha condotto ricerche dal 2000 fino ad oggi e dice che il pianeta ha aumentato la velocità della sua rotazione. Così il giorno che viviamo è in realtà più breve di quanto pensiamo, perchè la terra impiega meno tempo a girare su se stessa ed intorno al sole. Addirittura sostiene che il giorno ha adesso solo 16 ore anziché 24.
Secondo lui, per secoli la terra girava sul proprio asse a 7.8 hz. ma dal 1980, quel numero è cambiato, è aumentato molto rapidamente negli ultimi 6 anni fino a raggiungere i 12 hz.
Chi lo sa!? Forse sarà per questo che abbiamo l'impressione che il tempo oggi è così accelerato.

5 dicembre 2013

Cibi Confezionati: 10 cose da sapere

Ecco dieci buone ragioni per evitarli e per preferire alimenti davvero naturali, magari biologici, coltivati da noi o preparati in casa a partire da ingredienti sani.




1) Creano dipendenza

I cibi confezionati possono creare una vera e propria dipendenza. I processi industriali modificano o rimuovono importanti componenti contenuti negli alimenti usati come ingredienti, tra i quali troviamo acqua, fibre e sostanze nutritive. Ciò modifica il modo in cui il nostro organismo li digerisce e li assimila. A differenza degli alimenti naturali, che sono ricchi di tutti i componenti che ci permettono di sentirci sazi - proteine, grassi, carboidrati, fibre e acqua - i cibi industriali stimolano la dopamina, un neurotrasmettitore che ci fa avvertire una sensazione di benessere soltanto quando li mangiamo. In questo modo nascono il continuo desiderio di cibo e, a lungo andare, una vera e propria dipendenza.

2) Portano all'obesità

I cibi industriali contengono additivi che sono stati correlati all'insorgere dell'obesità. Tra di essi troviamo il glutammato monosodico, lo sciroppo di glucosio-fruttosio derivato dal mais e i dolcificanti artificiali. Inoltre, i carboidrati raffinati presenti in vari prodotti, come cereali per la colazione e merendine, provocano un innalzamento rapido della glicemia e possono creare scompensi nell'organismo, fino all'insulino-resistenza, che come disturbo cronico può provocare un aumento di peso.

3) Inducono ad una dieta sbilanciata

Consumare cibi industriali potrebbe causare carenze nutrizionali. I prodotti confezionati sono spesso troppo ricchi di grassi e zuccheri raffinati, e poveri di vitamine e sali minerali. A parere di esperti come il dottor Wayne Pickering, il consumo di cibi industriali non ci permette di rispettare le combinazioni alimentari più corrette. In alcuni casi ciò può provocare disturbi della digestione, formazione di microrganismi patogeni nell'intestino e acidificazione dell'organismo.

4) Scompensano la flora intestinale

I microrganismi presenti nell'apparato digerente formano un vero e proprio ecosistema interno che influenza numerosi aspetti della nostra salute. I cibi industriali distruggono l'equilibrio di questo sistema, compromettendo la flora intestinale benefica e portando a problemi digestivi, fame improvvisa e malattie croniche. I microrganismi benefici della flora intestinale sopravvivono grazie a cibi integrali e naturali.

5) Compromettono umore e memoria

Sbalzi d'umore, problemi di memoria e persino alcuni casi di depressione possono essere dovuti ad un alimentazione scorretta basata sui cibi industriali. La maggiore concentrazione di serotonina, che è coinvolta nel controllo dell'umore e nella depressione, si troverebbe nel nostro intestino, non nel cervello. Ormai dovremmo sapere bene che proprio l'intestino è il nostro secondo cervello e che i due organi lavorano in sinergia. Ecco perché la salute intestinale può avere una profonda influenza sullo stato mentale, e viceversa. Mangiare i cibi sbagliati può compromettere le funzioni intestinali ed essere dannoso per il cervello, con un evidente impatto sull'umore, sulla salute psicologica e sul comportamento.

6) Spingono a mangiare di fretta e di più

I prodotti confezionati sono considerati comodi perché sono subito pronti e rapidi da consumare quando siamo di fretta. Mangiare di corsa non è però una buona abitudine. Non ci permette di assaporare il cibo e ci porta a perdere il controllo dei segnali naturali che il nostro organismo ci invia, ad esempio per quanto riguarda la sazietà. Così si presenta la tendenza a mangiare di più e ad accumulare peso, per via della sensazione di essere sempre affamati.

7) Hanno etichette fuorvianti

Un alimento confezionato può essere etichettato come "naturale" o "senza zucchero" ma ciò potrebbe non corrispondere a verità o comunque non essere sufficiente a considerarlo davvero salutare. Un prodotto che viene pubblicizzato come naturale - di per sé una definizione "vuota" per quanto riguarda i cibi confezionati - potrebbe comunque contenere ingredienti artificiali, conservanti, dolcificati industriali e residui di pesticidi. E' bene controllare sempre con attenzione l'elenco completo degli ingredienti sulle confezioni.

8) Le carni lavorate e conservate sono cancerogene

Per carni lavorate e conservate intendiamo quei prodotti a base di carne ottenuti mediante lavorazioni complesse che prevedono l'aggiunta di sale, additivi chimici, conservanti, coloranti, grassi e aromi artificiali. Possono includere hamburger, wurstel, salsicce, hot dog e alcune tipologie di insaccati. Tra gli ingredienti più problematici che vengono impiegati per la loro preparazione troviamo i nitrati, sostanze che sono state correlate al rischio di cancro.

9) Incrementano il rischio di infertilità e malnutrizione

I cibi industriali sono privi della maggior parte degli elementi nutritivi di cui il nostro organismo ha bisogno. Una dieta molto carente, nel giro di sole tre generazioni, può portare all'infertilità, in problema che è apparso in crescita proprio negli ultimi anni, con il peggioramento delle scelte alimentari della popolazione. Inoltre, secondo uno studio condotto di recente dall'Università di Harvard, il consumo di carni conservate peggiora la qualità dello sperma.

10) Accorciano la vita

I prodotti industriali hanno una lunga vita sugli scaffali dei supermercati, per via dei loro ampi margini di scadenza, ma rischiano di accorciare la nostra, a causa del terribile cocktail di conservanti e additivi chimici che contengono. Purtroppo, l'industria alimentare investe ingenti somme di denaro per migliorare le confezioni dei prodotti e renderli accattivanti, oltre che per formulare ricette che permettano di prolungarne la durata, senza prendere in considerazione realmente il loro impatto sulla nostra salute.





Marta Albè





Fonte: greenme.it





30 novembre 2013

Acqua e Limone al mattino: 10 Benefici


limone


Al mattino appena svegli e a digiuno proviamo a iniziare bevendo una tazza di acqua tiepida e limone, elementi semplici ma benefici.

Il succo così acido del limone ha la sua principale proprietà proprio nell’avere nel nostro organismo, un’azione contraria, cioè alcalinizzante.

Gli acidi che lo caratterizzano una volta introdotti nell’organismo danno infatti reazione basica, questo perché durante la metabolizzazione l’acido citrico si ossida e i sali che ne derivano danno origine a carbonati e bicarbonati di calcio e potassio che contribuiscono all’alcalinità del sangue.

Questi benefici dell’iniziare la giornata con il limone:

1. Rafforza il sistema immunitario: I limoni sono ricchi di vitamina C e di potassio, che stimola le funzioni cerebrali e nervose. Il potassio aiuta anche il controllo della pressione arteriosa.

2. Bilancia il PH: Bere acqua di limone ogni giorno riduce l’acidità totale del vostro corpo. Il limone è uno degli alimenti più alcalini. Sì, il limone ha acido citrico, ma non crea acidità nel corpo una volta metabolizzato.

3. Aiuta la perdita di peso: I limoni sono ricchi di fibre di pectina, che aiutano a combattere la fame. È stato anche dimostrato che le persone che hanno una dieta più alcalina perdono peso più velocemente.

4. Aiuta la digestione: Incoraggia il fegato a produrre la bile, che è un acido che è richiesto per la digestione. La digestione risulta efficiente e si riducono il bruciore di stomaco e la costipazione.

5. È un diuretico: limoni aumentano il tasso di minzione nel corpo, che aiuta a purificare. Le tossine sono, pertanto, rilasciate in modo più veloce per aiutare a mantenere la salute del tratto urinario.

6. Pulire la pelle: Il componente di vitamina C aiuta a diminuire le rughe e imperfezioni. Acqua di limone elimina le tossine dal sangue e aiuta a mantenere la pelle chiara. In realtà, può essere applicato direttamente sulle cicatrici per ridurre il loro aspetto.

7. Rinfresca l’alito: Non solo questo, ma può aiutare ad alleviare il dolore e gengiviti. L’acido citrico può erodere lo smalto dei denti, quindi questo deve essere controllato molto bene. Consigliamo quindi di risciacquare a fondo con acqua dopo averlo bevuto o di lavare i denti.

8. Allevia i problemi respiratori: acqua calda limone aiuta a sbarazzarsi di infezioni polmonari e fermare la fastidiosa tosse.

9. Aiuta contro la disidratazione: Una tazza di acqua e limone al mattino previene la disidratazione e la cosiddetta fatica cronica o fatica surrenale. Quando il corpo è disidratato, o profondamente disidratato (fatica surrenale) non può svolgere tutte le sue funzioni in modo appropriato, e questo porta ad accumuli di tossine, stress, costipazione, e tutta una serie di altri disturbi.

10. Aiuto a eliminare il caffè: Dopo aver preso un bicchiere di acqua calda limone, la maggior parte delle persone suggeriscono che non hanno alcun desiderio di caffè al mattino.

L’acqua deve essere tiepida, perché l’acqua fredda crea uno shock al nostro intestino, e la dose di limone va da 1/4 a 1/2 al giorno. È bene partire sempre da meno in modo tale che abituiamo il nostro organismo.

Fonte: ambientebio.it



10 ottobre 2013

Accussì và 'o munno


"Accussì và 'o munno
è accussi c'adda girà
accussì vaà 'o munno
e cu chi t' a vuò piglià
strigne 'e diente e curre
tanto nunn' 'o può cagnà!... "
   
Joe Sarnataro - Acussi và 'o munno 1992


"Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali.."  Franco Battiato - Povera Patria 1991


A volte ho come l'impressione che il mondo debba per forza girare in un certo modo. Come se tutto fosse già preimpostato dall'inizio. Mi viene da pensare che Le quote di dualità come quelle di bene e male, brutto e bello, odio e amore su questa terra siano sempre state le stesse fin dalle primissime forme di vita. La dualità è quasi sempre bilanciata. Solo in alcuni periodi capita che viene sbilanciata in un verso o nell'altro, ma dopo un pò tutto viene ristabilito come creato all'inizio.

2 ottobre 2013

VERRA' UN GIORNO...

Verrà un giorno che 
l’uomo si sveglierà
dall’oblio e finalmente
comprenderà chi è veramente
e a chi ha ceduto le
redini della sua esistenza,
a una mente fallace, menzognera,
che lo rende e lo tiene schiavo...

L’uomo
non ha limiti in quanto
un giorno se ne renderà
conto, sarà libero anche
in questo mondo.


Giordano Bruno



8 settembre 2013

In giro per i Decumani

Alla prossima fermata devo scendere, non potrebbe essere altrimenti perchè è anche l’ultima, almeno lo è ancora fino a quando non sarà completato l’ultimo tratto della metro. Ho paura che lo sarà ancora per molto. Sono arrivato a Dante. La stazione di Piazza Dante. La metro ci ha messo buoni venti minuti per arrivare fin qui. Le porte si aprono, mi accingo ad uscire, ma alcuni passeggeri che salgono a bordo non hanno alcuna intenzione di dare la precedenza a me che invece esco. Sono loro. Li riconosco. Ma tant’è ci sono abituato e non mi aspettavo certo il contrario.
Arrivo su in piazza e noto che nonostante abbiano completamente recintato la statua del sommo poeta per non renderla vittima di graffiti e scarabocchi vari qualcuno è riuscito lo stesso a lasciare il suo segno. Sono sempre loro.
Mi dirigo verso Port’Alba, la strada dei libri, ci sono come sempre piccole librerie ovunque ed i libri che espongono sono davvero tanti, mi chiedo se davvero ci sia ancora cosi tanta gente che compra tutti quei libri. A giudicare da come va il mondo non sono in tanti a leggere al giorno d’oggi. Chi li compra tutti quei libri? Purtroppo ho la sensazione che se non fosse per gli incassi dei libri scolastici difficilmente riuscirebbero a tirare avanti. La via resta molto caratteristica e si annusa nell’aria un passato molto importante.

Uscendo da Port’Alba scorgo sulla sinistra Piazza Bellini con i suoi resti delle mura greche del Decumano superiore sulla quale si affaccia tra gli altri Palazzo Firrao. Le mura dei palazzi sono imbrattate qua e la di scritte amene e per terra ci sono decine di bottiglie di birre lasciate li dalla sera prima, ma forse anche di più. Le panchine sono quasi tutte malandate o imbrattate. Non posso non pensare al fatto che in qualunque altra città del mondo una piazza cosi sarebbe sicuramente tenuta in tutt’altro modo. Alla mia destra invece c’è la discesa di Via Sebastiano, la via della musica per via dei numerosi negozi di strumenti musicali.
Decido di proseguire dritto verso la stradina che si imbocca per andare al conservatorio. Faccio qualche passo e dopo aver oltrepassato la prestigiosa libreria Colonnese ed il conservatorio stesso mi ritrovo davanti l’entrata della Chiesa di San Pietro a Majella. Non posso non entrarci.

All’interno si respira quell’atmosfera tipica che solo le chiese gotiche sanno creare. E questa qui ne è un degno esempio. Cerco di mettere in pratica i consigli di Fulcanelli per carpirne i segreti ma non ne sono in grado, qualcosa però mi arriva lo stesso. Ciò che più ammiro in questa chiesa oltre alle due navate laterali piene di affreschi e monumenti è il magnifico soffitto pieno di intarsi oltre che di dipinti. Decido di uscire, lo faccio dall’uscita laterale nella navata di sinistra e mi ritrovo in piazza Miraglia, davanti a me si erge la Basilica di Pietrasanta che di recente è passata ogli onori delle cronache per alcuni ritrovamenti nei suoi sottosuoli di simboli risalenti addirittura ai Templari. Penso che forse il fatto che i famigerati Templari abbiano operato da queste parti possa contribuire a portare un qualche entusiasmo in più in termini di ricerca, cultura ed anche Turismo. Mi ridesto subito dall’idea però quando penso che un “presunto” miracolo come quello di San Gennaro nel Duomo della città a poche centinaia di metri da dove mi trovo non richiama che un manipolo di persone ogni anno. Una qualsiasi altra città avrebbe sfruttato un evento simile (vero o fasullo che sia) in ben altro modo. Certo il territorio qui è ricco di ben altri misteri. Un concentrato di arte che l’unesco ha dichiarato patrimonio dell’umanità. D’altronde sono in pieno centro storico e se non bastasse sono all’altezza del decumano maggiore, vale a dire il primo tracciato cittadino costruito dai greci. Il passato di queste piazzette e di questi vicoli lo si può ancora annusare nell’aria. Ogni singola pietra di questo posto ha una vibrazione specifica. Penso che negli anni prima di me su queste stesse strade sono passati: Virgilio, Giordano Bruno, Tommaso D’Aquino, Boccaccio, Francesco Petrarca, Benedetto Croce e tanti altri. La cosa mi emoziona. Noto con piacevole sorpresa il pullulare di Bed and Breakfast all’interno di palazzi antichi ristrutturati. Ma non può bastare.
Faccio qualche altro passo e mi ritrovo in Via dei Tribunali, chiamata cosi perchè se la si percorre tutta si arriva davanti Castel Capuano sede del tribunale fino a qualche anno fa, ora in attesa di ospitare qualcosa di degno. Sono indeciso se continuare su questa via fino ad arrivare a piazza San Gaetano per entrare in San Lorenzo Maggiore, la basilica in cui Boccaccio incontrò la sua fiammetta o scendere per San Domenico Maggiore. Decido per quest’ultima soluzione, lungo la strada scorgo sulla sinistra un’enorme fila di turisti davanti alla biglietteria della Cappella Sansevero, la cosa non mi sorprende, da anni ormai è uno dei monumenti più visitati della città e non solo per il Cristo velato. Un tempietto unico al mondo per il suo valore artistico, mistico ed esoterico. Oltre al Cristo infatti ci sono altri capolavori come la statua della pudicizia e quella del disinganno. Come sia stato possibile lavorare il marmo in quel modo per me rappresenta sempre un mistero.
In piazza San Domenico Maggiore c’è un gruppetto di tedeschi che ha deciso di fare una sosta ai tavolini del Bar Scaturchio. Noto le loro Fotocamere reflex in bella mostra e tremo per loro poverini, non sanno a cosa si espongono. Quasi li scorto per un po, poi intuisco che quei signori in borghese fermi su quelle moto di grossa cilindrata sono sicuramente dell’antiscippo. La zona in effetti è molto presidiata dalle forze dell’ordine. Lo deve essere. Forse si è più sicuri qui che a Posillipo, anzi sicuramente.
Decido di entrare nella basilica che sovrasta la piazza. Se San pietro a Majella era un degno esempio di arte gotica questa qui ne è l’apoteosi. Impreziosita anche da un tocco di barocco si può respirare tutta la sua storia tra le sue navate, il bellissimo altare non convenzionale e le tante cappelle. Il soffitto a cassettoni poi è un capolavoro assoluto. Di Fulcanelli qui dentro non c’è affatto bisogno. Appena si entra si viene subito pervasi da un sentimento di gratitudine per aver creato un opera del genere. Anche se non è la chiesa della città che preferisco in assoluto.
Sono di nuovo in strada, nella via che spacca la città in due. Guardo la gente che passa, la sento parlare. Tra gli altri sono presenti anche loro, d’altronde è qui che essi vivono. Sono in tanti e sono sgraziati, si quello che gli manca è la grazia. La grazia nel parlare, nel muoversi , nel pensare, nell’agire. Intuisco le loro nevrosi. Sono sciatti ed hanno paura, hanno una paura inconfessabile. Sono inconsapevoli. Sono vittime. Nuociono a loro stessi ed a tutto ciò che toccano. Non ne sanno niente della Cappella San Severo, ne delle basiliche maggiori della città, ne di Giordano Bruno o Boccaccio e si dicono orgogliosi di questo posto. Mi chiedo da dove provenga questo male, questo senso del brutto cosi esasperato, questa assuefazione al peggio. Dall'Unità d'Italia, Dalle dominazioni spagnole? Dalle due guerre? Oppure è proprio una natura intrinseca del territorio stesso? Non ho ancora trovato una risposta.


Mi accorgo che sono arrivato ormai a Piazza del Gesù. Il Decumano ora è quello inferiore. Due Chiese Maestose si ergono ai miei lati. Alla mia destra c’è la chiesa del Gesù Nuovo con le sue infinite decorazioni interne dettate dal suo stile barocco. La chiesa è quella più attiva dal punto di vista religioso ed una delle più visitate ed amate della città, ma dal punto di vista artistico a me in particolare non ha mai affascinato tanto, anche se rimango sempre impressionato dalla scelta di rivestire la facciata esterna di tante piccole piramidi sulle quali poi è impresso un messaggio di tipo iniziatico con oscuri simboli sparsi.
Mi dirigo alla mia sinistra entrando cosi nel cortile della chiesa della città che più amo in assoluto, è la basilica di Santa Chiara. Meglio conosciuta come Monastero di santa Chiara con annesso convento e chiostro maiolicato. La chiesa purtroppo durante la seconda guerra mondiale venne bombardata e perse moltissimi dei suoi affreschi. Ma nonostante ciò è un’esempio di stile gotico davvero considerevole. Anche se ci sono una ventina di cappelle con dipinti, statue ed altre opere d’arte appare davvero molto spoglia creando cosi un’atmosfera quasi metafisica. Quando entro in questa chiesa ho come l’impressione che all’interno ci sia soltanto l’essenziale, ciò che deve esserci, ciò che serve per nutrire l’anima, solo che non so di preciso cosa sia ma è li.



5 luglio 2013

Il Parco di Capodimonte

Quando si sviluppa una visione nuova dell'intera esistenza ci si accorge di tanti particolari che in uno stato meno evoluto di consapevolezza (per cosi dire) invece non si notano affatto. Non che io sia arrivato a chissà quale verità, anzi,  però comincio ad interrogarmi in modo sempre razionale ma non limitato su cose che fino a qualche anno fa davo per scontate, irrilevanti oppure ritenevo pura fantasia.

C'è chi sostiene che nel corso della storia moltissimi grandi artisti avessero accesso ad una conoscenza superiore ma non potendola divulgare pubblicamente per vari motivi hanno cercato di inserire nelle loro opere messaggi esoterici atti a ricordare all'uomo la proprio vera essenza ed origine. Tanto per fare qualche nome stiamo parlando di Michelangelo, Leonardo, Dante, Shakespeare etc.

 La Divina Commedia di Dante per esempio ha diverse interpretazioni di lettura, una di tipo letterale, una di tipo allegorico ed un altro di tipo esoterico. Lo stesso poeta c’è lo ricorda in una sua opera minore “Il Convivio”. Ma ogni opera d'arte può contenere messaggi di tipo iniziatico: un dipinto, una scultura, un poema, i rosoni delle chiese. Beh forse i rosoni delle cattedrali sono già di per se dei messaggi in codice, in ambienti iniziatici infatti vengono definiti sigilli. Quello nella foto per esempio è il Rosone

 che si trova all'interno del Maschio Angioino (Castel Nuovo) di Napoli sulla facciata anteriore della cappella Palatina. Ho sempre pensato che avessero molto in comune con i mandala orientali, i centrini all'uncinetto delle nonne ed i cerchi nel grano fatti dagli alieni (...mo' però non mi chiedete se sono stati effettivamente fatti dagli alieni perchè io proprio non lo so). Michele Proclamato, uno studioso dell' Aquila che ha speso non so quanto tempo a cercare di decifrare il significato di un  rosone di una cattedrale aquilana sostiene di aver scoperto attraverso calcoli matematici un sapere derivante da un'unica matrice che ha chiamato dell'ottava, ma che non sto ora qui a spiegarvi anche perchè non ne sarei in grado. Addirittura sostiene che soltanto osservandoli e quindi contemplandoli ci si arricchisce interiormente. Quest'ultima cosa a dire il vero la sostengo anch'io, io credo che ogni figura armoniosa sia essa naturale o creata artificialmente ha il potere di trasmettere perlomeno serenità. Io per esempio mi incanto davanti allo splendore di un cristallo di un fiocco di neve ed alle sue geometrie perfettamente simmetriche.


Ritornando alle opere d'arte cariche di significato multiplo si deve dire che spesso interi palazzi, castelli e cattedrali venivano realizzati con criteri ben precisi sempre nello stesso senso. 
Addirittura un parco verde può essere progettato secondo teoremi iniziatici. Ecco cosa ho letto a proposito del Parco di Capodimonte sul sito Iointeriore


Questa enorme macchia di verde sotto, estesa quanto 150 campi di calcio, è il Parco di Capodimonte a Napoli, un posto che adoro, specie per i dipinti conservati nel Palazzo Reale, espressione d'arte di cui sono follemente innamorato. In basso a sinistra, per mezzo di una strettoia (la serie dei pallini gialli) tra due costruzioni chiamata proprio Porta di Mezzo, si accede ad un piazzale che dà su cinque viali (che abbiamo evidenziato con delle lettere dalla A alla E) . In realtà, se osservate le lettere, manca la C e, visti dall'alto, i viali che da qui si biforcano sembrano essere davvero solo quattro.




                                   


Infatti sul quinto di questi viali, il viale C, è nascosto un messaggio esoterico; clicca sull'immagine seguente per ingrandirla e individuare il quinto viale, quello con la lettera "C":
                                            

Sì, il viale con la lettera C corrisponde proprio al vialone centrale, quello più lungo di tutti; ma questo vialone (la foto sotto) ha anche un'altra caratteristica: è un viale buio e in fondo ad esso c'è una sorpresa.


                                  

Innanzitutto esso è l'unico che alla sua fine contiene un messaggio; inoltre, essendo al centro, è sinonimo di equilibrio e, come potete osservare dalla fotografia, è coperto dalle piante, al punto da non poter essere visto dall'alto.

Questo vialone può essere paragonato alle scelte che facciamo nella vita: evitiamo lo Sconosciuto - il buio - l'essere centrati su noi stessi, per incanalarci su sentieri ovvi. Infatti gli altri viali sono sicuramente più agevoli, ma sono anche molto scontati, data la loro illusoria luminosità e non portano in nessun luogo significativo. Allo stesso modo se vogliamo rimanere sulla retta via, dobbiamo affrontare cose che non sono così facili come quelle che troveremmo sugli altri viali. Infatti il misurarci con la parte più nascosta di noi (quella che risponde alla scontata luce delle scelte emozionali chesappiamo sempre dove ci portano) potrebbe certamente impaurirci al punto da convincerci a non affrontare il viale centrale interiore.

Ma, si sa, chi segue la via centrale, impervia, lunga e buia, trova se stesso, al contrario di altri che preferiscono rimanere nella banalità della finta luce della personalità navigando perennemente nella quotidiana routine emozionale.

E veniamo alla sorpresa: il viale centrale termina con una statua raffigurante un Gigante.



il Gigante, la statua alla fine del vialone centrale del Parco Reale


Questa statua, riposizionata meno di una decina d'anni fa nella sua sede originale, simboleggia il fatto che chi imbocca la difficile via interiore, trova se stesso o meglio, il vero Se Stesso, il Gigante. Osserviamo più nel dettaglio il Gigante e noteremo due peculiarità che saltano subito all'occhio: in testa ha un vaso e nella mano destra un pugnale.


Il vaso simboleggia la conoscenza, il pugnale la giustizia e l'equilibrio.

10 maggio 2013

Yĕhošūa, Jesus e Gesù!




In una mia personale ricerca di tipo storico-iniziatico oserei dire, mi sono imbattuto in diversi quesiti, molti dei quali non ancora risolti e molti dei quali sulla figura di uno dei più grandi maestri dell'umanità: Gesù.

La mia ricerca è ovviamente basata sugli studi di altre persone, dato che non ho accesso ad alcun tipo di documento storico, nessun papiro o testo antico originale e soprattutto non avendo purtroppo nozioni di lingua Ebraica, Aramaico, Greco antico, e nemmeno di Latino devo accettare di buon grado senza fiatare le traduzioni che gli storici hanno effettuato nei secoli. Il principale metodo che ho usato è stato l'intuito ed il buon senso. In questo post vorrei esporne un piccolissimo sunto.

Lo studioso Morton Smith disse : "Provare a descrivere il vero Gesù è come tentare in fisica atomica, di localizzare una particella submicroscopica e determinarne la carica" impresa ardua insomma. Quindi per favore abbiate bontà per le mie affermazioni.

Dunque, che Gesù sia esistito davvero è cosa assai probabile, direi che è quasi una certezza storica. E' vero molto probabilmente anche il fatto che fosse di religione ebraica e che oltre a parlare la sua lingua, l'aramaico, conoscesse anche la lingua degli occupanti romani cioè il latino. Che sia nato invece da una vergine il 25 Dicembre lo è un po meno a parer mio, troppe similitudini con l'antecedente Mitra ed il Dio egizio Horus figlio di Iside. Credo però che questo sia alquanto ininfluente per ciò che rappresenta Yĕhošūa detto prima Jesus e poi Gesù qui in Italia. 

Ciò che conta davvero è il suo messaggio, ed è un vero peccato che la nascita prodigiosa, i miracoli e la resurrezione, vere o non vere che siano, facciano passare in secondo piano questo messaggio. Il messaggio che porta Gesù nel nuovo testamento è davvero una ventata di aria fresca rispetto al vecchio testamento che sostanzialmente intimava di Non fare questo, Non toccare quest'altro, Non ti permettere proprio di pensare a quell'altro etc...insomma tutta una sfilza di divieti imposti da Dio per i suoi creati. 
Un Dio geloso, permaloso, vendicativo e soprattutto sessuofobico. Secondo il vecchio testamento il mondo creato da Dio è come una enorme tavola bandita di tante prelibatezze, di ogni ben di Dio (per l'appunto) dove però è vietato mangiare finanche una sola uliva. Gesù invece che era uno gnostico esseno e su questo credo ci siano pochi dubbi, non si incentra su cosa non si deve fare ma suggerisce il metodo per elevarsi come ha fatto lui. Perchè tutti abbiamo la potenzialità di diventare Cristo. 
E dice che siccome siamo fatti di energia che è Amore, tutto quello che dobbiamo fare è amare incondizionatamente, si, l'Amore quello che manca in tutto il vecchio testamento. L'Amore. Quindi mai più "occhio per occhio dente per dente" ma "porgi l'altra guancia" e soprattutto "Ama il tuo prossimo come te stesso". Ora di questo messaggio la chiesa che si è autoproclamata portatrice ufficiale, quando invece Gesù non ha mai affermato di voler fondare una propria religione sembra che ogni tanto nel corso dei secoli se ne è dimenticata. Se ne è dimenticata quando ha costituito un proprio esercito andando a massacrare migliaia di "infedeli" nelle crociate. Se ne è dimenticata quando ha istituito la "Santa" Inquisizione con la quale ha mandato al rogo migliaia di persone per il solo fatto di avere idee diverse, non allineate alla "loro" verità. Tra le quali il grande Giordano Bruno (nella foto con me), arso vivo a Campo dei fiori a Roma.  
Ora però non pensate che io sia un po troppo prevenuto nei confronti delle varie chiese ed in modo particolare verso quella cattolica.....diciamo che....anzi si, purtroppo lo sono! Non posso darvi torto. Non ci posso far nulla, tendo a guardare sempre con sospetto chi esercita un qualunque tipo di potere temporale su questo pianeta.

Ma torniamo a Gesù. Un altro suo magnifico messaggio contenuto nel vangelo di Tommaso dice: "Coloro che cercano cerchino finché troveranno. Quando troveranno, resteranno commossi. Quando saranno turbati si stupiranno, e regneranno su tutto."

L' invito di ogni religione invece è quello di smettere di cercare perché tanto la verità l'hanno già trovata loro, sono loro i depositari della verità, tu non devi far altro che seguire i loro precetti e camminare su quella retta via che loro hanno disegnato. Sono convito che se molti fedeli sapessero in che modo sono nati i culti che venerano oggi rimarrebbero quantomeno sorpresi, per non dire sconcertati. 
Il vangelo che ho citato prima per esempio, quello di Tommaso, è un vangelo apocrifo, cioè non è stato incluso insieme ad altre decine di vangeli nel nuovo testamento ed assieme al vangelo di Giuda ed a quello del Salvatore oltre al vangelo secondo Filippo ci offre un'immagine del Cristo alquanto diversa da quella dei vangeli "ufficiali". Un Gesù gnostico molto più mistico e molto più vicino ai grandi maestri orientali.

I vangeli che hanno scelto quando il cristianesimo è diventata religione imperiale quindi quando è stato creato un canone di riferimento sono solo quattro, i cosiddetti canonici per l'appunto, composti dai tre sinottici (secondo Marco, Matteo e Luca) più il vangelo secondo Giovanni. Tutto ciò è avvenuto nel 325 nel famoso concilio di Nicea per volere dell'Imperatore romano Costantino. In quel concilio io credo che si è voluto cancellare totalmente dal cristianesimo la parte spirituale ed esoterica. Gli storici poi concordano tutti che l'attendibilità dei vangeli apocrifi è al pari di quelli canonici ed affermano anche che i canonici quasi sicuramente nonostante siano chiamati vangeli di Marco, Matteo, Luca e Giovanni, nessuno di essi è stato scritto realmente dai discepoli di Gesù. Sono da attribuire invece alle correnti di pensiero dell'epoca che si rifacevano alla visione dei vari apostoli.

Risalire ai fatti storici nel modo più preciso possibile è davvero un compito arduo. Gesù non ha lasciato nulla per iscritto che sia arrivato fino a noi. Tutto ciò che abbiamo è la testimonianza di persone a cui a loro volta è stato raccontato da altre persone che è esistito in passato.....

Molti studiosi concordano che i primi scritti riguardanti la vita di Gesù (vangeli compresi) sono databili intorno all'anno 100 d.c. quindi per 100 anni nessuno ha mai pensato di narrare la vita del Cristo. D'altronde dei primi seguaci cristiani si sa davvero molto poco, chissà forse per il fatto che erano perseguitati sia dagli ebrei che dai Romani magari tendevano a non lasciare molte tracce di loro stessi. Molti dei primi cristiani naturalmente non festeggiavano la nascita di Gesù il 25 Dicembre o la Pasqua che fu decisa sempre nel concilio di Nicea. Essi si incentravano ad emulare piuttosto il loro maestro ed a mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti. Non esisteva ancora una liturgia. Molti credevano alla reincarnazione come cosa ovvia nel processo di liberazione dalle cose materiali. Ci sono molti passi dei vangeli in effetti che lasciano supporre che Gesù parlasse proprio di reincarnazione.

Ma che volete farci! La storia viene scritta dai vincitori. E nonostante tutto anche se in modo distorto e frammentato il messaggio del Cristo è arrivato fino a noi vuol dire che esso conteneva qualcosa davvero importante che è stato impossibile nasconderlo del tutto.


9 aprile 2013

Il matrimonio

Anche il matrimonio non sfugge agli schemi di vita che siamo abituati a rispettare. Io mi sono chiesto cos'è esattamente il matrimonio? Perchè due persone decidono di sposarsi? Diciamo da subito che nello schema di vita in cui siamo nati ci viene dato come un passo scontato, quasi obbligato. Dunque due persone si amano, vogliono creare una famiglia, si promettono l'amore eterno, vogliono suggellare la loro unione,  e vogliono che questa unione venga legittimata da un'istituzione che può essere lo stato, le chiese (cattoliche, protestanti, buddiste etc...), vogliono insomma che gli "altri" riconoscano la loro unione. Questo bisogno lo si sente per la necessità che si ha di adeguarsi al sistema che non offre la possibilità di sperimentare l'amore
godendone nel presente, ma te lo proietta subito nel futuro facendogli perdere la sua magia.
Il  Profeta di Gibran a chi gli domandava cosa puoi dirci del matrimonio Maestro? Egli rispondeva dicendo:

"Voi siete nati insieme, e dovrete sempre stare insieme. 
Ma che ci siano spazi nel vostro stare insieme.
Amatevi vicendevolmente, ma il vostro amore non sia una prigione.
Riempitevi la coppa uno con l'altro, ma non bevete da una coppa sola.
Danzate e siate allegri ma che ciascuno sia solo.
Come le corde di un liuto, che sono sole, anche se vibrano per la stessa musica.
Datevi il vostro cuore, ma non lo date in custodia l'uno all'altro,
Perchè solo la mano della vita può contenere i vostri cuori.
E state insieme ma non troppo vicini: Poichè le colonne del tempio sono distanziate, 
E la quercia ed il cipresso non crescono l'uno all'ombra dell'altro.

Io credo che se tutto è uno e tutto è tendente all'uno, se ogni cosa per sua natura è destinata ad unirsi, anche un uomo ed una donna, anzi soprattutto un uomo e una donna non possono che avere l'istinto primordiale di unirsi in tutti gli aspetti del termine. Unione per l'appunto. Un unione è sempre naturale. Ma riflettevo a cosa si riduce spesso in una società egoica ed egoistica come la nostra  il matrimonio. E cioè ad un semplice e formale contratto con cui cautelarsi nel sistema, con clausole da rispettare ed eventuali penali in caso di inadempienze.
Una coppia che si ama veramente da cosa la si riconosce? Io credo dalla sua prosperità, entrambi dalla loro unione dovrebbero trarne giovamento evolvendosi a vicenda. Poi io parto dal presupposto che chi è capace di amare davvero non è in grado di odiare nessuno. Io non posso dire Io amo Tizio ma odio Caio, sarebbe un controsenso. Una coppia che si ama vicendevolmente, ama tutto ciò che gli ruota intorno a prescindere da ciò che ne riceve in cambio. Spesso poi una coppia quando si mette insieme pretende l'esclusività dei sentimenti. "Tu sei solo mio" "Io son solo tua" Che è come dire tu da adesso muori per il mondo e vivi solo per me, ma questo non è vero amore questo è solo desiderio di possesso, dominio e controllo di una persona. Inoltre per poter amare qualcuno innanzitutto bisogna amare profondamente se stessi, molti questo lo danno per scontato credendo di amarsi solo perchè assecondano il loro ego. Gesù quando ci diede il suo messaggio più grande disse: "Ama il tuo prossimo come te stesso" ci invitava ad amare il prossimo ma non quantificando l'amore che bisognava provare per il prossimo, non c'è amore più grande o amore più piccolo. L'amore è amore punto e basta. Con quel "come te stesso" non voleva intendere amalo più che puoi, si sarebbe limitato a dire: "ama il tuo prossimo", ma lui ha aggiunto "come te stesso" e cioè che bisogna amare anche se stessi.
Per concludere voglio citare una canzone del molleggiato Adriano Celentano, oddio mi rendo conto che dopo aver citato Gesù citare Celentano è alquanto azzardato...(anche se a dir il vero a Gesù non l'ho mai sentito cantare) questa canzone di qualche anno fa recitava cosi: "Come puoi dire che mi ami se non sei in grado di dire che....che Attraverso me ami il mondo e che Attraverso me ami pure te".  Essere indifferente agli altri od a se stessi e pretendere di amare solo una persona è un paradosso in termini.


2 aprile 2013

Un possibile scenario

Da molti anni è iniziata la grande manovra di assoggettamento di grandi masse al servizio di pochi eletti. Con la creazione della grande distribuzione in praticamente ogni settore commerciale hanno trasformato molti piccoli imprenditori in dipendenti.
L'elite per essere tale, per conservare il proprio potere temporale su questo pianeta ha bisogno che il popolo sia costantemente soggiogato, sfruttato e ricattato in ogni momento. Che abbia paura di non poter soddisfare falsi bisogni imposti, che abbia paura di sperimentare le proprie potenzialità, che abbia paura di peggiorare ancor di più, per quanto possibile la propria condizione di schiavo.
Per il futuro vedo due possibili forme di governo dei popoli della terra: Uno è il capitalismo nel quale le grandi corporation appartengono a soggetti privati ed un altro è il comunismo nel quale le stesse corporation appartengono a soggetti pubblici. I soggetti però, quelli ai posti di comando saranno sempre gli stessi.

4 marzo 2013

IL SENSO DI COLPA


COSA E’
Il senso di colpa è uno degli atteggiamenti più subdoli e sottili che ognuno di noi ha. Si nasconde, infatti “tra le pieghe” di molte altre emozioni come rabbia, impotenza, tristezza, etc.
Ad esempio, improvvisi attacchi di rabbia (furibonda) verso una persona o una situazione, che poi si trasformano in impotenza, possono essere ben fondati sul senso di colpa.
Il senso di colpa, molte volte, è come un serpentello che striscia sull’erba: si vede l’erba che si muove e nient’altro.

Chi vive nel senso di colpa riscontra queste caratteristiche:

- incapacità di prendere decisioni.
- preoccuparsi eccessivamente per il futuro.
- Rimandare continuamente - dilazionare qualunque cosa.
- Paura di ciò che potrebbe succedere - non controllo sulle cose.
- Sentirsi colpevole di cose che devono accadere.
- Vergogna e preoccupazione per ciò che è accaduto
- Provare vergogna perché c'è qualcosa di sbagliato in sé .
- Sentirsi in colpa perché si è fatto qualcosa di sbagliato.

Il senso ci colpa nasce nel passato, vanifica il tempo presente (paralizzando il modo di agire) e produce inquietudine per il futuro.

Quando è “diretto” e cioè si esprime nel rapporto con noi stessi, si manifesta come un giudizio:

non sono abbastanza bravo

non faccio quello che dovrei
sono un incapace
non sono abbastanza attento

A volte è una deduzione che traiamo da situazioni:


sul lavoro hanno affidato un compito ad un altro .. quindi c’è qualcosa che non va in me

il mio fidanzato mi ha lasciata...quindi....
in quel negozio non mi hanno considerato.... quindi .......

Più giudichiamo negativamente una parte di noi stessi, più il senso di colpa si rafforza. È come se, obbligatoriamente, non riuscissimo ad adeguarci ad uno “standard immaginario” di ..... bellezza ...... intelligenza.... bravura...... attenzione......etc.


Ciò significa che non accettiamo:

noi stessi
i nostri valori
le nostre scelte
ƒle cose che ci piacciono
i nostri gusti
i nostri piaceri
il nostro corpo


Purtroppo lo schema di “senso di colpa” è uno degli atteggiamenti più “pericolosi” per noi stessi, perché la colpa richiede punizione. E tutta quella folta schiera di individui che credono di aver fatto qualcosa di sbagliato o che ci sia qualcosa di sbagliato in ciò che riguarda loro stessi, si autopuniscono in uno o più settori della loro vita: amore, denaro,
successo.......... Ricevono amore.... pensano di non meritarlo.... e inconsciamente lo sabotano. Potrebbero migliorare la parte economica, ma tengono lontano il denaro e lo sprecano appena lo ricevono.
Il senso di colpa non ci fa mai sentire di meritare qualcosa. La colpa può distruggere la tua felicità e la tua relazione molto rapidamente. Se ti senti colpevole, ti sembrerà di non meritare l’amore del tuo partner. Potrai reprimere il senso di colpa sufficientemente a lungo ed iniziare una relazione, ma non lo potrai tenere represso per sempre. Non appena inizierai a sentirti impegnato, la colpa riemergerà e ti ritroverai a rifiutare l’amore del tuo
partner. Potrai farlo fuori subito dalla tua vita, oppure potrai iniziare ad avere dei forti dubbi sulla genuinità del suo amore. In ogni caso farai di tutto per farlo uscire dalla tua vita.
Dai un’occhiata alla tua vita. Stai punendo te stesso nella tua carriera? Nelle tue cose finanziarie? Nelle tue relazioni personali? Nel tuo corpo? In tutte queste aree? Uscire dal senso di colpa quindi è un grande contributo che potete dare alla vostra libertà, diventando individui autonomi, che credono in loro stessi, motivati, attenti e amorevoli.

LE ORIGINI DEL SENSO DI COLPA

Al di là che è possibile portarsi il senso di colpa da vite passate, in questa vita il senso di colpa può farsi sentire molto presto. I semi della colpa possono iniziare a svilupparsi fino dal concepimento. Avendo scelto di incarnarti, potresti sentirti in colpa pensando di esserti separato da Dio.
Un altro senso di colpa può derivare dalla “sindrome di colpa infantile”, caratterizzata da una sensazione di intensa colpa per aver fatto del male a tua madre nascendo.
Se poi non sei adeguato, come sesso, a quello che desideravano i tuoi genitori, potresti iniziare a sentire che in te c’è qualcosa che non va.
In senso generale possiamo affermare che dove c’è separazione, da una persona,situazione, idea o modelli, facilmente lì nasce il senso di colpa.
In più tu puoi nutrire colpe religiose, sociali, e per tutto ciò che ritieni di aver fatto male.
Il senso di colpa può anche derivare da modelli di altri a cui volevamo molto bene, così abbiamo copiato il loro schema.
Può anche essere inculcato dai genitori o dagli insegnanti; oppure inculcato da noi stessi, perché proviamo rabbia, rancore, odio verso di loro.

PRESUNTI VANTAGGI

Il senso di colpa ci fa stare male, eppure, anche se sembra demenziale, il senso di colpa ci dà l’illusione di averne dei vantaggi. Non scandalizziamoci, esploriamo il senso di colpa e cerchiamo i vantaggi:

non mi prendo la responsabilità appieno

non faccio qualcosa
ƒnon corro il rischio
ƒmi autopunisco così evito che siano gli altri a punirmi.
ƒevito la fatica di cambiare.
ƒfaccio la vittima e cerco comprensione.
ƒmi faccio compatire
ƒcosì non faccio niente
ƒsoddisfa una parte di me
ƒlascio scatenare la mia rabbia
ƒmi autococcolo
ƒmi sento piccolo con bisogno di protezione
ƒamo me stesso
ƒfuggo
ƒnon prendo decisioni
ƒmaggiore aggressività
ƒconquisto l’approvazione degli altri
ƒpenso che sentendomi in colpa in qualche modo correggerò l’errore compiuto

COME LO SI INDIVIDUA

Il primo passo per poter intervenire sul senso di colpa è quindi quello di intercettarlo, di cominciare a chiedersi se, sotto ciò che appare superficialmente, si nasconde il senso di colpa.
Ad esempio, se il tuo disagio ti sembra creato da una persona o da una situazione attorno a te, applica il principio secondo cui ciò che vediamo è una proiezione, e cerca la causa in te, chiedendoti “perché......” e riportando la causa su di te:

ƒil capo mi ha rimproverato.... perché io ...... non sono stata sufficientemente brava

ƒho litigato furiosamente con mio marito.... perché io ....... non ammetto ritardi.....
perché io ...... ho paura di essere abbandonata.
Mi rifiutano O Ho qualcosa che non va
ƒMi giudicano O Non sono abbastanza....
ƒHo paura di perdere l’amore del mio partner O non valgo niente
ƒMio fratello è coraggioso O sono un fifone
ƒHo paura di irritare qualcuno O non ho il coraggio di esprimere le mie opinioni
ƒHo paura di perdere qualcosa O non sono o non faccio abbastanza
ƒMi hanno rubato l’auto O mi sento punito O forse non la meritavo.

SOLUZIONI

Molte sono le componenti che portano a guarire il senso di colpa, ed ognuno deve trovare quella o quelli che più servono per se stessi:

responsabilità

ƒaccettazione di se stessi
ƒautostima
ƒperdono
ƒamore verso di sé
scoperta e rafforzamento dei propri valori
Responsabilità

Quando ti senti in colpa:

ƒdomandati: “quale è la responsabilità che non mi sto assumendo in questo
momento?” di a te stesso: “assumermi la responsabilità è divertente. Il senso di colpa che provo è una strategia inutile”.
ƒImpara dal passato e assumiti la responsabilità di cambiare.

Accettazione di se stessi

Accettarsi così come siamo non significa non fare niente per migliorare, anzi possiamo fare tutto quello che riteniamo necessario per migliorare, però la base è l’accettazione di ciò che siamo adesso. L’accettazione costituisce una base solida su cui edificare il nostro nuovo me stesso.
Autostima
Aver fiducia in se stessi, nelle proprie capacità, caratteristiche e potenzialità significa credere in esse ed avere la possibilità di esprimerle. 
Una strada aperta verso i nostri obiettivi.
Scopri e rafforza i tuoi valori.
“Io sono una persona autodeterminata”.

Perdono

Dopo che hai fatto tutto quello che ritieni necessario per correggere gli eventuali errori commessi, lasciali scivolare via nel perdono verso te stesso: “Io mi perdono completamente”.
Se continui a stare sul pensiero dell’errore dì a te stesso: “sentirmi in colpa non cambierà il passato né mi renderà migliore”.
Quindi tieni vivo il desiderio di cambiare e usa un’altra strategia che non sia il senso di colpa.
Dato che il perdono fa passare dalla colpevolezza all’innocenza, stai attento che il senso di colpa potrebbe far sì che tu pensi di essere colpevole per osare di pensare di essere innocente.
Amore per se stessi
Man mano che smetti di emettere giudizi su di te, il verdetto passerà da “colpevole” a “innocente” e imparerai ad amarti di più.
Amarsi, onorarsi e rispettarsi sono la naturale evoluzione dell’autostima sul piano dei sentimenti.
E non si tratta di presunzione od egoismo. Scoperta e rafforzamento dei propri valori
Si tratta qui di rendere espliciti e specifici i tuoi valori tramite i quali rivedere i vari settori (lavoro, famiglia, affetti, soldi, sesso, Spirito.....) della tua vita. E di seguirli.


10 gennaio 2013

Ego, se lo conosci lo eviti




Come sostine il dott. Angelo Bona: Domare l'ego è un tema di grande attualità perchè moltissimi soffrono di egopatia, di egodistonia, di gonfiori dell'ego ed al limite della drammatica sindrome dell'egone cocomerone.
La suscettibilità di questa nostra funzione psicologica e spirituale è enorme. Numerosi recettori, piccoli radar, sensori psico-animici sondano continuamente la nostra vita e ci obbligano al confronto, al giudizio, alla permalosità, all'irritabilità, all'autodenigrazione, al masochismo.
Abbiamo nella testa un'immagine "ideale" di come dovrebbe essere la nostra vita relazionale, affettiva, lavorativa, di come dovrebbe soprattutto essere il rapporto con noi stessi. Appena le spie luminose dell'ego si illuminano a intermittenza e gli allarmi del sestessismo suonano a distesa perdiamo la testa, il controllo, la pace interiore.
Spesso basta un'inezia, una frase male interpretata per farci chiudere a riccio, per rovinare una serata tra partners, tra amici, tra colleghi di lavoro.
L'ego ha necessità del cono di luce, della auto rappresentazione e del riconoscimento da parte degli altri della sua valenza.
Il per-maloso è colui o colei che volge al negativo ogni cosa e si offende. E' quindi l' estrema suscettibilità dell'ego che fa scattare la rabbia, la polemica, la rissa.
L'invidia è il continuo malcontento egoico di chi non sopporta la realizzazione e la felicità del prossimo.
L'ego ha la coda di paglia e si aspetta di essere disconosciuto, vilipeso, deriso e poco valutato e per questo erge invalicabili barriere protettive che lo portano all'isolamento dalla relazione e alla paranoia.
Considero un' egopatia anche l'autodenigrarsi, il colpevolizzarsi, l'autocrocifiggersi perchè non si corrisponde all'immagine narcisistica e grandiosa che vorremmo si riflettesse nello specchio.
Vediamo continuamente sfilare ogni giorno gli egoni dei cosiddetti rappresentanti politici e riconosciamo in essi le funzioni estremizzate della egopatia, della paranoia della superbia. La società dello spettacolo ci obbliga ad assistere alla ossessiva autocelebrazione di cento persone in perenne contaddizione dedite a esclusivi fini egoico-elettorali, che con la loro balle e la stazza ingombrante schiacciano la cultura, l'arte, la musica, la poesia, il bello.
Il mondo dell'economia vive di questo fine di autoesaltazione individuale dove l'obbiettivo non è solo l'acquisizione di potere o il denaro, ma di sedare l'arimanica bulimia dell'ego.
D'altro canto l'ego non è soltanto negativo, ma rappresenta una funzione obbligatoria di crescita evolutiva. Se non ci fosse l'ego bisognerebbe inventarlo proprio per giungere tramite l'attrito con noi stessi ad una inevitabile richiesta di libertà dalle sue spire.
Per accedere a cosa? Al diritto dovere di essere felici, per raggiungere la consapevolezza di essere Uno con ogni piu' piccolo e non ostile frammento dell'Universo.

1 gennaio 2013

Tutto è uno

L'anno 2012 è stato l'anno in cui è esploso in me l'interesse per le discipline olistiche, le quali a dir la verità non ho ancora ben capito se siano soltanto il frutto di una instabilità mentale crescente o qualcosa di realmente sensato e quindi il modo per dare un senso ad ogni cosa. La percezione di un universo proiettato dal pensiero l'ho sempre avuta fin da bambino, solo ora però sono riuscito a teorizzarla un pochino.
Da piccolo non ero tanto diverso da quello che sono oggi, tranne forse per il fatto che allora la mia introversione era a tratti al limite del patologico. Il mondo esterno rappresentava una sorta di salto nel buio ma soprattutto mi appariva come qualcosa di irreale. Addirittura ricordo che uno dei miei pensieri più  ricorrenti era che sospettavo che tutto ciò che percepivo dall'esterno, qualunque cosa, praticamente l'intero universo esisteva solamente nel medesimo momento in cui lo osservavo.
La sera spesso quando ero a letto mi chiedevo se anche i miei amici con i quali avevo giocato fino a poche ore prima fossero anche loro a letto o che invece non esistessero affatto.  Un giorno confessai questo pensiero angoscioso ricorrente ad un gruppetto di amici mentre eravamo seduti a terra ad un portone, ricordo ancora la strana faccia che fecero ed il sollievo che provai quando uno di loro cercò di tranquillizzarmi assicurandomi la sua reale esistenza. Mi ricordo tuttora le sue parole: "Fabio, io ti posso solo dire che io esisto... e questo è sicuro, che mi chiamo Antonio...ed anche questo è sicuro e che tu secondo me non stai per niente bene...e questo è sicurissimo."  Mi sentii davvero sollevato.
Il mio sospetto (al limite della pazzia) era che la mia stessa esistenza fosse in realtà una finzione o per meglio dire un'illusione e che ero vittima di una sorta di oblio che mi avesse fatto dimenticare la mia reale provenienza ed essenza. Addirittura pensavo che in realtà non ci fosse alcuna divisione sia tra gli essere umani che per ogni particella esistente nell'universo, ma che tutto era una coscienza diversa dello stesso elemento. E mi aspettavo che da un momento all'altro qualcuno mi svegliasse di colpo dicendomi: "Sorridi sei su candid camera" "Ma davvero hai creduto che la materia fosse reale??" o qualcosa del genere.
Io ci ho creduto eccome, se devo dire la verità ci credo ancora adesso 
e sono sempre in attesa di qualcuno che appari all' improvviso e mi riporti nel luogo in cui mi trovavo prima di essere scaraventato qui sulla terra.
Scoprire adesso che la fisica quantistica in pratica conferma le mie percezioni di allora affermando più o meno che: "una particella reagisce in maniera diversa a seconda del modo in cui viene osservata" e che
"Tra due particelle [correlate] che si allontanano l'una all'altra nello spazio, esiste una forma di azione-comunicazione permanente. Anche se due fotoni si trovassero su due diverse galassie continuerebbero pur sempre a rimanere un unico ente ..." mi da molto sollievo e mi fa sentire meno matto, sapere poi che altri hanno provato le stesse sensazioni mi consola, come a dire: "mal comune mezzo gaudio" 
Ah dimenticavo... Buon 2013 a tutti voi o forse sarebbe meglio dire a tutti noi!

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