Ci sono delle persone che quando ci sei a contatto ti danno energia, ti arricchiscono interiormente. Altre, invece, te la prendono, te la succhiano proprio come fanno i vampiri. Dopo esserci stati a contatto ti senti stanco, svuotato, insoddisfatto.
Chi ti prende energia, che meccanismi usa? Mi viene in mente il caso di un mio amico che quando è solo è brillante, ironico e racconta delle bellissime storie fantastiche. Ma quando c'è sua moglie, sta zitto. Si inibisce perché sa che lei disapprova le sue esibizioni pubbliche. C'è anche chi ti logora facendoci sentire in colpa. Perché si lamenta, fa capire che la causa del suo stare male sei tu, e allora tu rimugini su cosa diavolo hai fatto, ti scusi, e smetti di parlare.
Questi due meccanismi li vedete all'opera nelle coppie che non vanno d'accordo. Ve ne sono altri invece tipici dei dibattiti pubblici. Ci sono delle persone che trasformano ogni incontro in un duello. Non appena aprite bocca dicono che sbagliate, vi sfidano, vi provocano. Se gli date retta, finite per discutere ore ed ore su cose che non vi interessano. C'è invece chi vi fa apparire ignorante, appena aprite bocca lui vi sommerge con dati, statistiche, di ricerche che nessuno può controllare. Ci sono poi quelli che, quando gli fate una obiezione, vi rispondono sempre citando esempi e casi che non c'entrano niente, ma producono un'emozione negativa. Altri intervengono mentre state parlando, vi interrompono continuamente. Questi ultimi meccanismi li usano spesso i politici per logorarsi e così spesso logorano anche noi.
Un'ultima categoria di persone che vi sottraggono energia è rappresentata da quelli che, quando vi incontrano, vi danno subito una cattiva notizia, oppure vi riferiscono qualcosa di spiacevole che gli altri hanno detto di voi. Che cosa hanno in comune tutti questi tipi umani? L'ostilità. C'è ostilità fra i coniugi di cui uno inibisce l'altro e c'è ostilità fra i politici che discutono in tv. Ma c'è ostilità anche in chi vi dà sempre una cattiva notizia. Perciò, quando vi accorgete che con certe persone vi stancate, vi sentite logorati, diffidate di loro. Vuol dire che vi sono ostili.
F.A.
Post in evidenza
Le magie in cui credo
Perchè alcune magie seppur banali sono vere... Credo fermamente al potere magico di un sorriso che ci viene donato gratuitamente ed...
2 marzo 2014
28 febbraio 2014
Have you seen my shoes
Se c'è un motivo per cui temo la vecchiaia è perché ho visto e soprattutto "ascoltato" gli effetti nefasti che essa ha prodotto sulla carriera artistica e produttiva di Pino Daniele.
Secondo me se "Pinuccio" avesse smesso di incidere album nel 1993 sarebbe stato un bene per tutti noi. Oddio forse per il suo portafogli no, ma perché cercare di riempirlo il più possibile dandosi totalmente al commerciale e perdendo cosi la faccia??
Il primo Pino Daniele invece era qualcosa di favoloso, sonorità mai sentite prima nel panorama italiano, poi purtroppo ad un certo punto si è smarrito per strada.
Eppure lo Smarrimento, quello stato d'animo che tutti possono provare in alcuni periodi della propria vita...io credo che nessuno come lui l'abbia saputo raccontare così bene in musica.
Pezzi come : "Puorteme a casa mia", "Un giorno che non va" ma soprattutto "Have you seen my shoes" sono emblematici in tal senso.
In "Have you seen my shoes" il solo fatto che chiede continuamente dove sono finite le proprie scarpe a me sembra come una richiesta d'aiuto per ritornare a camminare sul proprio sentiero ormai perso.
4 febbraio 2014
Opera Divina
Da un po di tempo ormai anch'io come molti altri mi sono appassionato alla lettura della Divina Commedia di Dante. Ed ogni settimana cerco di leggere un canto di questo meraviglioso poema. Non sono un Dantista (uno studioso di Dante), non potrei esserlo, non conosco tutte le letture di Dante, tranne un po l'Eneide di Virgilio, ma nel mio piccolo sto cercando di decifrare per quanto mi sia possibile il messaggio che cela l'intera Opera. Perchè forse un messaggio nascosto c'è per davvero.Alcuni considerano Dante il più cattolico tra i poeti soprattutto per come egli ha descritto L'Inferno, il Purgatorio ed il Paradiso che nell'immaginario comune di tanti credenti sono proprio immaginati nel modo prima descritto dal poeta e poi disegnato da Gustave Dorè. La verità invece è un tantino diversa.
In passato mi chiedevo spesso perchè a me quest'opera non "arrivava". La risposta è stata fin troppo ovvia. Non ero ancora pronto. Poi a poco a poco ho cominciato a leggerla e piano piano a percepirne la maestosità, invogliato anche perchè no dai vari Benigni, Gasmann e Federico Zeri. Ho scoperto poi che ne esiste anche una versione tradotta in napoletano di inizio ottocento davvero spassosa.
Io credo che Dante fosse in possesso di una consapevolezza molto elevata ed abbia voluto farne dono all'intera umanità attraverso la sua Opera. Solo che una grande verità non può essere divulgata in modo semplice e banale, perderebbe di senso. Ci si deve arrivare invece attraverso un percorso difficile e tortuoso, insomma per ottenerla la si deve volere ottenere sul serio. E quindi bisogna elevarsi per farlo.
Ai tempi di Dante nel 1300 avere un idea, un pensiero che non fosse in sintonia con quello del Papato era davvero molto pericoloso, bastava un niente per essere accusati di eresia e finire su un rogo.
Quindi se Dante come pensano in molti avesse voluto inserire un messaggio oppure un invito (fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza) nella sua Opera avrebbe dovuto farlo nel modo più criptico e celato possibile.
L'invito del poeta è quello di intraprendere un viaggio interpersonale all'interno di se stessi.
“Un uomo che è ridiventato bambino, che ha fatto tutto il percorso. Un conto è restare bambini, ma un conto è ritornare bambini…”
“Dante si è occupato di quella cosa di cui non si occupa più nessuno, questo strano dono che abbiamo avuto tutti in sorte: la vita! Non se ne occupa più nessuno!”
“…ognuno di noi è il protagonista di una storia irripetibile, anche se i suoi giorni e le sue notti non appaiono eccezionali a nessuno, ognuno di noi è protagonista di un dramma epico irripetibile per l’eternità, che non si ripeterà mai più… quando ognuno di noi se ne andrà, non accadrà mai più che ne nasca uno uguale, e ognuno di noi è il protagonista di quella storia impressionante… ci dice, Dante, che Dio ha bisogno degli uomini… Ci dice che i fatti del mondo non sono la fine della questione…”
“Ci ha detto che la nostra libertà ci porta con sé, e ci dice che il viaggio è dentro di noi, a cercare noi stessi. È inutile che andiate a cercare il senso, il senso siete voi stessi!”
Dante, come buona parte dei poeti del Dolce stil novo si dice che faceva parte di un ordine segreto iniziatici, i Fedeli d’Amore, legato ai Templari. Ma ritorniamo alla sua grande opera.
L’inizio della Divina Commedia descrive come Dante ad un certo momento della sua vita si trovi smarrito nella selva oscura. Questa crisi spirituale è comune a molti ricercatori che, dopo avere intrapreso con i propri sforzi il cammino interiore, si trovano ad certo momento ad un punto morto, in una situazione di angoscia e disperazione.
Dice Dante: “Io non so ben ridir come v’intrai, tant’era pien di sonno a quel punto che la verace via abbandonai”.
Il sonno in questione è il sonno della coscienza, quello stato in cui viviamo normalmente senza rendercene conto, anzi credendo di essere svegli. Dopo questa esperienza terribile Dante si riprende un poco ma deve constatare di non essere in grado di procedere da solo: è impedito infatti dalle tre fiere che rappresentano i tre veleni dell’ego (lussuria, superbia, avarizia). Solo con l’aiuto di un Maestro è possibile andare avanti e infatti vi è l’incontro con Virgilio (quando il discepolo è pronto il Maestro arriva). Con la guida di Virgilio Dante entra nell’Inferno, inizia cioè il viaggio al centro della Terra, esperienza che gli alchimisti denominavano VITRIOLVM (visita l’interno della Terra, rettificando troverai la pietra nascosta, vera medicina). È l’opera al nero ermetica, operazione pericolosa in cui la struttura dell’individuo, la personalità, si deve dissolvere, l’anima-essenza si deve slacciare dal corpo individuale legato al tempo ed allo spazio (il mondo). Perché quest’impresa riesca è necessario che sia intrapresa con cuore puro, con un’intenzione corretta e insieme ad una guida.
In questa fase del lavoro su di sé vi è il confronto con la propria ombra, con i propri demoni interiori, con il lato infernale delle proprie passioni. I personaggi storici che Dante incontrerà nella sua discesa attraverso i gironi infernali sono rappresentazioni simboliche di questi aspetti. I dannati sono interamente assorbiti nella dimensione del proprio peccato, bloccati in quell’unico sentimento e in quell’unica disposizione psicologica, in una ripetizione infinita di quella singola situazione. Tutti questi personaggi sono stati bruciati dalle proprie passioni e ciò non è da intendersi in senso morale ma esistenziale: basta pensare a Paolo e Francesca che in Dante ispirano dolcezza e compassione e che non condanna, ma che tuttavia sono rimasti travolti da una forza che non sono riusciti a trasformare. L’inferno è dunque la dimensione della natura caotica e se ben guardiamo ce lo troviamo attorno tutti i giorni, dentro e fuori di noi, anche se con gradazioni e sfumature diverse. Il Purgatorio ed il Paradiso sono molto più complessi. A leggerli si fa davvero fatica a capirne il significato dei versi. I riferimenti alchemici in questi due canti però sono molto evidenti. Vediamo ora cosa rappresenta il Purgatorio: si è detto che, in Alchimia, l’opera al nero viene seguita dall’opera al bianco, la purificazione delle scorie. Dante descrive questa esperienza come l’ascesa ad un monte, simbolo importantissimo in tutte le tradizioni, salita molto faticosa all’inizio ma che via via si fa più leggera. La salita è preceduta da un battesimo dell’acqua, valido sia per l’interpretazione ermetica che per quella cristiana più avanti il nostro poeta sperimenterà anche il battesimo del fuoco. È il fuoco che non brucia, il Fuoco Alchemico. Gli incontri che Dante e la sua guida faranno nelle varie tappe del percorso sono numerosi: nelle anime del Purgatorio c'è ancora un legame forte e complesso con la vita terrena. Ma ora esse vedono pienamente il senso delle cose, comprendono i propri limiti umani e aspirano alla perfezione celeste. L’atmosfera è completamente diversa da quella dell’inferno, qui la sofferenza assume significato diverso perché è preludio alla liberazione. È quella che nel lavoro su se stessi viene chiamata sofferenza volontaria. Il Paradiso, l’opera al rosso. Dante inizia questa nuova esperienza affermando che: “Nel ciel che più della Sua luce prende, Fui io e vidi cose che ridire, Né sa né può chi di lassù scende”. Lo spirito ormai partecipe del fluido vitale divino, sale i livelli supremi di coscienza. Il Paradiso è l’apoteosi della luce, dell’espansione dello spirito che Dante descrive con termini come “transumanare” e “indiarsi” (diventare Dio), inammissibili per la religione ufficiale dell'epoca ed anche quella attuale.
Poi ci sarebbe da dire della numerologia applicata all'Opera, un lavoro minuzioso ed incredibile che sembra quasi impossibile che un essere umano sia potuto giungere a tale perfezione.
Per esempio l'eterno riferimento al numero Tre, il numero Divino. Le cantiche dell'opera sono 3 (Inferno, Purgatorio e Paradiso) ed ognuno è formato da 33 canti più uno Introduttivo. Ogni canto è scritto in terzine, cioè da una composizione in rime di 3 versi ed ogni verso è formato da endecasillabi cioè contenenti 11 lettere. Quindi una terzina avendo 3 endecasillabi si ha 11+11+11= 33. Ma questo è niente. la numerologia applicata all'intera Opera è molto più vasta, solo che io proprio non saprei come spiegarla anche perchè ci sono moltissimi punti che mi sono ancora oscuri.
Io invito tutti a leggerla quest'immensa Opera, anche se qualcosa non la comprendiamo ci sarà sempre qualche altra cosa che ci arricchirà l'anima.
23 dicembre 2013
Il mistero del Tempo
Ma il tempo è reale oppure è soltanto una nostra percezione ? Nel film "32 Dicembre" di Luciano De Crescenzo che come al solito in questo periodo è trasmesso da molte tv locali, si sostiene che "Il passato non esiste in quanto non è più, il futuro non esiste in quanto non è ancora. Il presente, come separazione tra due cose che non esistono come fa ad esistere ?" Il film è una vera chicca per chi come me è affascinato dalla relatività del tempo.
Chi lo sa!? Forse sarà per questo che abbiamo l'impressione che il tempo oggi è così accelerato.
Noi ci accorgiamo del tempo che passa attraverso il cambiamento. E siccome ogni cosa su questo mondo evolve in continuazione, tutto cambia niente è per sempre compresi noi stessi, ce ne dobbiamo per forza accorgere. La percezione del tempo però non è una cosa cosi semplice come potrebbe apparire in un primo momento. Essa è molto soggettiva, nel senso che spesso è legata ai nostri stati d'animo e di umore. Per esempio quando siamo felici abbiamo la sensazione che il tempo vola, mentre quando siamo tristi invece il tempo è come se non passasse mai. Sembrano luoghi comuni ma se facciamo attenzione ci accorgiamo che effettivamente il tempo è strettamente connesso alla nostra emozione predominante.
La scossa sismica del 1980 in Irpinia durò all'incirca 90 secondi, ma i racconti di quei tragici 90 secondi possono durare anche per delle ore. Effettivamente il tempo in quei frangenti è come se si dilatasse. 90 secondi vissuti in modo intensissimo possono durare un'eternità.
Il concetto stesso di eternità poi è davvero paradossale. Per noi è quasi impossibile comprenderlo, dal momento che nella dimensione in cui viviamo ci muoviamo nel tempo e nello spazio. Eternità non è un tempo infinito ma piuttosto assenza di tempo. Tutto accade nel medesimo istante, non esiste passato e non c'è futuro. Impossibile per noi comprenderlo.
A complicare le cose poi ci si è messo pure Einstein che con il suo famoso Paradosso dei due gemelli ha incarbugliato una situazione che già era complessa di suo.
Il paradosso spiegato in maniera semplice semplice è questo:
Ci sono due gemelli: Uno dei due gemelli parte per un viaggio nello spazio viaggiando ad una velocità prossima a quella della luce. Al suo ritorno troverà il suo gemello rimasto sulla terra più vecchio di lui.
La teoria della relatività ristretta dice che più grande è la velocità di un corpo in movimento più il suo spostamento nel tempo rallenta, addirittura poi alla velocità della luce, il tempo si fermerebbe.
Quindi se supponiamo che abbia viaggiato vicino alla velocità della luce, per lui sono passati pochi istanti, mentre per il fratello a terra anni!
Ci saranno quindi due fratelli gemelli, con età diverse! Certo si tratta di un paradosso che è possibile farlo solo in teoria e non in pratica ma è pur sempre sbalorditivo.
Il concetto stesso di eternità poi è davvero paradossale. Per noi è quasi impossibile comprenderlo, dal momento che nella dimensione in cui viviamo ci muoviamo nel tempo e nello spazio. Eternità non è un tempo infinito ma piuttosto assenza di tempo. Tutto accade nel medesimo istante, non esiste passato e non c'è futuro. Impossibile per noi comprenderlo.
A complicare le cose poi ci si è messo pure Einstein che con il suo famoso Paradosso dei due gemelli ha incarbugliato una situazione che già era complessa di suo.
Il paradosso spiegato in maniera semplice semplice è questo:
Ci sono due gemelli: Uno dei due gemelli parte per un viaggio nello spazio viaggiando ad una velocità prossima a quella della luce. Al suo ritorno troverà il suo gemello rimasto sulla terra più vecchio di lui.
La teoria della relatività ristretta dice che più grande è la velocità di un corpo in movimento più il suo spostamento nel tempo rallenta, addirittura poi alla velocità della luce, il tempo si fermerebbe.
Quindi se supponiamo che abbia viaggiato vicino alla velocità della luce, per lui sono passati pochi istanti, mentre per il fratello a terra anni!
Ci saranno quindi due fratelli gemelli, con età diverse! Certo si tratta di un paradosso che è possibile farlo solo in teoria e non in pratica ma è pur sempre sbalorditivo.
Ultimamente poi a confonderci ancora di più sono arrivati gli studi di uno scienziato tedesco alquanto rinomato, un certo Schumann. Questo tizio ha condotto ricerche dal 2000 fino ad oggi e dice che il pianeta ha aumentato la velocità della sua rotazione. Così il giorno che viviamo è in realtà più breve di quanto pensiamo, perchè la terra impiega meno tempo a girare su se stessa ed intorno al sole. Addirittura sostiene che il giorno ha adesso solo 16 ore anziché 24.
Secondo lui, per secoli la terra girava sul proprio asse a 7.8 hz. ma dal 1980, quel numero è cambiato, è aumentato molto rapidamente negli ultimi 6 anni fino a raggiungere i 12 hz.Chi lo sa!? Forse sarà per questo che abbiamo l'impressione che il tempo oggi è così accelerato.
10 ottobre 2013
Accussì và 'o munno
"Accussì và 'o munno
è accussi c'adda girà
accussì vaà 'o munno
e cu chi t' a vuò piglià
strigne 'e diente e curre
tanto nunn' 'o può cagnà!... " Joe Sarnataro - Acussi và 'o munno 1992
"Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali.." Franco Battiato - Povera Patria 1991
A volte ho come l'impressione che il mondo debba per forza girare in un certo modo. Come se tutto fosse già preimpostato dall'inizio. Mi viene da pensare che Le quote di dualità come quelle di bene e male, brutto e bello, odio e amore su questa terra siano sempre state le stesse fin dalle primissime forme di vita. La dualità è quasi sempre bilanciata. Solo in alcuni periodi capita che viene sbilanciata in un verso o nell'altro, ma dopo un pò tutto viene ristabilito come creato all'inizio.
2 ottobre 2013
VERRA' UN GIORNO...
Verrà un giorno che
l’uomo si sveglierà
dall’oblio e finalmente
comprenderà chi è veramente
e a chi ha ceduto le
redini della sua esistenza,
a una mente fallace, menzognera,
che lo rende e lo tiene schiavo...
L’uomo
non ha limiti in quanto
un giorno se ne renderà
conto, sarà libero anche
in questo mondo.
Giordano Bruno
l’uomo si sveglierà
dall’oblio e finalmente
comprenderà chi è veramente
e a chi ha ceduto le
redini della sua esistenza,
a una mente fallace, menzognera,
che lo rende e lo tiene schiavo...
L’uomo
non ha limiti in quanto
un giorno se ne renderà
conto, sarà libero anche
in questo mondo.
Giordano Bruno
8 settembre 2013
In giro per i Decumani
Alla prossima fermata devo scendere, non potrebbe essere altrimenti perchè è anche l’ultima, almeno lo è ancora fino a quando non sarà completato l’ultimo tratto della metro. Ho paura che lo sarà ancora per molto. Sono arrivato a Dante. La stazione di Piazza Dante. La metro ci ha messo buoni venti minuti per arrivare fin qui. Le porte si aprono, mi accingo ad uscire, ma alcuni passeggeri che salgono a bordo non hanno alcuna intenzione di dare la precedenza a me che invece esco. Sono loro. Li riconosco. Ma tant’è ci sono abituato e non mi aspettavo certo il contrario.
Arrivo su in piazza e noto che nonostante abbiano completamente recintato la statua del sommo poeta per non renderla vittima di graffiti e scarabocchi vari qualcuno è riuscito lo stesso a lasciare il suo segno. Sono sempre loro.
Mi dirigo verso Port’Alba, la strada dei libri, ci sono come sempre piccole librerie ovunque ed i libri che espongono sono davvero tanti, mi chiedo se davvero ci sia ancora cosi tanta gente che compra tutti quei libri. A giudicare da come va il mondo non sono in tanti a leggere al giorno d’oggi. Chi li compra tutti quei libri? Purtroppo ho la sensazione che se non fosse per gli incassi dei libri scolastici difficilmente riuscirebbero a tirare avanti. La via resta molto caratteristica e si annusa nell’aria un passato molto importante.
Uscendo da Port’Alba scorgo sulla sinistra Piazza Bellini con i suoi resti delle mura greche del Decumano superiore sulla quale si affaccia tra gli altri Palazzo Firrao. Le mura dei palazzi sono imbrattate qua e la di scritte amene e per terra ci sono decine di bottiglie di birre lasciate li dalla sera prima, ma forse anche di più. Le panchine sono quasi tutte malandate o imbrattate. Non posso non pensare al fatto che in qualunque altra città del mondo una piazza cosi sarebbe sicuramente tenuta in tutt’altro modo. Alla mia destra invece c’è la discesa di Via Sebastiano, la via della musica per via dei numerosi negozi di strumenti musicali.
Decido di proseguire dritto verso la stradina che si imbocca per andare al conservatorio. Faccio qualche passo e dopo aver oltrepassato la prestigiosa libreria Colonnese ed il conservatorio stesso mi ritrovo davanti l’entrata della Chiesa di San Pietro a Majella. Non posso non entrarci.
All’interno si respira quell’atmosfera tipica che solo le chiese gotiche sanno creare. E questa qui ne è un degno esempio. Cerco di mettere in pratica i consigli di Fulcanelli per carpirne i segreti ma non ne sono in grado, qualcosa però mi arriva lo stesso. Ciò che più ammiro in questa chiesa oltre alle due navate laterali piene di affreschi e monumenti è il magnifico soffitto pieno di intarsi oltre che di dipinti. Decido di uscire, lo faccio dall’uscita laterale nella navata di sinistra e mi ritrovo in piazza Miraglia, davanti a me si erge la Basilica di Pietrasanta che di recente è passata ogli onori delle cronache per alcuni ritrovamenti nei suoi sottosuoli di simboli risalenti addirittura ai Templari. Penso che forse il fatto che i famigerati Templari abbiano operato da queste parti possa contribuire a portare un qualche entusiasmo in più in termini di ricerca, cultura ed anche Turismo. Mi ridesto subito dall’idea però quando penso che un “presunto” miracolo come quello di San Gennaro nel Duomo della città a poche centinaia di metri da dove mi trovo non richiama che un manipolo di persone ogni anno. Una qualsiasi altra città avrebbe sfruttato un evento simile (vero o fasullo che sia) in ben altro modo. Certo il territorio qui è ricco di ben altri misteri. Un concentrato di arte che l’unesco ha dichiarato patrimonio dell’umanità. D’altronde sono in pieno centro storico e se non bastasse sono all’altezza del decumano maggiore, vale a dire il primo tracciato cittadino costruito dai greci. Il passato di queste piazzette e di questi vicoli lo si può ancora annusare nell’aria. Ogni singola pietra di questo posto ha una vibrazione specifica. Penso che negli anni prima di me su queste stesse strade sono passati: Virgilio, Giordano Bruno, Tommaso D’Aquino, Boccaccio, Francesco Petrarca, Benedetto Croce e tanti altri. La cosa mi emoziona. Noto con piacevole sorpresa il pullulare di Bed and Breakfast all’interno di palazzi antichi ristrutturati. Ma non può bastare.
Faccio qualche altro passo e mi ritrovo in Via dei Tribunali, chiamata cosi perchè se la si percorre tutta si arriva davanti Castel Capuano sede del tribunale fino a qualche anno fa, ora in attesa di ospitare qualcosa di degno. Sono indeciso se continuare su questa via fino ad arrivare a piazza San Gaetano per entrare in San Lorenzo Maggiore, la basilica in cui Boccaccio incontrò la sua fiammetta o scendere per San Domenico Maggiore. Decido per quest’ultima soluzione, lungo la strada scorgo sulla sinistra un’enorme fila di turisti davanti alla biglietteria della Cappella Sansevero, la cosa non mi sorprende, da anni ormai è uno dei monumenti più visitati della città e non solo per il Cristo velato. Un tempietto unico al mondo per il suo valore artistico, mistico ed esoterico. Oltre al Cristo infatti ci sono altri capolavori come la statua della pudicizia e quella del disinganno. Come sia stato possibile lavorare il marmo in quel modo per me rappresenta sempre un mistero.
In piazza San Domenico Maggiore c’è un gruppetto di tedeschi che ha deciso di fare una sosta ai tavolini del Bar Scaturchio. Noto le loro Fotocamere reflex in bella mostra e tremo per loro poverini, non sanno a cosa si espongono. Quasi li scorto per un po, poi intuisco che quei signori in borghese fermi su quelle moto di grossa cilindrata sono sicuramente dell’antiscippo. La zona in effetti è molto presidiata dalle forze dell’ordine. Lo deve essere. Forse si è più sicuri qui che a Posillipo, anzi sicuramente.
Decido di entrare nella basilica che sovrasta la piazza. Se San pietro a Majella era un degno esempio di arte gotica questa qui ne è l’apoteosi. Impreziosita anche da un tocco di barocco si può respirare tutta la sua storia tra le sue navate, il bellissimo altare non convenzionale e le tante cappelle. Il soffitto a cassettoni poi è un capolavoro assoluto. Di Fulcanelli qui dentro non c’è affatto bisogno. Appena si entra si viene subito pervasi da un sentimento di gratitudine per aver creato un opera del genere. Anche se non è la chiesa della città che preferisco in assoluto.
Mi accorgo che sono arrivato ormai a Piazza del Gesù. Il Decumano ora è quello inferiore. Due Chiese Maestose si ergono ai miei lati. Alla mia destra c’è la chiesa del Gesù Nuovo con le sue infinite decorazioni interne dettate dal suo stile barocco. La chiesa è quella più attiva dal punto di vista religioso ed una delle più visitate ed amate della città, ma dal punto di vista artistico a me in particolare non ha mai affascinato tanto, anche se rimango sempre impressionato dalla scelta di rivestire la facciata esterna di tante piccole piramidi sulle quali poi è impresso un messaggio di tipo iniziatico con oscuri simboli sparsi.
Mi dirigo alla mia sinistra entrando cosi nel cortile della chiesa della città che più amo in assoluto, è la basilica di Santa Chiara. Meglio conosciuta come Monastero di santa Chiara con annesso convento e chiostro maiolicato. La chiesa purtroppo durante la seconda guerra mondiale venne bombardata e perse moltissimi dei suoi affreschi. Ma nonostante ciò è un’esempio di stile gotico davvero considerevole. Anche se ci sono una ventina di cappelle con dipinti, statue ed altre opere d’arte appare davvero molto spoglia creando cosi un’atmosfera quasi metafisica. Quando entro in questa chiesa ho come l’impressione che all’interno ci sia soltanto l’essenziale, ciò che deve esserci, ciò che serve per nutrire l’anima, solo che non so di preciso cosa sia ma è li.
Arrivo su in piazza e noto che nonostante abbiano completamente recintato la statua del sommo poeta per non renderla vittima di graffiti e scarabocchi vari qualcuno è riuscito lo stesso a lasciare il suo segno. Sono sempre loro.
Mi dirigo verso Port’Alba, la strada dei libri, ci sono come sempre piccole librerie ovunque ed i libri che espongono sono davvero tanti, mi chiedo se davvero ci sia ancora cosi tanta gente che compra tutti quei libri. A giudicare da come va il mondo non sono in tanti a leggere al giorno d’oggi. Chi li compra tutti quei libri? Purtroppo ho la sensazione che se non fosse per gli incassi dei libri scolastici difficilmente riuscirebbero a tirare avanti. La via resta molto caratteristica e si annusa nell’aria un passato molto importante.
Uscendo da Port’Alba scorgo sulla sinistra Piazza Bellini con i suoi resti delle mura greche del Decumano superiore sulla quale si affaccia tra gli altri Palazzo Firrao. Le mura dei palazzi sono imbrattate qua e la di scritte amene e per terra ci sono decine di bottiglie di birre lasciate li dalla sera prima, ma forse anche di più. Le panchine sono quasi tutte malandate o imbrattate. Non posso non pensare al fatto che in qualunque altra città del mondo una piazza cosi sarebbe sicuramente tenuta in tutt’altro modo. Alla mia destra invece c’è la discesa di Via Sebastiano, la via della musica per via dei numerosi negozi di strumenti musicali.
Decido di proseguire dritto verso la stradina che si imbocca per andare al conservatorio. Faccio qualche passo e dopo aver oltrepassato la prestigiosa libreria Colonnese ed il conservatorio stesso mi ritrovo davanti l’entrata della Chiesa di San Pietro a Majella. Non posso non entrarci.
All’interno si respira quell’atmosfera tipica che solo le chiese gotiche sanno creare. E questa qui ne è un degno esempio. Cerco di mettere in pratica i consigli di Fulcanelli per carpirne i segreti ma non ne sono in grado, qualcosa però mi arriva lo stesso. Ciò che più ammiro in questa chiesa oltre alle due navate laterali piene di affreschi e monumenti è il magnifico soffitto pieno di intarsi oltre che di dipinti. Decido di uscire, lo faccio dall’uscita laterale nella navata di sinistra e mi ritrovo in piazza Miraglia, davanti a me si erge la Basilica di Pietrasanta che di recente è passata ogli onori delle cronache per alcuni ritrovamenti nei suoi sottosuoli di simboli risalenti addirittura ai Templari. Penso che forse il fatto che i famigerati Templari abbiano operato da queste parti possa contribuire a portare un qualche entusiasmo in più in termini di ricerca, cultura ed anche Turismo. Mi ridesto subito dall’idea però quando penso che un “presunto” miracolo come quello di San Gennaro nel Duomo della città a poche centinaia di metri da dove mi trovo non richiama che un manipolo di persone ogni anno. Una qualsiasi altra città avrebbe sfruttato un evento simile (vero o fasullo che sia) in ben altro modo. Certo il territorio qui è ricco di ben altri misteri. Un concentrato di arte che l’unesco ha dichiarato patrimonio dell’umanità. D’altronde sono in pieno centro storico e se non bastasse sono all’altezza del decumano maggiore, vale a dire il primo tracciato cittadino costruito dai greci. Il passato di queste piazzette e di questi vicoli lo si può ancora annusare nell’aria. Ogni singola pietra di questo posto ha una vibrazione specifica. Penso che negli anni prima di me su queste stesse strade sono passati: Virgilio, Giordano Bruno, Tommaso D’Aquino, Boccaccio, Francesco Petrarca, Benedetto Croce e tanti altri. La cosa mi emoziona. Noto con piacevole sorpresa il pullulare di Bed and Breakfast all’interno di palazzi antichi ristrutturati. Ma non può bastare.
Faccio qualche altro passo e mi ritrovo in Via dei Tribunali, chiamata cosi perchè se la si percorre tutta si arriva davanti Castel Capuano sede del tribunale fino a qualche anno fa, ora in attesa di ospitare qualcosa di degno. Sono indeciso se continuare su questa via fino ad arrivare a piazza San Gaetano per entrare in San Lorenzo Maggiore, la basilica in cui Boccaccio incontrò la sua fiammetta o scendere per San Domenico Maggiore. Decido per quest’ultima soluzione, lungo la strada scorgo sulla sinistra un’enorme fila di turisti davanti alla biglietteria della Cappella Sansevero, la cosa non mi sorprende, da anni ormai è uno dei monumenti più visitati della città e non solo per il Cristo velato. Un tempietto unico al mondo per il suo valore artistico, mistico ed esoterico. Oltre al Cristo infatti ci sono altri capolavori come la statua della pudicizia e quella del disinganno. Come sia stato possibile lavorare il marmo in quel modo per me rappresenta sempre un mistero.
In piazza San Domenico Maggiore c’è un gruppetto di tedeschi che ha deciso di fare una sosta ai tavolini del Bar Scaturchio. Noto le loro Fotocamere reflex in bella mostra e tremo per loro poverini, non sanno a cosa si espongono. Quasi li scorto per un po, poi intuisco che quei signori in borghese fermi su quelle moto di grossa cilindrata sono sicuramente dell’antiscippo. La zona in effetti è molto presidiata dalle forze dell’ordine. Lo deve essere. Forse si è più sicuri qui che a Posillipo, anzi sicuramente.
Decido di entrare nella basilica che sovrasta la piazza. Se San pietro a Majella era un degno esempio di arte gotica questa qui ne è l’apoteosi. Impreziosita anche da un tocco di barocco si può respirare tutta la sua storia tra le sue navate, il bellissimo altare non convenzionale e le tante cappelle. Il soffitto a cassettoni poi è un capolavoro assoluto. Di Fulcanelli qui dentro non c’è affatto bisogno. Appena si entra si viene subito pervasi da un sentimento di gratitudine per aver creato un opera del genere. Anche se non è la chiesa della città che preferisco in assoluto.
Sono di nuovo in strada, nella via che spacca la città in due. Guardo la gente che passa, la sento parlare. Tra gli altri sono presenti anche loro, d’altronde è qui che essi vivono. Sono in tanti e sono sgraziati, si quello che gli manca è la grazia. La grazia nel parlare, nel muoversi , nel pensare, nell’agire. Intuisco le loro nevrosi. Sono sciatti ed hanno paura, hanno una paura inconfessabile. Sono inconsapevoli. Sono vittime. Nuociono a loro stessi ed a tutto ciò che toccano. Non ne sanno niente della Cappella San Severo, ne delle basiliche maggiori della città, ne di Giordano Bruno o Boccaccio e si dicono orgogliosi di questo posto. Mi chiedo da dove provenga questo male, questo senso del brutto cosi esasperato, questa assuefazione al peggio. Dall'Unità d'Italia, Dalle dominazioni spagnole? Dalle due guerre? Oppure è proprio una natura intrinseca del territorio stesso? Non ho ancora trovato una risposta.
Mi accorgo che sono arrivato ormai a Piazza del Gesù. Il Decumano ora è quello inferiore. Due Chiese Maestose si ergono ai miei lati. Alla mia destra c’è la chiesa del Gesù Nuovo con le sue infinite decorazioni interne dettate dal suo stile barocco. La chiesa è quella più attiva dal punto di vista religioso ed una delle più visitate ed amate della città, ma dal punto di vista artistico a me in particolare non ha mai affascinato tanto, anche se rimango sempre impressionato dalla scelta di rivestire la facciata esterna di tante piccole piramidi sulle quali poi è impresso un messaggio di tipo iniziatico con oscuri simboli sparsi.Mi dirigo alla mia sinistra entrando cosi nel cortile della chiesa della città che più amo in assoluto, è la basilica di Santa Chiara. Meglio conosciuta come Monastero di santa Chiara con annesso convento e chiostro maiolicato. La chiesa purtroppo durante la seconda guerra mondiale venne bombardata e perse moltissimi dei suoi affreschi. Ma nonostante ciò è un’esempio di stile gotico davvero considerevole. Anche se ci sono una ventina di cappelle con dipinti, statue ed altre opere d’arte appare davvero molto spoglia creando cosi un’atmosfera quasi metafisica. Quando entro in questa chiesa ho come l’impressione che all’interno ci sia soltanto l’essenziale, ciò che deve esserci, ciò che serve per nutrire l’anima, solo che non so di preciso cosa sia ma è li.

5 luglio 2013
Il Parco di Capodimonte
Quando si sviluppa una visione nuova dell'intera esistenza ci si accorge di tanti particolari che in uno stato meno evoluto di consapevolezza (per cosi dire) invece non si notano affatto. Non che io sia arrivato a chissà quale verità, anzi, però comincio ad interrogarmi in modo sempre razionale ma non limitato su cose che fino a qualche anno fa davo per scontate, irrilevanti oppure ritenevo pura fantasia.
C'è chi sostiene che nel corso della storia moltissimi grandi artisti avessero accesso ad una conoscenza superiore ma non potendola divulgare pubblicamente per vari motivi hanno cercato di inserire nelle loro opere messaggi esoterici atti a ricordare all'uomo la proprio vera essenza ed origine. Tanto per fare qualche nome stiamo parlando di Michelangelo, Leonardo, Dante, Shakespeare etc.
La Divina Commedia di Dante per esempio ha diverse interpretazioni di lettura, una di tipo letterale, una di tipo allegorico ed un altro di tipo esoterico. Lo stesso poeta c’è lo ricorda in una sua opera minore “Il Convivio”. Ma ogni opera d'arte può contenere messaggi di tipo iniziatico: un dipinto, una scultura, un poema, i rosoni delle chiese. Beh forse i rosoni delle cattedrali sono già di per se dei messaggi in codice, in ambienti iniziatici infatti vengono definiti sigilli. Quello nella foto per esempio è il Rosone
che si trova all'interno del Maschio Angioino (Castel Nuovo) di Napoli sulla facciata anteriore della cappella Palatina. Ho sempre pensato che avessero molto in comune con i mandala orientali, i centrini all'uncinetto delle nonne ed i cerchi nel grano fatti dagli alieni (...mo' però non mi chiedete se sono stati effettivamente fatti dagli alieni perchè io proprio non lo so). Michele Proclamato, uno studioso dell' Aquila che ha speso non so quanto tempo a cercare di decifrare il significato di un rosone di una cattedrale aquilana sostiene di aver scoperto attraverso calcoli matematici un sapere derivante da un'unica matrice che ha chiamato dell'ottava, ma che non sto ora qui a spiegarvi anche perchè non ne sarei in grado. Addirittura sostiene che soltanto osservandoli e quindi contemplandoli ci si arricchisce interiormente. Quest'ultima cosa a dire il vero la sostengo anch'io, io credo che ogni figura armoniosa sia essa naturale o creata artificialmente ha il potere di trasmettere perlomeno serenità. Io per esempio mi incanto davanti allo splendore di un cristallo di un fiocco di neve ed alle sue geometrie perfettamente simmetriche.
Ritornando alle opere d'arte cariche di significato multiplo si deve dire che spesso interi palazzi, castelli e cattedrali venivano realizzati con criteri ben precisi sempre nello stesso senso.
Addirittura un parco verde può essere progettato secondo teoremi iniziatici. Ecco cosa ho letto a proposito del Parco di Capodimonte sul sito Iointeriore:
Questa enorme macchia di verde sotto, estesa quanto 150 campi di calcio, è il Parco di Capodimonte a Napoli, un posto che adoro, specie per i dipinti conservati nel Palazzo Reale, espressione d'arte di cui sono follemente innamorato. In basso a sinistra, per mezzo di una strettoia (la serie dei pallini gialli) tra due costruzioni chiamata proprio Porta di Mezzo, si accede ad un piazzale che dà su cinque viali (che abbiamo evidenziato con delle lettere dalla A alla E) . In realtà, se osservate le lettere, manca la C e, visti dall'alto, i viali che da qui si biforcano sembrano essere davvero solo quattro.

Infatti sul quinto di questi viali, il viale C, è nascosto un messaggio esoterico; clicca sull'immagine seguente per ingrandirla e individuare il quinto viale, quello con la lettera "C":

Sì, il viale con la lettera C corrisponde proprio al vialone centrale, quello più lungo di tutti; ma questo vialone (la foto sotto) ha anche un'altra caratteristica: è un viale buio e in fondo ad esso c'è una sorpresa.

Innanzitutto esso è l'unico che alla sua fine contiene un messaggio; inoltre, essendo al centro, è sinonimo di equilibrio e, come potete osservare dalla fotografia, è coperto dalle piante, al punto da non poter essere visto dall'alto.
Questo vialone può essere paragonato alle scelte che facciamo nella vita: evitiamo lo Sconosciuto - il buio - l'essere centrati su noi stessi, per incanalarci su sentieri ovvi. Infatti gli altri viali sono sicuramente più agevoli, ma sono anche molto scontati, data la loro illusoria luminosità e non portano in nessun luogo significativo. Allo stesso modo se vogliamo rimanere sulla retta via, dobbiamo affrontare cose che non sono così facili come quelle che troveremmo sugli altri viali. Infatti il misurarci con la parte più nascosta di noi (quella che risponde alla scontata luce delle scelte emozionali chesappiamo sempre dove ci portano) potrebbe certamente impaurirci al punto da convincerci a non affrontare il viale centrale interiore.
Ma, si sa, chi segue la via centrale, impervia, lunga e buia, trova se stesso, al contrario di altri che preferiscono rimanere nella banalità della finta luce della personalità navigando perennemente nella quotidiana routine emozionale.
E veniamo alla sorpresa: il viale centrale termina con una statua raffigurante un Gigante.

il Gigante, la statua alla fine del vialone centrale del Parco Reale
Questa statua, riposizionata meno di una decina d'anni fa nella sua sede originale, simboleggia il fatto che chi imbocca la difficile via interiore, trova se stesso o meglio, il vero Se Stesso, il Gigante. Osserviamo più nel dettaglio il Gigante e noteremo due peculiarità che saltano subito all'occhio: in testa ha un vaso e nella mano destra un pugnale.
Il vaso simboleggia la conoscenza, il pugnale la giustizia e l'equilibrio.
C'è chi sostiene che nel corso della storia moltissimi grandi artisti avessero accesso ad una conoscenza superiore ma non potendola divulgare pubblicamente per vari motivi hanno cercato di inserire nelle loro opere messaggi esoterici atti a ricordare all'uomo la proprio vera essenza ed origine. Tanto per fare qualche nome stiamo parlando di Michelangelo, Leonardo, Dante, Shakespeare etc.
Ritornando alle opere d'arte cariche di significato multiplo si deve dire che spesso interi palazzi, castelli e cattedrali venivano realizzati con criteri ben precisi sempre nello stesso senso.
Addirittura un parco verde può essere progettato secondo teoremi iniziatici. Ecco cosa ho letto a proposito del Parco di Capodimonte sul sito Iointeriore:
Questa enorme macchia di verde sotto, estesa quanto 150 campi di calcio, è il Parco di Capodimonte a Napoli, un posto che adoro, specie per i dipinti conservati nel Palazzo Reale, espressione d'arte di cui sono follemente innamorato. In basso a sinistra, per mezzo di una strettoia (la serie dei pallini gialli) tra due costruzioni chiamata proprio Porta di Mezzo, si accede ad un piazzale che dà su cinque viali (che abbiamo evidenziato con delle lettere dalla A alla E) . In realtà, se osservate le lettere, manca la C e, visti dall'alto, i viali che da qui si biforcano sembrano essere davvero solo quattro.

Infatti sul quinto di questi viali, il viale C, è nascosto un messaggio esoterico; clicca sull'immagine seguente per ingrandirla e individuare il quinto viale, quello con la lettera "C":

Sì, il viale con la lettera C corrisponde proprio al vialone centrale, quello più lungo di tutti; ma questo vialone (la foto sotto) ha anche un'altra caratteristica: è un viale buio e in fondo ad esso c'è una sorpresa.

Innanzitutto esso è l'unico che alla sua fine contiene un messaggio; inoltre, essendo al centro, è sinonimo di equilibrio e, come potete osservare dalla fotografia, è coperto dalle piante, al punto da non poter essere visto dall'alto.
Questo vialone può essere paragonato alle scelte che facciamo nella vita: evitiamo lo Sconosciuto - il buio - l'essere centrati su noi stessi, per incanalarci su sentieri ovvi. Infatti gli altri viali sono sicuramente più agevoli, ma sono anche molto scontati, data la loro illusoria luminosità e non portano in nessun luogo significativo. Allo stesso modo se vogliamo rimanere sulla retta via, dobbiamo affrontare cose che non sono così facili come quelle che troveremmo sugli altri viali. Infatti il misurarci con la parte più nascosta di noi (quella che risponde alla scontata luce delle scelte emozionali chesappiamo sempre dove ci portano) potrebbe certamente impaurirci al punto da convincerci a non affrontare il viale centrale interiore.
Ma, si sa, chi segue la via centrale, impervia, lunga e buia, trova se stesso, al contrario di altri che preferiscono rimanere nella banalità della finta luce della personalità navigando perennemente nella quotidiana routine emozionale.
E veniamo alla sorpresa: il viale centrale termina con una statua raffigurante un Gigante.

il Gigante, la statua alla fine del vialone centrale del Parco Reale
Questa statua, riposizionata meno di una decina d'anni fa nella sua sede originale, simboleggia il fatto che chi imbocca la difficile via interiore, trova se stesso o meglio, il vero Se Stesso, il Gigante. Osserviamo più nel dettaglio il Gigante e noteremo due peculiarità che saltano subito all'occhio: in testa ha un vaso e nella mano destra un pugnale.
Il vaso simboleggia la conoscenza, il pugnale la giustizia e l'equilibrio.
10 maggio 2013
Yĕhošūa, Jesus e Gesù!

In una mia personale ricerca di tipo storico-iniziatico oserei dire, mi sono imbattuto in diversi quesiti, molti dei quali non ancora risolti e molti dei quali sulla figura di uno dei più grandi maestri dell'umanità: Gesù.
La mia ricerca è ovviamente basata sugli studi di altre persone, dato che non ho accesso ad alcun tipo di documento storico, nessun papiro o testo antico originale e soprattutto non avendo purtroppo nozioni di lingua Ebraica, Aramaico, Greco antico, e nemmeno di Latino devo accettare di buon grado senza fiatare le traduzioni che gli storici hanno effettuato nei secoli. Il principale metodo che ho usato è stato l'intuito ed il buon senso. In questo post vorrei esporne un piccolissimo sunto.
Lo studioso Morton Smith disse : "Provare a descrivere il vero Gesù è come tentare in fisica atomica, di localizzare una particella submicroscopica e determinarne la carica" impresa ardua insomma. Quindi per favore abbiate bontà per le mie affermazioni.
Dunque, che Gesù sia esistito davvero è cosa assai probabile, direi che è quasi una certezza storica. E' vero molto probabilmente anche il fatto che fosse di religione ebraica e che oltre a parlare la sua lingua, l'aramaico, conoscesse anche la lingua degli occupanti romani cioè il latino. Che sia nato invece da una vergine il 25 Dicembre lo è un po meno a parer mio, troppe similitudini con l'antecedente Mitra ed il Dio egizio Horus figlio di Iside. Credo però che questo sia alquanto ininfluente per ciò che rappresenta Yĕhošūa detto prima Jesus e poi Gesù qui in Italia.
Ciò che conta davvero è il suo messaggio, ed è un vero peccato che la nascita prodigiosa, i miracoli e la resurrezione, vere o non vere che siano, facciano passare in secondo piano questo messaggio. Il messaggio che porta Gesù nel nuovo testamento è davvero una ventata di aria fresca rispetto al vecchio testamento che sostanzialmente intimava di Non fare questo, Non toccare quest'altro, Non ti permettere proprio di pensare a quell'altro etc...insomma tutta una sfilza di divieti imposti da Dio per i suoi creati.
Un Dio geloso, permaloso, vendicativo e soprattutto sessuofobico. Secondo il vecchio testamento il mondo creato da Dio è come una enorme tavola bandita di tante prelibatezze, di ogni ben di Dio (per l'appunto) dove però è vietato mangiare finanche una sola uliva. Gesù invece che era uno gnostico esseno e su questo credo ci siano pochi dubbi, non si incentra su cosa non si deve fare ma suggerisce il metodo per elevarsi come ha fatto lui. Perchè tutti abbiamo la potenzialità di diventare Cristo.
E dice che siccome siamo fatti di energia che è Amore, tutto quello che dobbiamo fare è amare incondizionatamente, si, l'Amore quello che manca in tutto il vecchio testamento. L'Amore. Quindi mai più "occhio per occhio dente per dente" ma "porgi l'altra guancia" e soprattutto "Ama il tuo prossimo come te stesso". Ora di questo messaggio la chiesa che si è autoproclamata portatrice ufficiale, quando invece Gesù non ha mai affermato di voler fondare una propria religione sembra che ogni tanto nel corso dei secoli se ne è dimenticata. Se ne è dimenticata quando ha costituito un proprio esercito andando a massacrare migliaia di "infedeli" nelle crociate. Se ne è dimenticata quando ha istituito la "Santa" Inquisizione con la quale ha mandato al rogo migliaia di persone per il solo fatto di avere idee diverse, non allineate alla "loro" verità. Tra le quali il grande Giordano Bruno (nella foto con me), arso vivo a Campo dei fiori a Roma.
Ora però non pensate che io sia un po troppo prevenuto nei confronti delle varie chiese ed in modo particolare verso quella cattolica.....diciamo che....anzi si, purtroppo lo sono! Non posso darvi torto. Non ci posso far nulla, tendo a guardare sempre con sospetto chi esercita un qualunque tipo di potere temporale su questo pianeta.
Ma torniamo a Gesù. Un altro suo magnifico messaggio contenuto nel vangelo di Tommaso dice: "Coloro che cercano cerchino finché troveranno. Quando troveranno, resteranno commossi. Quando saranno turbati si stupiranno, e regneranno su tutto."
L' invito di ogni religione invece è quello di smettere di cercare perché tanto la verità l'hanno già trovata loro, sono loro i depositari della verità, tu non devi far altro che seguire i loro precetti e camminare su quella retta via che loro hanno disegnato. Sono convito che se molti fedeli sapessero in che modo sono nati i culti che venerano oggi rimarrebbero quantomeno sorpresi, per non dire sconcertati.
Ma torniamo a Gesù. Un altro suo magnifico messaggio contenuto nel vangelo di Tommaso dice: "Coloro che cercano cerchino finché troveranno. Quando troveranno, resteranno commossi. Quando saranno turbati si stupiranno, e regneranno su tutto."
L' invito di ogni religione invece è quello di smettere di cercare perché tanto la verità l'hanno già trovata loro, sono loro i depositari della verità, tu non devi far altro che seguire i loro precetti e camminare su quella retta via che loro hanno disegnato. Sono convito che se molti fedeli sapessero in che modo sono nati i culti che venerano oggi rimarrebbero quantomeno sorpresi, per non dire sconcertati.
Il vangelo che ho citato prima per esempio, quello di Tommaso, è un vangelo apocrifo, cioè non è stato incluso insieme ad altre decine di vangeli nel nuovo testamento ed assieme al vangelo di Giuda ed a quello del Salvatore oltre al vangelo secondo Filippo ci offre un'immagine del Cristo alquanto diversa da quella dei vangeli "ufficiali". Un Gesù gnostico molto più mistico e molto più vicino ai grandi maestri orientali.
I vangeli che hanno scelto quando il cristianesimo è diventata religione imperiale quindi quando è stato creato un canone di riferimento sono solo quattro, i cosiddetti canonici per l'appunto, composti dai tre sinottici (secondo Marco, Matteo e Luca) più il vangelo secondo Giovanni. Tutto ciò è avvenuto nel 325 nel famoso concilio di Nicea per volere dell'Imperatore romano Costantino. In quel concilio io credo che si è voluto cancellare totalmente dal cristianesimo la parte spirituale ed esoterica. Gli storici poi concordano tutti che l'attendibilità dei vangeli apocrifi è al pari di quelli canonici ed affermano anche che i canonici quasi sicuramente nonostante siano chiamati vangeli di Marco, Matteo, Luca e Giovanni, nessuno di essi è stato scritto realmente dai discepoli di Gesù. Sono da attribuire invece alle correnti di pensiero dell'epoca che si rifacevano alla visione dei vari apostoli.
Risalire ai fatti storici nel modo più preciso possibile è davvero un compito arduo. Gesù non ha lasciato nulla per iscritto che sia arrivato fino a noi. Tutto ciò che abbiamo è la testimonianza di persone a cui a loro volta è stato raccontato da altre persone che è esistito in passato.....
Molti studiosi concordano che i primi scritti riguardanti la vita di Gesù (vangeli compresi) sono databili intorno all'anno 100 d.c. quindi per 100 anni nessuno ha mai pensato di narrare la vita del Cristo. D'altronde dei primi seguaci cristiani si sa davvero molto poco, chissà forse per il fatto che erano perseguitati sia dagli ebrei che dai Romani magari tendevano a non lasciare molte tracce di loro stessi. Molti dei primi cristiani naturalmente non festeggiavano la nascita di Gesù il 25 Dicembre o la Pasqua che fu decisa sempre nel concilio di Nicea. Essi si incentravano ad emulare piuttosto il loro maestro ed a mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti. Non esisteva ancora una liturgia. Molti credevano alla reincarnazione come cosa ovvia nel processo di liberazione dalle cose materiali. Ci sono molti passi dei vangeli in effetti che lasciano supporre che Gesù parlasse proprio di reincarnazione.
Ma che volete farci! La storia viene scritta dai vincitori. E nonostante tutto anche se in modo distorto e frammentato il messaggio del Cristo è arrivato fino a noi vuol dire che esso conteneva qualcosa davvero importante che è stato impossibile nasconderlo del tutto.
I vangeli che hanno scelto quando il cristianesimo è diventata religione imperiale quindi quando è stato creato un canone di riferimento sono solo quattro, i cosiddetti canonici per l'appunto, composti dai tre sinottici (secondo Marco, Matteo e Luca) più il vangelo secondo Giovanni. Tutto ciò è avvenuto nel 325 nel famoso concilio di Nicea per volere dell'Imperatore romano Costantino. In quel concilio io credo che si è voluto cancellare totalmente dal cristianesimo la parte spirituale ed esoterica. Gli storici poi concordano tutti che l'attendibilità dei vangeli apocrifi è al pari di quelli canonici ed affermano anche che i canonici quasi sicuramente nonostante siano chiamati vangeli di Marco, Matteo, Luca e Giovanni, nessuno di essi è stato scritto realmente dai discepoli di Gesù. Sono da attribuire invece alle correnti di pensiero dell'epoca che si rifacevano alla visione dei vari apostoli.
Risalire ai fatti storici nel modo più preciso possibile è davvero un compito arduo. Gesù non ha lasciato nulla per iscritto che sia arrivato fino a noi. Tutto ciò che abbiamo è la testimonianza di persone a cui a loro volta è stato raccontato da altre persone che è esistito in passato.....
Molti studiosi concordano che i primi scritti riguardanti la vita di Gesù (vangeli compresi) sono databili intorno all'anno 100 d.c. quindi per 100 anni nessuno ha mai pensato di narrare la vita del Cristo. D'altronde dei primi seguaci cristiani si sa davvero molto poco, chissà forse per il fatto che erano perseguitati sia dagli ebrei che dai Romani magari tendevano a non lasciare molte tracce di loro stessi. Molti dei primi cristiani naturalmente non festeggiavano la nascita di Gesù il 25 Dicembre o la Pasqua che fu decisa sempre nel concilio di Nicea. Essi si incentravano ad emulare piuttosto il loro maestro ed a mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti. Non esisteva ancora una liturgia. Molti credevano alla reincarnazione come cosa ovvia nel processo di liberazione dalle cose materiali. Ci sono molti passi dei vangeli in effetti che lasciano supporre che Gesù parlasse proprio di reincarnazione.
Ma che volete farci! La storia viene scritta dai vincitori. E nonostante tutto anche se in modo distorto e frammentato il messaggio del Cristo è arrivato fino a noi vuol dire che esso conteneva qualcosa davvero importante che è stato impossibile nasconderlo del tutto.
9 aprile 2013
Il matrimonio
Anche il matrimonio non sfugge agli schemi di vita che siamo abituati a rispettare. Io mi sono chiesto cos'è esattamente il matrimonio? Perchè due persone decidono di sposarsi? Diciamo da subito che nello schema di vita in cui siamo nati ci viene dato come un passo scontato, quasi obbligato. Dunque due persone si amano, vogliono creare una famiglia, si promettono l'amore eterno, vogliono suggellare la loro unione, e vogliono che questa unione venga legittimata da un'istituzione che può essere lo stato, le chiese (cattoliche, protestanti, buddiste etc...), vogliono insomma che gli "altri" riconoscano la loro unione. Questo bisogno lo si sente per la necessità che si ha di adeguarsi al sistema che non offre la possibilità di sperimentare l'amore
Il Profeta di Gibran a chi gli domandava cosa puoi dirci del matrimonio Maestro? Egli rispondeva dicendo:
"Voi siete nati insieme, e dovrete sempre stare insieme.
Ma che ci siano spazi nel vostro stare insieme.
Amatevi vicendevolmente, ma il vostro amore non sia una prigione.
Riempitevi la coppa uno con l'altro, ma non bevete da una coppa sola.
Danzate e siate allegri ma che ciascuno sia solo.
Come le corde di un liuto, che sono sole, anche se vibrano per la stessa musica.
Datevi il vostro cuore, ma non lo date in custodia l'uno all'altro,
Perchè solo la mano della vita può contenere i vostri cuori.
E state insieme ma non troppo vicini: Poichè le colonne del tempio sono distanziate,
E la quercia ed il cipresso non crescono l'uno all'ombra dell'altro.
Io credo che se tutto è uno e tutto è tendente all'uno, se ogni cosa per sua natura è destinata ad unirsi, anche un uomo ed una donna, anzi soprattutto un uomo e una donna non possono che avere l'istinto primordiale di unirsi in tutti gli aspetti del termine. Unione per l'appunto. Un unione è sempre naturale. Ma riflettevo a cosa si riduce spesso in una società egoica ed egoistica come la nostra il matrimonio. E cioè ad un semplice e formale contratto con cui cautelarsi nel sistema, con clausole da rispettare ed eventuali penali in caso di inadempienze.
Una coppia che si ama veramente da cosa la si riconosce? Io credo dalla sua prosperità, entrambi dalla loro unione dovrebbero trarne giovamento evolvendosi a vicenda. Poi io parto dal presupposto che chi è capace di amare davvero non è in grado di odiare nessuno. Io non posso dire Io amo Tizio ma odio Caio, sarebbe un controsenso. Una coppia che si ama vicendevolmente, ama tutto ciò che gli ruota intorno a prescindere da ciò che ne riceve in cambio. Spesso poi una coppia quando si mette insieme pretende l'esclusività dei sentimenti. "Tu sei solo mio" "Io son solo tua" Che è come dire tu da adesso muori per il mondo e vivi solo per me, ma questo non è vero amore questo è solo desiderio di possesso, dominio e controllo di una persona. Inoltre per poter amare qualcuno innanzitutto bisogna amare profondamente se stessi, molti questo lo danno per scontato credendo di amarsi solo perchè assecondano il loro ego. Gesù quando ci diede il suo messaggio più grande disse: "Ama il tuo prossimo come te stesso" ci invitava ad amare il prossimo ma non quantificando l'amore che bisognava provare per il prossimo, non c'è amore più grande o amore più piccolo. L'amore è amore punto e basta. Con quel "come te stesso" non voleva intendere amalo più che puoi, si sarebbe limitato a dire: "ama il tuo prossimo", ma lui ha aggiunto "come te stesso" e cioè che bisogna amare anche se stessi.
Per concludere voglio citare una canzone del molleggiato Adriano Celentano, oddio mi rendo conto che dopo aver citato Gesù citare Celentano è alquanto azzardato...(anche se a dir il vero a Gesù non l'ho mai sentito cantare) questa canzone di qualche anno fa recitava cosi: "Come puoi dire che mi ami se non sei in grado di dire che....che Attraverso me ami il mondo e che Attraverso me ami pure te". Essere indifferente agli altri od a se stessi e pretendere di amare solo una persona è un paradosso in termini.
Il Profeta di Gibran a chi gli domandava cosa puoi dirci del matrimonio Maestro? Egli rispondeva dicendo:
"Voi siete nati insieme, e dovrete sempre stare insieme.
Ma che ci siano spazi nel vostro stare insieme.
Amatevi vicendevolmente, ma il vostro amore non sia una prigione.
Riempitevi la coppa uno con l'altro, ma non bevete da una coppa sola.
Danzate e siate allegri ma che ciascuno sia solo.
Come le corde di un liuto, che sono sole, anche se vibrano per la stessa musica.
Datevi il vostro cuore, ma non lo date in custodia l'uno all'altro,
Perchè solo la mano della vita può contenere i vostri cuori.
E state insieme ma non troppo vicini: Poichè le colonne del tempio sono distanziate,
E la quercia ed il cipresso non crescono l'uno all'ombra dell'altro.
Io credo che se tutto è uno e tutto è tendente all'uno, se ogni cosa per sua natura è destinata ad unirsi, anche un uomo ed una donna, anzi soprattutto un uomo e una donna non possono che avere l'istinto primordiale di unirsi in tutti gli aspetti del termine. Unione per l'appunto. Un unione è sempre naturale. Ma riflettevo a cosa si riduce spesso in una società egoica ed egoistica come la nostra il matrimonio. E cioè ad un semplice e formale contratto con cui cautelarsi nel sistema, con clausole da rispettare ed eventuali penali in caso di inadempienze.
Una coppia che si ama veramente da cosa la si riconosce? Io credo dalla sua prosperità, entrambi dalla loro unione dovrebbero trarne giovamento evolvendosi a vicenda. Poi io parto dal presupposto che chi è capace di amare davvero non è in grado di odiare nessuno. Io non posso dire Io amo Tizio ma odio Caio, sarebbe un controsenso. Una coppia che si ama vicendevolmente, ama tutto ciò che gli ruota intorno a prescindere da ciò che ne riceve in cambio. Spesso poi una coppia quando si mette insieme pretende l'esclusività dei sentimenti. "Tu sei solo mio" "Io son solo tua" Che è come dire tu da adesso muori per il mondo e vivi solo per me, ma questo non è vero amore questo è solo desiderio di possesso, dominio e controllo di una persona. Inoltre per poter amare qualcuno innanzitutto bisogna amare profondamente se stessi, molti questo lo danno per scontato credendo di amarsi solo perchè assecondano il loro ego. Gesù quando ci diede il suo messaggio più grande disse: "Ama il tuo prossimo come te stesso" ci invitava ad amare il prossimo ma non quantificando l'amore che bisognava provare per il prossimo, non c'è amore più grande o amore più piccolo. L'amore è amore punto e basta. Con quel "come te stesso" non voleva intendere amalo più che puoi, si sarebbe limitato a dire: "ama il tuo prossimo", ma lui ha aggiunto "come te stesso" e cioè che bisogna amare anche se stessi.
Per concludere voglio citare una canzone del molleggiato Adriano Celentano, oddio mi rendo conto che dopo aver citato Gesù citare Celentano è alquanto azzardato...(anche se a dir il vero a Gesù non l'ho mai sentito cantare) questa canzone di qualche anno fa recitava cosi: "Come puoi dire che mi ami se non sei in grado di dire che....che Attraverso me ami il mondo e che Attraverso me ami pure te". Essere indifferente agli altri od a se stessi e pretendere di amare solo una persona è un paradosso in termini.
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