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Le magie in cui credo

Perchè alcune magie seppur banali sono vere... Credo fermamente al potere magico di un sorriso che ci viene donato gratuitamente ed...

8 gennaio 2011

E tu da che parte stai?

E tu da che parte stai? Cosi recita la pubblicità voluta dal governo per far ricredere gli italiani sul nucleare. Io? Da che parte sto? Ma per favore! Ma fatemi il piacere!! io non mi voglio neanche soffermare sul fatto che bisognerebbe sfruttare le nuove fonti di energia come il solare o l'eolico perchè parlerei senza cognizione di causa. Allora, il problema non è tanto il nucleare come fonte di energia in se per se. Il problema è l'Italia. Un paese che non sa gestire nemmeno il ciclo dei rifiuti come può gestire una cosa cosi delicata come il nucleare. L'inceneritore di Acerra per esempio, a poca distanza dall'apertura ha subito non so quanti e quali guasti, e chi me lo dice a me che lo stesso non accadrebbe pure per una centrale nucleare. 


6 commenti:

ReAnto ha detto...

Da che parte sto ?

Antonia ha detto...

Potrei far notare una cosa?

La pubblicità sul nucleare, con la partita a scacchi, ha un messaggio subliminale che tanto subliminale, poi, non è.
Il giocatore a favore del nucleare è quello che muove i pezzi bianchi, quello contro, invece, muove i pezzi neri. L'associazione del colore allo schieramento non è casuale, poiché, nell'immaginario e nella simbologia collettiva, il bianco richiama l'idea di purezza, positività e giustizia, mentre il nero rappresenta il suo esatto contrario, cioè la negatività e le brutture.
Questi pensano di fare lo spot pubblicitario democratico, e invece ce lo vogliono mettere in quel posto.
Il nucleare è una stronzata da più punti di vista. Innanzitutto il suolo italiano non è adatto, perché fortemente sismico ed incline ai terremoti. Punto secondo, se l'obbiettivo è quello di diventare indipendenti dalla Francia e dalla Svizzera ( paesi dai quali preleviamo il 90 per cento di energia elettrica ) non dobbiamo scordare che le centrali nucleari funzionano con dei materiali di cui l'Italia è totalmente priva. Ciò vuol dire che dovremmo comunque importare materie prime da altri paesi, dunque ci limiteremmo, semplicemente, a cambiare tipo di dipendenza, ma non saremmo autonomi in ogni caso.
Terzo, i costi si ammortizzano nell'ordine di decine e decine di anni, e questo non lo dico io, ma il premio nobel per la Fisica, Carlo Rubbia. E infine ci sarebbe una cosina chiamata: "scorie radioattive". Indovinate dove intendo fare i siti di stoccaggio? Il sud d'Italia, ovviamente!!
Ma se ne andassero a fare in c***!!

Scusa lo sfogo.

Un sorriso. Antonia.

Veneris ha detto...

@ ReAnto: Credo di intuire la tua posizione...

@ Antonio: Uno sfogo molto lucido direi. Non scusarti. Se ti fa bene vieni pure a sfogarti qui..

Veneris ha detto...

@ Antonia: Opsss ti ho chiamata Antonio, spero non me ne vorrai :)

ReAnto ha detto...

Antonio sono io ;)

Giusy ha detto...

Ciao Veneris come stai?
Un caro saluto di cuore.

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