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1 giugno 2008

.......Qualcuno era comunista

Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.
Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà. ... la mamma no.
Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il paradiso terrestre.
Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.
Qualcuno era comunista perché aveva avuto una educazione troppo cattolica.
Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche... lo esigevano tutti.
Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.
Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era comunista perché prima… prima…prima… era fascista.
Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano, ma lontano.
Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo.
Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.
Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l’operaio.
Qualcuno era comunista perché voleva l’aumento di stipendio.
Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente.
Qualcuno era comunista perché la borghesia, il proletariato, la lotta di classe...
Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.
Qualcuno era comunista perché guardava solo RAI TRE.
Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto.
Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.
Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il materialismo dialettico per il Vangelo secondo Lenin.
Qualcuno era comunista perché era convinto di avere dietro di sé la classe operaia.
Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.
Qualcuno era comunista perché c’era il grande partito comunista.
Qualcuno era comunista malgrado ci fosse il grande partito comunista.
Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio.
Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggior partito socialista d’Europa.
Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi, solo in Uganda.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi democristiani incapaci e mafiosi.
Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica eccetera, eccetera, eccetera...
Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista.
Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
Qualcuno credeva di essere comunista, e forse era qualcos’altro.
Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo. Perché sentiva la necessità di una morale diversa. Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno; era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Sì, qualcuno era comunista perché, con accanto questo slancio, ognuno era come... più di sé stesso. Era come... due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
No. Niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare... come dei gabbiani ipotetici.
E ora? Anche ora ci si sente come in due. Da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana
e dall’altra il gabbiano senza più neanche l’intenzione del volo perché ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo.

4 commenti:

solopoesie ha detto...

IO sono comunista . lo dico con orgoglio
“Essere comunista è uno stato di spirito”,
mi chiedo se ci siano ancora dei luoghi per lo spirito, e soprattutto, in questo caso, se ce ne siano nella politica italiana;

chissà, magari in qualche ufficio di Palazzo Marini, negli interstizi di qualche poltrona o su qualche gradino dimenticato del Parlamento.

Io sono comunista… sono comunista perché non potrei avere una mentalità capitalista.

A mio parere essere comunista è uno stato di spirito
perché i comunisti sono come i marziani…qualcuno dice che i marziani sono una civiltà superiore, come i comunisti.

Qualcun’ altro invece dice che i marziani sono dei criminali assassini che distruggeranno il mondo, come i comunisti.

Ma tutti sanno che i marziani non esistono, che i marziani sono un’invenzione letteraria, una meravigliosa storia di fantascienza…come il comunismo."

CIAO A PRESTO

LINA

Veneris ha detto...

Ho postato questa canzone di Gaber, perchè la ritengo meravigliosa. Al di la del fatto che uno possa essere comunista o non. La canzone racconta di un sogno spezzato, quello del comunismo. Dal mio punto di vista il comunismo sarebbe bellissimo, ma è inapplicabile al genere umano. Ogni volta che si è tantato a farlo si è sempre trasformato in dittatura. Bella l'analogia tra i marziani e i comunisti, non a caso Marte è il pianeta rosso.
Anchi'io sono stato comunista in passato perchè credevo nel verso di Gaber che dice:
"Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri."
Ciao Lina

solopoesie ha detto...

Scusami se torno sull'argomento Venerus
Sono rimasta molto sorpresa nel leggere il tuo commento: Anch'io sono stato comunista?io ancora oggi confermo di esserlo , come saprai I partiti comunisti non sono vietati nel nostro Paese, quelli fascisti si.Facciamocene una ragione............
certo che Berlusconi ha instaurato una vera e propria dittatura, se non si diventa fascisti e berlusconiani è praticamente impossibile lavorare...Occupa tutto, tv, cinema, radio...Speriamo che Fidel Castro ci aiuti....Io non sono preoccupata per i miei figli ma bensi per il futuro dei miei nipoti . Dovrò dire a loro : Attenti! Dite sempre che siete di fascisti o berluscoliani, altrimenti non lavorerete mai!!! !!

Pazienza!Ciao Lina

Veneris ha detto...

Sia chiaro Lina io non rinnego niente! e sarò sempre di sinistra, ma parlare di comunismo mi sembra un po anacronistico ed irreale, perciò io preferisco definirmi progressista(in passato scrissi una lettera a Bertinotti su Liberazione, suggerendogli di chiamarsi socialista....non mi rispose). Se ad un Berlusconiano gli parli di comunismo non ti ascolterà mai, se gli parli di diritti uguali per tutti, del libero pensiero, del potere da non concentrare in una persona sola, della libera concorrenza, magari lo induci a riflettere...

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