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Le magie in cui credo

Perchè alcune magie seppur banali sono vere... Credo fermamente al potere magico di un sorriso che ci viene donato gratuitamente ed...

22 novembre 2012

Eggregore

E' il secondo post consecutivo che inizio parlando del social network Facebook, magari passandone anche per un afecionado. Bene, non lo sono affatto. Comunque su codesto social network stanno girando delle orribili foto di bambini uccisi a Gaza nell'eterno conflitto tra Israeliani e Palestinesi, ma forse non è corretto parlare di conflitto, questo lascierebbe intendere che i palestinesi abbiano un esercito per difendersi. Credo sia più corretto parlare di sterminio continuo dei palestinesi da parte degli israeliani. Ritornando alle foto dei bambini uccisi, Sono una delle cose più scioccanti che si possano guardare, un'abominio immondo. La notizia sui tg nazionali come sempre passa in secondo piano e come sempre ultimamente sembra ci sia rimasto solo il web ancora non del tutto controllato a far girare alcune notizie. Ma è davvero questo il motivo della circolazione di quelle foto???
Parliamo di Eggregore: So che a molti sfugge il significato di questa parola. in parte anche a me. In ambienti massoni invece questa parola è molto in voga e le eggregore sono esercitate continuamente per ottenere i loro scopi.
Le eggregore sono delle forme pensiero che si generano quando un gruppo di persone riunito concentra la sua attenzione su un determinato oggetto, un discorso, oppure condivide una determinata situazione. Un gruppo di preghiera può formare una eggregora, ad esempio, a volte inconsapevolmente, a volte con piena cognizione, come avveniva nei monasteri medioevali, dove il vero compito dei monaci e delle loro preghiere era la creazione di queste forme pensiero che avrebbero dovuto in seguito influenzare positivamente lo svolgimento delle esistenze dei loro simili.
In una epoca razionalista come la nostra tali concetti possono apparire fantasiosi, eppure queste forme sono facilmente sperimentabili in determinate situazioni, e la loro influenza è percepibile; semplicemente, abbiamo smarrito la capacità di dare un nome a fenomeni che per millenni sono stati ben noti.
Vi sono quindi eggregore positive, e forme di pensiero negative.
Una delle situazioni quotidiane in cui queste ultime si formano con più facilità sono ad esempio le tanto deleterie “code in autostrada”, dove migliaia di automobilisti in contemporanea esternano i loro sentimenti negativi generati dalla situazione stressante in cui si trovano. Io non è che creda fedelmente a quello che ho scritto poc'anzi è solo che credo che stia cominciando a capire perchè alcune situazioni vanno a finire sempre allo stesso modo. In altri post precedenti ho parlato di coscienza collettiva, ma se questa esiste deve esistere per forza anche la capacità di creare delle forme pensiero. So che sa tanto di esoterico, ma non lo è. O almeno non lo è del tutto.
Che ci sia un potere occulto costituito da una piccola elite che vuole questa crisi finanziaria per ottenere i propri scopi ed imporre progressivamente una dittatura mondiale l'hanno capito in molti. E come fa una piccola elite a governare pressapoco 7 miliardi di persone. Innanzitutto per farlo ha bisogno volente o nolente del nostro consenso anche tacito. E come fa ad averlo? Creando ad arte delle forme pensiero che si dirigono in una direzione ben precisa. I media, i governi, la scuola, le corporation sono tutte delle strutture piramidali in cui solo al culmine c'è qualcuno che conosce il disegno preciso che si è prefissato questo potere occulto. I martellamenti continui da parte dei media dei vari delitti scelti tra i tanti che accadono ogni giorno servono a creare delle forme pensiero negative che spaventino la massa. Le  foto che circolano su Facebook mi hanno dato la sensazione che c'è una qualche strana volonta di far passare che un fatto del genere possa benissimo accadere in ogni contesto. Bisogna respingere con forza quest'idea.

8 novembre 2012

Into the wild

Su facebook circolava qualche giorno fa uno di quei tanti link con frasi scopiazzate di qua e di la che fanno sembrare qualsiasi aforisma una banalita'. Diceva: "Per tutta la vita mi sono preoccupato di cose che poi non sono mai accadute". Io spesso mi chiedo se siamo nati con questa paura paralizzante oppure l'abbiamo acquisita nel tempo. Ecco se c'è qualcosa che mi fa pensare all'esistenza di una coscienza collettiva  questa è proprio la capacità che hanno gli esseri umani di trasmettersi inconsciamente le loro paure e le loro emozioni. Pochi sono gli uomini che riescono a superare la paura di abbandonare le convenzioni sociali pur di seguire il proprio io interiore. Uno di queste forse lo è stato Christopher McCandless che nel 1992 rinuncio' ad ogni bene materiale per vivere immerso nella natura selvaggia. Questo che segue è un suo pensiero: « C'è tanta gente infelice che tuttavia non prende l'iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l'animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo » .

30 ottobre 2012

Questione di feeling

E' davvero fastidioso oltre che frustrante incontrare sul proprio cammino persone che non ho ancora ben capito il motivo hanno un enorme bisogno di odiarti o perlomeno di avercela con te. E questo a prescindere che tu gli abbia fatto del bene o del male oppure che gli abbia dedicato attenzione o meno. Alcuni ti sono ostili semplicemente per opportunità, magari non è conveniente stare dalla tua parte, troppo rischioso. Altri ti sono ostili perchè pensano fondamentalmente che tu sia un falso, forse nella loro concezione degli esseri umani tu rappresenti un' eccezione che non riescono a catalogare e sono cosi convinti che stai sostanzialmente recitando una parte. Altri poi ti sono ostili semplicemente per invidia, ma questa si sa è la causa più comune che ci possa essere. Poi nella mancanza di un vero torto od uno sgarro che possa giustificare a loro stessi questa ostilità i pretesti possono diventare davvero molto futili, tutto fa brodo per dare il la ad un sentimento di antipatia.
Ma tant'è..non si può piacere a tutti e se devo scegliere tra l'essere me stesso al costo anche di toccare nel vivo delle cose qualcuno ed il fingermi sempre in armonia con chiunque scelgo la prima.

9 ottobre 2012

Spazzacamino

Ho sempre adorato avere a che fare con persone semplici e per semplici non intendo dire sempliciotti, ma "semplicemente" persone che non hanno il bisogno continuo di mettersi in mostra ed assecondare esasperatamente il loro ego.
Non so se è per mancanza di ambizione o chissà che altro, fatto sta che fin dan bambino il potere, i posti di comando non mi hanno mai attratto quanto gli altri. Deve essere forse per questo che non ho milioni e milioni di euro nascosti in Svizzera. (Potete anche andare a controllare).
Da bambino per esempio se ascoltavo una favola in cui erano narrati i ruoli di Principe, Re e Spazzacamino, io sognavo di essere lo spazzacamino. Proprio cosi, al posto di uno scettro io avrei preferito di gran lunga uno scopettino da spazzacamino. E se mi avessero messo su un tetto con uno scopettino in mano sarei stato l'essere più felice di questa terra. Non che l'essere Re o Principe mi facesse proprio schifo per carità, anche perchè avrebbe comportato l'avere a disposizione Reggie, Castelli ed essere amato da Regine e Principesse quasi sempre meravigliose.
Ma che ci volete fare io non so per quale arcana ragione avrei preferito piuttosto essere l'amante segreto della regina che la notte si calava dal tetto direttamente nella finestra della sua camera posava lo scopettino in qualche posto ed approfittava dell'assenza del Re.
Chissà forse già allora avvertivo il peso della responsabilità e le rigide regole delle convenienze sociali.
L' essere Re avrebbe comportato del  resto avere anche delle responsabilità su un gran numero di persone. Mentre uno spazzacamino deve dar conto a pochissime persone e grazie al suo lavoro può permettersi il lusso di ammirare il  cielo ed i paesaggi da un'ottima prospettiva.
Comunque a proposito di spazzacamini, ho scoperto che esiste anche un bel museo a loro dedicato (http://www.museospazzacamino.it/)  e che ogni anno si tiene un raduno a cui partecipano spazzacamini provenienti da tutto il mondo.
Oh Quanto mi sarebbe piaciuto poterci partecipare anch'io!

16 settembre 2012

Un nuovo Paradigma

Io credo che se vogliamo realmente far elevare la coscienza collettiva di questo pianeta, dobbiamo subito smettere di preoccuparci di non poter soddisfare falsi bisogni. Riflettendo meglio su cio' che ci e' veramente utile e cio' che invece non lo e' affatto. Se vogliamo che avvenga sul serio un cambiamento radicale del pensiero, dei costume e delle abitudini, dobbiamo convincerci prima noi stessi che cio' sia possibile. Fino a quando lo spereremo soltanto cio' non avverra', se invece cominciamo a crederci sul serio allora un altro paradigma sara' possibile.


6 settembre 2012

Quando ho cominciato ad amarmi davvero - di - Charlie Chaplin




Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che la sofferenza e il dolore emozionali
sono solo un avvertimento che mi dice di non vivere contro la mia verità.
Oggi so che questo si chiama
AUTENTICITA’
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito
com’è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri,
pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta,
anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama
RISPETTO PER SE STESSI.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso
di desiderare un’altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda
é un invito a crescere.
Oggi so che questo si chiama
MATURITA’.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre
ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto quello
che succede va bene.
Da allora ho potuto stare tranquillo.
Oggi so che questo si chiama
RISPETTO PER SE STESSI.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di privarmi del mio tempo libero
e di concepire progetti grandiosi per il futuro.
Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento,
ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi.
Oggi so che questo si chiama
SINCERITA’.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò
che non mi faceva del bene: cibi, persone, cose, situazioni e da tutto ciò
che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso,
all’inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma oggi so che questo è
AMORE DI SE’
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di voler avere sempre ragione.
E cosi ho commesso meno errori.
Oggi mi sono reso conto che questo si chiama
SEMPLICITA’.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono rifiutato di vivere nel passato
e di preoccuparmi del mio futuro.
Ora vivo di piu nel momento presente, in cui TUTTO ha un luogo.
E’ la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo
PERFEZIONE.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che il mio pensiero può
rendermi miserabile e malato.
Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore,
l’intelletto è diventato un compagno importante.
Oggi a questa unione do il nome di
SAGGEZZA DEL CUORE.
Non dobbiamo continuare a temere i contrasti,
i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri
perché perfino le stelle, a volte, si scontrarno fra loro dando origine
a nuovi mondi.
Oggi so che QUESTO è LA VITA!


Charlie Chaplin

4 settembre 2012

Il labirinto di Chartres


Il labirinto di Chartres

Sul pavimento della cattedrale gotica di Chartres, in Francia, è disegnato il labirinto riprodotto qui sotto.
La sua forma è circolare e il diametro misura 12,87 m. Per andare dall'ingresso indicato con A, al punto di arrivo indicato con B bisogna percorrere 261,5 m.
Vuoi raggiungere la saggezza? Vuoi diventare veramente abile in qualche arte? La musica, lo sport, la coltivazione dell'orto, la conoscenza delle persone, l'amore, la matematica,...?
Questo labirinto ti può insegnare molte cose. C'é un ingresso e il tuo obiettivo è arrivare al centro del labirinto. Ma poi devi saper tornare indietro, in questo mondo normale da cui sei partito. Solo in questo mondo infatti, ciò che hai imparato può essere utile per tutti.
Labirinto di Chartres
Appena partito, la Via ti porta subito vicinissimo alla meta.
Ti sembra di essere già arrivato, basta fare un salto e sei al centro del labirinto.
Ma il salto è impossibile. Devi seguire la Via.
Labirinto di Chartres
La Via ora si allontana un po' dal centro.
Ciò che sembrava facile comincia a mostrare le sue difficoltà.
Ciò che sembrava conquistato, è perso.
Stai forse scoraggiandoti?
Vorresti rivederlo da vicino?
Labirinto di Chartres
La Via ti porta nuovamente a sfiorare la meta.
Credi di essere quasi arrivato. Dopo tutto hai già fatto un bel pezzo di strada!
Ma ancora una volta non puoi entrare nel cerchio.
Labirinto di Chartres
Inesorabilmente la tua presunzione è punita.
La Via ti porta lontano, ai limiti dell'universo.
Vedi il sole là in fondo, come una piccola stella.
Labirinto di Chartres
La Via ti mantiene lontano dalla meta.
Devi sperimentare percorsi lunghi, freddi e difficili.
Ma il desiderio di raggiungere il tuo obiettivo aumenta.
Labirinto di Chartres
Hai camminato abbastanza.
Hai affrontato e superato quasi tutte le difficoltà.
Sei ormai un esperto.
Ben pochi possono insegnarti qualcosa che tu non sappia già.
Improvvisamente, la Via, dai confini dell'universo, ti porta al centro dell'universo.
C'è solo una piccola deviazione, come una foglia su un ramo prima del fiore.
E' un'illuminazione.
Labirinto di Chartres
Ricorda la partenza.
Assomiglia all'arrivo, ma è tutt'altra cosa.
Labirinto di Chartres
Alcuni si sono fermati ai primi passaggi
e continuano a guardare il fiore
credendo di essere arrivati.
Se vuoi arrivare devi percorrere tutta la strada,
non esistono scorciatoie.

27 agosto 2012

Lorenzo Cherubini - Jovanotti

Oggi vorrei parlarvi della stima incondizionata che nutro per Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti. Oddio in realtà più che dell'artista nutro stima Soprattutto per l'uomo Lorenzo, perchè so benissimo che all'artista qualche appunto lo gli si puo trovare. So che non è particolarmente intonato e che non dotato di un particolare talento e non avendo il dono della sintesi è costretto ad affidarsi a testi spesso molto lunghi ed elaborati per esprimere un concetto, ma nonostante tutto stranamente le sue canzoni  risultano lo stesso gradevolissime. Lo sforzo viene sempre premiato. I suoi testi ti suggeriscono un'idea, una via, un'intuizione, ma non pretendono assolutamente di insegnarti alcunchè.  Mi piace di Jovanotti anche il fatto che si mette continuamente in discussione, qualche giorno fa per esempio ha pubblicato su twitter alcune foto di una sua esibizione in un locale di Seattle, all'interno di una manifestazione in cui credo fossero presenti artisti che non credo abbiano venduto la sua stessa quantità di copie di dischi.

Ecco alcune frasi estrapolate dalle sue canzoni:

"Un mondo vecchio che sta insieme solo grazie A quelli che Hanno ancora il coraggio di innamorarsi"  Fango 2008

"Gli occhi non sanno vedere quello che il cuore vede La mente non può sapere quello che il cuore sa
L'orecchio non può sentire quello che il cuore sente Le mani non sanno dare quello che il cuore da"

Temporale 2008

"Io lo so che non sono solo anhe quando sono solo"  Fango 2008

"Vedo gli occhi di una donna che io amo E non sento più il bisogno di soffrire
Ogni cosa è illuminata E non sento più il bisogno di soffrire"  La notte dei desideri 2011


"L'indifferenza è il più grande peccato mondiale. La vita ci insegna che conta solo l'amore"  Salvami 2002


"Un giorno ho visto un uomo che saliva le scale gli ho chiesto scusi dove vuole andare lei mi ha detto, vado a prendere una nuvola la porto dove non piove mai mi scusi come fa a trasportare una nuvola mi ha detto, la respiro per un po' e poi vado nel posto dove vogliono acqua il resto va da se non lo so..."   Il resto va da se 1999

"Ti auguro un anno d'amore fratello mio l'amore del mondo e quello di Dio.." Buon Anno 1999



23 agosto 2012

Il gioco del mondo

“Tu hai un buon Karma!” mi disse una commessa del negozio dei Tarocchi che in casa aveva un gatto con gli occhi di colori differenti e lo chiamava: ‘Bowie’, di origine persiana come i tappeti sui quali Sherazade raccontava storie come fili di tappeti per volare via da Baghdad. Mercato immobiliare in espansione per uno come me, in cerca di attenzione. Così lasciai la sua casa e i suoi incensi purificatori perché mi stancai subito del mondo visto da fuori, visto dai libri, visto dal cine, visto dalla TV. Dal vero nonostante tutto l’amavo di più, col puzzo e col profumo, la nascita e la decomposizione. Lanciai un altro dado per saltare ad un’ altra posizione Nel gioco del mondo che non si vince mai... Chi vuol restare fuori resti fuori, e alzino le mani i giocatori! Al confine tra il Pakistan e gli Stati Uniti c’è un chiosco che vende documenti usati. Ne comprai uno di un vecchio sultano morto affogato nella cioccolata dell’uovo di Pasqua sciolto per il caldo del deserto e delle cluster bomb. Ci misi la mia foto e venni accolto ad un ricevimento alla casa bianca. Lì riconobbi una mia vecchia fiamma che era diventata segretaria di un ministro. Lei non mi riconobbe con il turbante e con il visto. La notte, a letto, mi disse che le ricordavo qualcuno che aveva conosciuto nel passato: “pazzesco com’è strana la vita!”-mi disse- “mi ricordi l’unica persona di cui sono stata innamorata e che ormai è scomparsa per sempre svanita”... Andando a visitare una mostra di un pittore che dipingeva quadri con il suo sangue e con la sua saliva, entrai per caso in un salone di un altro pittore che, invece, dipingeva col sudore e una tigre viva, usando la sua coda come pennello e il mondo come unico modello. Ci feci conoscenza e mi spiegò che non aveva mai studiato arte, però comunicava con le bestie più feroci e sfidava la morte ad ogni pennellata. Mi regalò un suo quadro che regalai ad una mia fidanzata che Non riuscivo ad addomesticare. E adesso lei dipinge usando i suoi capelli Come pennello e la mia vecchia faccia da soggetto da reinterpretare. Mentre io sono andato ormai lontano, mi trovo già in un’altra situazione e lancio questi dadi e avanzo di qualche posizione... Messico. Distretto Federale di 26 milioni di abitanti In cerca di un tesoro. La mappa è scritta in codice sugli scalini di Teotihuacán, ma un incantesimo cancella il suo ricordo nel momento in cui si scende e si ritorna in centro. Eppure son sicuro che qualcosa Mi è rimasto dentro. Che quando prendo l’auto ultimamente, guardando il mondo dal retrovisore io vedo la mia vita che va via e non mi fa paura, anzi mi mette addosso un nuovo senso d’avventura, avere un’altra faccia sulla nuca ha reso più complesso fare manovra. Però non son più solo e son contento, da zero a dieci vale sempre cento, tra pace e vento scelgo sempre vento. Scommetto sul futuro in espansione E butto il dado e cambio posizione Cercavo il Regno dei Cieli sulla Terra e mi son arruolato nella legione straniera per fare finta di avere un passato da dimenticare: così sono finito a procurare le donne ai calciatori in fuga dai ritiri, in cambio di ammirare i loro tiri da vicino, per imparare l’arte della precisione unita alla velocità e alla strategia, tutto condito con la fantasia che quella cosa che non si può imparare però si può riuscire a risvegliare così a forza di guardare il pallone, presi una decisione e salii sul primo treno per il primo posto che iniziasse con la A. E piantai le mie tende in Algeria dove conobbi Un’altra religione che ti imponeva un sacco di rinunce tranne di rinunciare alla paura, che quella più ce n’era meglio era, ma grazie a Dio presto si fece sera e mi infilai nel letto di un’eretica che mi scaldò con il rogo dei suoi fianchi e continuava a dirmi: “Già mi manchi!” perchè sapeva che me ne sarei andato l’indomani perché più che una scelta è vocazione a spingermi a lanciare un altro dado per avanzare di qualche posizione Al bar c’era Giovanni l’ottimista Si presentò e mi regalò il suo libro Che regalai a mio padre Nel giorno della Prima comunione Dicendogli di leggerlo come se fosse scritto In una lingua sconosciuta Dove ogni lettera significa sempre vita, in cambio mi regalò un cappello da Pinocchio che io indossai ad una festa ad un’ ambasciata dove incontrai la madre dei miei 7 figli ognuno nato in un continente differente che si riunivano soltanto in occasione di qualche guerra o di un’ inondazione, oppure per comporre la canzone che si erano impegnati a registrare, ma che ogni giorno continua a cambiare e che nessuno riesce mai ad imparare per intero che si ritrova immerso dentro ad un coro dentro una sinfonia senza spartito, che esprime un senso di infinto ma con un ritmo più che sensuale, più che sensuale, che fa venire voglia di giocare, All’inizio era il caos, dal caos presero forma i nostri denti fatti apposta per mordere mele, le nostre braccia per tessere vele, e infine gli occhi per guardare l’orizzonte, non accontentarsi di pensare che quello che non si vede non esiste che quello che non c’è non c’è mai stato, di conseguenza neanche ci sarà e questo non è vero. Il nostro gioco non finisce, per questo lo stupore è un demone che ti rapisce finché ci sta qualcuno che si affida all’intuizione e getta un dado e avanza di un’altra posizione

8 luglio 2012

Riflessioni di una domenica di Luglio



Un mio professore sosteneva che il capitalismo ha un unico modo per risolvere le sue cicliche crisi: La guerra mondiale. Ed a guardare la storia mi sa che aveva ragione. La prova più significativa, riferendoci solo agli ultimi 150 anni, quella più evidente e quella dalle conseguenze più micidiali, è costituita dalla scelta storica, fra il Capitalismo e il Comunismo, del primo a danno del secondo. Il capitalismo é accumulo di ricchezza, é la legge del mercato che é quella del più forte che detta le condizioni e del più debole che deve accettarle; e la logica del massimo profitto attraverso lo sfruttamento del prossimo; della speculazione finanziaria che gioca sulla pelle dell'economia reale.
Il comunismo invece voleva costruire la giustizia, la pace, l'egualitarismo, una società senza servi e senza padroni, in questo mondo, non nell'alto dei cieli, ma qui e ora, fra noi. Ecco questo vorrei dire a chi soltanto a sentire la parola comunismo scappa a gambe levate....ma non era di questo che volevo parlare.
Questo è il classico periodo in cui ho in mente di scrivere di moltissime cose ma non so mai in che modo farlo. Per esempio volevo scrivere del fatto che mi sono odiato moltissimo per aver disprezzato delle persone solo perchè avevano il problema di non riuscire a comprendere cos'è che non riuscivano a comprendere. La cosa è abbastanza frustrante. Poi mi sono reso conto che la ragione di ciò era dovuta principalmente alla loro rinuncia (conscia e non) di pensare. Ci sono persone letteralmente terrorizzate dal pensiero. Te ne accorgi subito quando gli parli. Sono capaci di parlarti di tutto pur di non dirti niente. Hanno la necessità di tener constantemente la mente occupata da un qualche tipo di problema o preoccupazione pur di evitare una benchè minima nuova consapevoleza che chissà dove li possa portare.

Ecco soffermandomi un po di più su questo tipo di persone ho capito che le loro paure sono in realtà anche le mie, magari le loro in modo più amplificato tale da impedirgli anche la più piccola via d'uscita. E credo che perseverare con loro sia comunque in qualche modo costruttivo, mai rinunciare a creare del valore percepito che ha come risultato un vantaggio reciproco anche se ora non vi so dire proprio bene bene il modo in cui farlo.

17 giugno 2012

Una causa di torpore


In settimana ho avuto la fortuna di beccare in tv un film decente, anzi direi proprio un bel film. Si chiama "L'ospite inatteso" ed è un film di un giovane regista indipendente americano ambientato a New York pochi anni dopo (un paio credo) l'attenatato alle torri gemelle. Il film ha lo scopo credo di evidenziare i disagi che hanno subito gli immigrati soprattutto arabi dopo l'attentato in quel paese. E lo fa raccontando un strana quanto bella amicizia tra un professore universitario ed un musicista siriano.
In televisione si sa tutto è falso, a parte qualche bel film per l'appunto, a parte le disgrazie, la violenza, la vanità e la stupidità. I telegiornali ci ricordano continuamente che la borsa scende, lo spread sale, che la gente si uccide, che le strade non sono sicure e che dal futuro non bisogna aspettarsi nulla di buono. La tv poi ha un enorme potere, quello di farci sentire emotivamente coinvolti alle disgrazie di qualcuno all'altro capo del mondo e di essere allo stesso tempo ignari o completamente indifferenti dei problemi del nostro vicino di casa.
E' considerato ormai da tutti (anche da me) assolutamente normale il fatto di pranzare e cenare con la tv accesa e se veniamo a conoscenza di qualche famiglia che non ha la tv in casa la guardiamo quasi con diffidenza, quasi non ci crediamo. Un po come hanno fatto gli insegnanti del nipote di Zefirina in America.
Cosi da un po di tempo a questo parte ho quasi del tutto azzerato volutamente il mio consumo giornaliero di televisione che già era abbastanza basso devo dire. L'ho fatto perchè ho additato la televisione come una delle principali cause di induzione al torpore atarassico che spesso mi imprigionava. Uno stato d'animo in cui prevale il pessimismo, la scarsa volontà e l'apatia. In realtà di cause ne ho trovate altre ma credo che ne parlerò più avanti.

7 giugno 2012

W la pizza

Finalmente riapre una delle pizzerie che amo di più. La storica pizzeria Sorbillo nell'altrettanto storica Via dei Tribunali in pieno centro storico dove ci sono almeno altre cinque fantastiche pizzerie degne di visita. Purtroppo un "misterioso" incendio (da queste parti capita non di rado) gli aveva procurato seri danni. Ma la tenacia dei proprietari stavolta ha avuto la meglio. E per una volta i buoni hanno vinto.

Ecco una classifica delle 8 miglior pizzerie di Napoli, vale a dire del Mondo. Ovviamente c'è ne sono molte altre che adesso non mi vengono in mente.

1) Sorbillo - Via dei Tribunali
2) Da Michele dal 1870 - a Forcella (mio quartiere natale)
3) Trianon - sempre a Forcella, (proprio di fronte all'altra)
4) Brandi - Via Chiaia (...dove è stata inventata la margherita)
5) Starita - Via Materdei (...quella dove la Loren ha girato il film "L'Oro di Napoli")
6) Di Matteo - Via dei Tribunali (..quella dove Clinton andò a mangiare durante il g7 del 94)
7) Oliva - Corso Garibaldi (.. quella più vicina casa mia)
8) Vesi - Via dei Tribunali

29 maggio 2012

Blockbuster

Quando guardo un film con qualcuno certo non posso pretendere di scegliere sempre io ciò che si deve guardare. E di sicuro non posso nemmeno pretendere di imporre agli altri uno di quei "pallosissimi" film che amo di solito gustare da solo. E cosi finisce che spesso sono costretto a vedere uno di quei filmoni americani pensati per il grande pubblico dove l'intero pianeta è costantemente in pericolo e c'è il solito eroe di turno a doverlo salvare. L'eroe poi ha sempre qualcuno a casa che lo aspetta preoccupato poverino. Può essere la fidanzata, la moglie, il figlio/a, il figlio che ha appena saputo di avere, l'amante, l'ex moglie, la moglie insieme all'amante etc.. Il tutto condito con duelli in cui se le suonano di santa ragione ma miracolosamente restano sempre in piedi, inseguimenti con auto che volano, si infiammano, cammino su due ruote. Astronavi che si scontrano e dialoghi tipo: "Me la pagherai bastardo" "Abbiamo un problema signore" "Capo il generatore n° 1 è fuori uso - bene accendi il n° 2 - Capo maledizione anche il n° 2 è fuori uso - questa non ci voleva, accendi il numero 3-". E ti cominci a chiedere quanti cavoli di generatori hanno a disposizione e soprattutto pensi: Ma perchè non gli dice direttamente qual'è il generatore che funziona!?
Insomma se ci si aspetta una benché minima "storia plausibile" o una qualche idea nella sceneggiatura, da questo genere di film si può rimanere estremamente delusi. Se l'unico intento invece è passare un paio d'ore di pura evasione, estrema evasione direi, senza andare troppo per il sottile nei confronti dei dialoghi ma con l'intento di assistere all'ennesimo tripudio di effetti speciali e scene adrenaliniche, allora forse con un po di sforzo lo si può anche vedere, basta fare dopo molta penitenza.



22 maggio 2012

Fabio 2.0

Qualcuno leggendo alcuni miei ultimi post mi ha chiesto dove fosse andato a finire il mio atavico nichilismo. Io credo invece di non averlo mai avuto. E comunque nessuna crisi mistica o qualcosa di simile. Sto cercando solamente di cambiare il mio stato percettivo. Credo che sia ora di smettere di dare per sicure alcune convizioni. Mi sono reso conto che avere una visione del tutto materialistica della vita è sbagliato. E lo è anche prendere in considerazione soltanto la realtà tangibile.
Per arrivare a giungere ad una qualche forma di consapevolezza poi sto cominciando a credere che la strada migliore sia quella di conoscersi meglio.

20 maggio 2012

Senza Parole

Non sempre mi lascio coinvolgere dalle tragedie nazionali collettive, solo che quando senti che hanno colpito una scuola con l'intento di causare vittime tra gli studenti e che una ragazza di 16 anni ci ha rimesso la vita non puoi farne a meno. Non si può certo rimanere indifferenti. Non si deve.  Che riposi in pace.



19 maggio 2012

Paure e gelosia ai tempi di Internet

Premetto che sarò per scelta criptico.

E' davvero incredibile constatare come alcune reticenze arcaiche rimangano inalterate nella nostra società nonostante l'avvento di nuove tecnologie e la conseguente emancipazione di massa.
Tutto nasce come sempre da un difetto di comunicazione. Le parole che non ci diciamo. Le verità che taciamo. I pensieri che teniamo ben nascosti. Abbiamo il dono della parola ma spesso la usiamo male. La parola. Proprio quella di cui Troisi nel film  - Ricomincio da tre - domandava " Si ma quale parola?". La parola intesa come dialogo.
E cosi capita che chi resta indietro e non comprende il potenziale di un Pc connesso alla rete (magari non lo sa nemmeno usare) cominci a diffidarne, quasi ad averne paura. Di conseguenza vede il fatto che il proprio partner utilizzi la rete come un pericolo. Un potenziale intruso portatore di idee nuove, di altri stili di vita, di vedute differenti. Tanto che scatta subito la competizione. E capita che alcuni percependo il sospetto dall'altro lato invece che tentare di rassenerare, affrontando l'argomento e condividendone i saperi, finiscano con l'assecondare le fobie e le paure ingiustificate occultando tutto.
Cosi si finisce per nascondere il proprio profilo facebook, il proprio twitter etc.
Non è possibile che al giorno d'oggi si debba temere di rivelare che si ha un proprio blog per esempio o che si partecipi ad un blog di qualcun'altro o qualche gruppo magari conosciuto in rete. Non è possibile! E poi in questo modo veramente poi si da alito a sospetti di varia natura che poi diventano incontrollabili. Mai tacere una piccolà verità che in quel momento può creare un leggero fastidio se no poi col tempo si amplifica e si creano situazioni ambigue e stupide.
Ecco questo era quello che volevo dire o quasi..

13 maggio 2012

Good and Bad vibration in my city

Alcuni luoghi della mia città messi un po a caso e forse anche poco conosciuti. Da ognuno di questi luoghi percepisco vibrazioni, a volte positive, a volte negative.





9 maggio 2012

Il bene e il male

Questa è una storia vera, e il nome dello studente è Albert Einstein. Questa storia mi è piaciuta cosi tanto che mi è venuta voglia di condividerla. Dal sito: lorecalle.it


Un Professore universitario di filosofia in un noto College sfidò i suoi studenti con la seguente domanda: “Dio ha creato tutto ciò che esiste?”

Un coraggioso studente rispose: “Sì, lo ha fatto!” “Dio ha davvero creato tutto?” ribadì il Professore.
“Sì Signore, sicuramente!” rispose lo studente.
Il Professore allora disse: “Se Dio ha creato tutto, allora ha creato il male; e, dato che il male esiste, e secondo il principio che le nostre opere definiscono chi siamo, allora possiamo supporre che Dio sia malvagio!”
Lo studente rimase in silenzio e non poté rispondere alla definizione ipotetica del Professore. Egli, fiero di sé, si vantò con la classe che, ancora una volta, aveva dimostrato l’inutilità di una fede religiosa.


Un altro studente alzo la mano e disse: “Posso farle io una domanda, Signor Professore?” “Ma certo!” disse lui.
Lo studente si alzò e chiese: “Professore, il freddo esiste?”
“Ma che domanda è? Certo che esiste! Non hai mai sentito freddo?”


Gli altri studenti si misero a ridere della domanda, ma il giovane rispose: “In verità, Signore, il freddo non esiste. Secondo le leggi della fisica, ciò che noi consideriamo freddo è semplicemente la mancanza di calore.
Ogni corpo o oggetto è suscettibile a studio quando ha o trasmette energia, ed il calore è ciò che fa avere o trasmettere energia a un corpo o materia. Lo zero assoluto, meno 460° Farenheit, è l’assenza totale di calore; ed a quella temperatura, ogni corpo o materia diviene inerte ed incapace di reazione. Il freddo non esiste: abbiamo creato noi questa parola per descrivere come ci sentiamo quando non c’è calore.”


Lo studente continuò: “Professore, esiste il buio?” Il Professore rispose: “Certo!”


Lo studente rispose ancora: “Ancora una volta la devo contraddire, non esiste nemmeno il buio. Il buio è in verità solo l’assenza della luce. Possiamo studiare la luce, ma non il buio. In effetti possiamo usare il Prisma di Newton per dividere la luce bianca in molti colori e studiare le varie lunghezze d’onda di ogni colore, ma non si può misurare il buio. Un semplice raggio di luce può penetrare in un mondo di tenebre ed illuminarlo.


Come facciamo a sapere quanto sia buio uno spazio? Misuriamo la quantità di luce presente in esso, esatto? Il buio è un termine usato dall’uomo per descrivere ciò che succede quando non c’è presenza di luce.”


Infine, il giovane chiese: “Professore, il male esiste?”


Adesso incerto, il Professore rispose: “Certo, come ho detto prima, lo vediamo tutti i giorni; è evidente negli esempi quotidiani del comportamento inumano dell’uomo verso i suoi simili. E’ presente nella moltitudine di crimini e di violenza che vediamo ovunque nel mondo. Queste cose sono solo manifestazioni del male.”
Lo studente rispose: “Il male non esiste, Signore, o perlomeno non esiste di per sé; il male è semplicemente l’assenza di Dio. Come per il freddo o il buio, è una parola che l’uomo ha inventato per descrivere l’assenza di Dio. Dio non ha creato il male. Il male è il risultato di ciò che avviene quando l’uomo non ha l’amore di Dio nella sua vita. E’ come il freddo che si sente quando manca il calore, o il buio che si percepisce quando non c’è luce.”


Lo studente si mise a sedere nel silenzio generale, così fece anche il Professore.






7 maggio 2012

Stupido è chi stupido fa

Uno dei più grandi errori che si possa commettere è quello di sottovalutare il potenziale nocivo delle persone stupide. La persona stupida è il tipo di persona più pericolosa che esista. Più pericoloso del bandito, più pericoloso del pazzo, che pure superficialmente spaventa di più perché rappresenta un ordine logico diverso dal nostro, ma in realtà è meno insidioso perché facilmente riconoscibile. Superato l’imbarazzo iniziale, far fronte ad un pazzo è relativamente semplice. Far fronte ad uno stupido invece diventa difficile perché crediamo di poterlo combattere sul terreno di una logica comune, e quando ci accorgiamo (quando ci siamo accorti) che è impossibile, il contagio è già intercorso. Già il contagio...perchè lo stupido ha questo enorme potere di contagiare anche gli altri. Infatti se provate a ragionare con uno stupido vi accorgerete che è del tutto inutile se non nocivo per se stessi perchè prima vi fa scendere al suo livello e poi vi batte con l'esperienza. E' incredibile l'abilità che ha lo stupido nel portare avanti tesi ed opinioni generalmente non sue e respingere ogni forma di obiezione. Lo stupido non si pone quasi mai quesiti e non ha quasi mai un dubbio riguardo il proprio credo che sia esso di tipo politico, morale o religioso. Da qui il detto solo gli stupidi non cambiano mai idea.
Ogni persona sia chiaro ha un proprio grado di stupidità ed anche io ho il mio, ma già il fatto di esserne cosciente dimostra che non sono completamente stupido. Questo almeno è quello che penso.


25 aprile 2012

Le magie in cui credo

Perchè alcune magie seppur banali sono vere...


Credo fermamente al potere magico di un sorriso che ci viene donato gratuitamente ed alla gioa che si prova quando si riesce a far sorridere qualcuno magari in un momento di difficoltà.


Credo nella magia di un abbraccio sincero attraverso il quale si manifestano i sentimenti più prodondi. A volte un abbraccio può essere il più intimo di ogni altro gesto e con esso si possono curare sia le gioie che i dolori.



Credo infine all'immenso potere divino che ha l'amore che ogni uomo possiede in se e che senza di esso l'intero universo non avrebbe senso.

16 aprile 2012

Che esista o meno ci si può difendere

Discutevo l'altro giorno dell'esistenza o meno del nuovo ordine mondiale. Ebbene io sono propenso a credere che esista per davvero anche se forse scerno dai suoi aspetti fantascientifichi. Non saprei dire di preciso perchè ho questa tendenza a crederci, da una parte faccio appello al mio istinto, ma forse semplicemente perchè i misteri, le teorie dei complotti, la massoneria, le cospirazioni sono temi che mi hanno da sempre affascinato. Ancora una volta però è difficile per me tramutare in pensieri e di conseguenza scrivere di tutto ciò che affolla la mia mente. Un mio grande limite è quello di non riuscire a mettere a fuoco le cose. Nella mia mente è come se ci fossero tante lucine accese ma appena volgo lo sguardo su una di esse questa immediatamente si spegne. Ecco spero di aver reso l'idea. Questo tempo per me come tanti altri o come tutta la vita è un periodo di grandi riflessioni. Una delle cose che credo di aver compreso è che su questa terra sono tante le persone che hanno un qualche interesse a far sentire l'uomo una mera nullità in questo universo, un' essere nato quasi per sbaglio o per caso che non ha alcun tipo di potere sulla realtà in cui vive. Le teorie evoluzionistiche, la scienza, la stessa chiesa o chi ne ha preso il controllo, I governi delle nazioni, I media sembrano non volerci dire altro inculcandoci quotidianamente questo sentimento di inferiorità tutti i giorni dell'anno, infondendo in noi paure, insicurezze, instabilità, ansie. Tutto per farci sentire essere insignificanti. Io invece credo che l'uomo non sia insignificante, (oddio alcuni si...scherzo.) ma anzi che abbia potenzialità enormi e che abbia dentro di se tutto ciò di cui ha bisogno per elevarsi al meglio. Il nuovo ordine mondiale se esiste (per chi non ne ha mai sentito parlare basta fare una ricerca su google) tutto questo vuole che l'uomo non lo riesca a percepire e che quindi sia passivo, dormiente e manipolabile. Uno schiavo contento della sua condizione. Ma ci si può difendere da questa terribile organizzazione? Si ed in un solo modo. Con la verità verso se stessi e verso il prossimo. Inseguendo sempre la verità e mai l'inganno. La verità è una espressione dell'amore.

2 marzo 2012

Ciao Lucio


"Se capissero vedendoti ballare di essere morti da sempre anche se possono respirare"

Balla balla ballerino (1980)

16 febbraio 2012

Tutti contro Il molleggiato


Celentano è cosi: stupido, rancoroso, ignorante per definizione, ma allo stesso tempo sensibile, ingenuo ed affascinante, almeno per molti. Ed è cosi da sempre, non lo scopriamo certo adesso. A Sanremo avrà detto pure le sue solite "cazzate", non so se "125 milioni" o di meno ma Lui è... anzi Joan Lui è cosi e lo sarà sempre, nei secoli dei secoli. E mi piace il fatto che per poterle dire (le cazzate) pretende sempre carta bianca, altrimenti non se ne fa niente.
Ed è davvero singolare che un posto come la Rai, posto in cui non puoi permetterti certo di parlare proprio di tutto, si pieghi alle volontà del molleggiato.
Ho visto tutto il pezzo di Celentano. Francamente la batosta su Avvenire e Famiglia Cristiana se la poteva risparmiare. Sono mezzi di informazione, e fanno parte di questa società che ha bisogno di giornali, di cultura, di scontri. Io credo che in questo si sia davvero espresso male... non so se forse volesse intendere altro. Bypassando quest'uscita infelice mi sento di dire che il discorso non è stato tanto malaccio. Il tono della denuncia e dell'invettiva c'era, forse pure troppo, ma non mi è sembrato così scadente. Ci sono cose che ho apprezzato. L'accenno finale all'Europa, per esempio. Che Europa è questa? Armi e carrozzoni al posto della cultura che ci ha generati tutti? Insomma... ha detto le cose a modo suo, ma le ha dette.
E sapevamo anche che sarebbe scaturito un putiferio dopo l' attacco anche se indiretto alla chiesa cattolica, la quale invece di essere tutto sommato contenta del fatto che una volta tanto in prima serata si parli di paradiso, di fede, del fatto che la vita terrena è uno scherzo confrontata all'eternità se la prende perchè Adriano ha ammonito i preti di parlare poco di questi temi e di occuparsi sostanzialmende di altro.
Io devo ammettere che la sensazione che i preti a tutto pensino tranne alle cose di loro "competenza" ce l'ho anch'io, ma io non faccio testo in quanto uomo di scarsa fede, però mi chiedo come faccia invece un uomo che il dono della fede ce l'ha e che per questo è sicuro del fatto che la vera vita non sia quella terrena ad occuparsi di politica, economia e finanza?

10 febbraio 2012

Il complotto contro il Papa

Io non so se il documento pubblicato dal "fatto quotidiano" in cui si prospetta un complotto per uccidere il Papa sia da prendere sul serio o no.
Quello che so per certo però è che questa struttura di potere chiamata Vaticano, che poi altro non è che un STATO piccolissimo, ma ricchissimo e rispettato come una superpotenza è oramai diviso in troppe fazioni e per questo sempre più debole ed anche meno credibile di una volta. Una di queste fazioni molto pericolose come l'opus dei poi che non esita ad usare qualsiasi mezzo per mettere a tacere voci scomode, vuole essere quella dominante e da qui i continui scontri. Io davvero non mi meraviglierei se quel documento mostrato dal fatto sia vero. La storia del vaticano è piena di ombre e misteri irrisolti che resteranno tali in quanto dove alligna il potere domina la segretezza.
Riflettevo sul fatto che sarebbe davvero paradossale che il signor Ratzinger debba esser grato ad un giornale non certo di stampo clericale se con questo scoop fosse saltato il complotto.

25 gennaio 2012

Universi paralleli


C'era uno scienziato inglese, anzi un fisico per la precisione si chiamava Dennis Sciama e sosteneva più o meno questa tesi: "L'idea dell'esistenza di un gran numero di universi può sembrare, a prima vista, bizzarra; ma anche l'idea che esista un unico Universo, strutturato precisamente per permettere alla vita di svilupparsi, non è tanto lontano dall'essere una stramberia". Secondo questa ipotesi esisterebbero molti cosmi disgiunti dal nostro: un'infinità di big bang avrebbe generato un'infinità di universi con infinità di leggi fisiche differenti dalle nostre. In molti di questi mondi non avremmo neppure potuto esistere, perché privi delle proprietà necessarie alla vita, in altri invece avremmo avuto un esistenza contemporanea e parallela. Mah?
Ora pensatela come volete ma a me l'idea che possano esistere paralleli ed infiniti universi con infinite possibilità di vita ed altre dimensioni da poter percepire mi ha sempre affascinato.
No che ne sia convinto per carità, però.....comunque mi sembrano delle teorie più verosimili di quelle religiose.
Il fatto è che sono totalmente nauseato da tutto ciò che sta accadendo in questo lato di universo. Che vi devo dire, proprio non mi piace ed allora ne sto cercano uno alternativo.
Un altro universo parallelo dove magari potrei non essere ancora nato o forse già morto (Scusate se.. ah vabbè tanto non mi vedete!). Un altro ancora in cui potrei essere totalmente pazzo, pensandoci bene però quest'ultimo potrebbe essere proprio quello dal quale sto scrivendo adesso. Ciao



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