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Le magie in cui credo

Perchè alcune magie seppur banali sono vere... Credo fermamente al potere magico di un sorriso che ci viene donato gratuitamente ed...

17 aprile 2009

Una nuova religione

Era il 1994, io ero ancora all'Itis ed ero appena ritornato da una magnifica gita scolastica a Parigi, dove però la prima meta obbligata per il nostro piccolo gruppetto fu il cimitero di Piere Lachaise, quello dove c'è la tomba di Jim Morrison, un esperienza atroce. Per fortuna che dopo decidemmo di visitare Parigi come facevano tutti quanti gli altri. Bassolino da un anno era sindaco della città e tutti erano entusiasti del suo operato allora, me compreso. In quell'anno poi c'erano le elezioni politiche e per l'occasione era sceso in campo nientedimeno che il cavaliere Silvio Berlusconi, il re delle televisioni private. All'epoca ne sapevo molto poco di lui, non ero a conoscenza di tutti i suoi guai giudiziari, sapevo solo che era pieno di debiti e che non se la passava tanto bene da quando non c'era più Craxi al governo. Una mattina mentre andavo a scuola, un mio compagno mi disse che alle undici il cavaliere teneva un comizio al cinema Santa Lucia nella via omonima. Decidemmo che quella mattina non saremmo andati a scuola ma a quel cinemai per vedere se era possibile intrufolarsi, cosi solo per curiosità, per capire come mai aveva tutto quel riscontro popolare un personaggio cosi. Ci fingemmo simpatizzanti e grazie ad un ragazzo che era li fuori con tanto di spilletta in petto che ci prese in simpatia riuscimmo ad entrare. All'interno il cinema era stracolmo, e chiaramente rimanemmo all'impiedi, l'entusiasmo era alle stelle, bandiere che sventolavano, palloncini in aria, coriandoli, offrivano anche dei dolci. Il cavaliere si fece un po attendere ma quando sali sul palco ci fu l'apoteosi: chi urlava, chi si commuoveva, altri che imprecavano contro i comunisti. Rimanemmo sconvolti alla vista di quelle scene, sembrava che quelle persone avessero visto un Dio sceso in terra. Era nata insomma una nuova religione e fino all'altro ieri pensavo che si trattasse di una religione alquanto moderata, pensavo per esempio che non potessero mai levarsi moti di ribellione cosi accesi contro vignette che prendevano in giro il loro Dio come successe per esempio con i Mussulmani quando un vignettista scandinavo venne minacciato di morte per il solo fatto di aver ritratto Maometto in delle vignette satiriche. Ecco pensavo che una cosa del genere non potesse accadere per questa nuova religione ma mi sono dovuto ricredere.
Quel comizio si concluse con il Cavaliere che "discese" tra il pubblico a stringere mani e farsi baciare, passò anche lungo i corridoi laterali dove eravamo io ed il mio amico, porse la mano a tutti, quando arrivò alla mia altezza io rimasi immobile, lui mi guardò per una frazione di secondo, forse pensò che ero timido, non avevo nessuna voglia di dargli la mano, fortunatamente prosegui subito perchè se qualche adepto si fosse accorto della mia scortesia verso il suo Dio non l'avrebbe presa tanto bene di sicuro.

16 aprile 2009

La discesa della Gaiola

Il barbaro omicidio di cui sono rimasti vittime l'ex re del grano Francesco Ambrosio e sua moglie è solo l'ultimo di una lunga scia di episodi di sangue legati alla storia della discesa della Gaiola, quella che dalla collina di Posillipo si tuffa direttamente nel mare del Golfo di Napoli. Un angolo di paradiso che accoglie dimore da sogno ma anche vicende da incubo che si intrecciano alle leggende popolari e alla storia che risale indietro nel tempo fino all'epoca romana.
La tenuta degli Ambrosio fa parte infatti di un ampio complesso archeologico che comprende un teatro romano e un tempietto dedicato ad Afrodite Opleia, dea protettrice dei navigatori. Lì, cronache di Plinio collocano il poeta Virgilio che avrebbe aperto una scuola di poesia che, in realtà, era però una scuola di magia e di riti antesignani dell'esoterismo. E proprio lì stabilì poi la sua residenza Vedio Pollione, un ricchissimo romano che, pur non essendo nobile, riuscì ad ingraziarsi Cesare Augusto: l'imperatore andò anche come ospite nella villa di Pollione, di cui ancora si vedono tracce proprio all'interno della tenuta degli Ambrosio.
La leggenda vuole che un servo fece cadere una brocca di Pollione e quest'ultimo, per punizione, ordinò che fosse dato in pasto alle murene che teneva in grosse vasche. L'imperatore intervenne, graziando il servo e Pollione perse la stima del regnante a causa della crudeltà dimostrata.
Ma le leggende più terribili sono quelle legate alla «Villa Maledetta», uno splendido edificio costruito a fine '800 su uno scoglio a pochi metri dalla spiaggia della Gaiola, da dove gli investigatori credono oggi che i killer degli Ambrosio siano arrivati fino alla casa dei due coniugi.
Il primo fatto di sangue risale agli anni '20: proprietario della casa era il professore svizzero Hans Braun che aveva costruito una teleferica per arrivare direttamente sulla spiaggia. Una sera, però, la teleferica venne colpita da un fulmine proprio mentre trasportava la moglie di Braun, che cadde in acqua e affogò. Il marito venne trovato il giorno dopo su un tappeto con la testa trapassata da un proiettile.
La villa finì così nelle mani di Maurice Sandoz, un industriale farmaceutico che morì suicida.
Sorte tremenda anche per Paul Karl Lagheim, industriale dell'acciaio che andò ad abitare nella casa: di lui si raccontano festini orgiastici con efebi napoletani, che ne carpirono la buona fede portandolo rapidamente sul lastrico.
La fama sinistra della casa non venne smentita neanche negli anni '70, quando Gianni Agnelli comprò la villetta a picco sul mare e pochi giorni dopo si ruppe una gamba sciando.
Non si fece spaventare dalla maledizione Paul Getty che acquistò la villa dagli Agnelli, ma poi la abbandonò quando poco dopo suo figlio venne rapito. Ma da dove viene la maledizione?
«Potrebbe essere - spiega Ivan Cuocolo, docente di lettere e studioso delle storie della Gaiola - la stessa dea Afrodite Opleia a vietare agli uomini un'esistenza tranquilla in quell'angolo di paradiso che a lei era stato dedicato e che gli uomini hanno profanato dopo la fine del paganesimo».
 Una maledizione che non ha risparmiato gli Ambrosio.

Non vorrei essere cinico. Sono profondamente addolorato per quello che è successo alla famiglia Ambrosio, soprattutto per la crudeltà con cui è stato consumato il duplice omicidio.
Ma leggendo quest'articolo sul Mattino di Napoli ho capito che qui ora abbiamo anche un altro problema "la discesa della gaiola" che continua ad essere maledetta. 
Interrvengo quindi anche per propormi come volontario, se proprio quest angolo di paradiso dovesse restare disabitato. Mettiamo nuovamente alla prova la dea Afrodite Opleia, sono pronto a sacrificarmi....!

14 aprile 2009

Notte di Lunedi

Notte insonne questa di Lunedi dell'angelo, giorno di cui grazie al blog di Stella ora conosco anche il significato della ricorrenza. Sarà l'ansia che mi ha messo addosso il mio amico Luca, che oltre a tenerci a precisare che è sempre stato etero,  sostiene che queste che si stanno susseguendo non sono scosse di assestamento ma piuttosto scosse che fanno parte di uno sciame sismico ancora in evoluzione. Io che sull'argomento sono molto impressionabile, ancora scosso da quello che è 
successo in Abruzzo e non capendone granchè di sciami sismici, ho riflettuto però sul fatto che effetivamente scosse di quasi 5 gradi di assestamento sono rare. Ma gli ho detto che voglio dare retta alla protezione civile che sull'argomento credo siano un po più preparati di me.
La riflessione più amara comunque è stata sul fatto che in passato rispetto ad oggi quando la mia fede era più salda, riuscivo a dare un senso a tutto quello che accadeva anche a tutte quelle vittime innocenti, ora invece la sensazione che provo è soprattutto di impotenza e di constatazione di quanto tutto sia precario e caduco. 
Un'altra riflessione che faccio adesso è che forse quello che mi tiene sveglio stanotte non siano solo questi pensieri,  ma soprattutto la pastiera che ho mangiato stasera e che proprio non riesco a digerire. 



 

8 aprile 2009

L'Aquila non c'è più

Questo post non è mio ma di Anna, che scrive dalla città dell'Aquila, ho deciso di pubblicarlo come hanno fatto altri perchè nessun'altra testimonianza può rendere meglio l'idea di quello che è successo.

 Eccomi qui. Gli ultimi post sono stati scritti non di mio pugno. Era la mia amica Chiara che scriveva da Bologna. Questa sono io. La situazione è tragica. Inenarrabile. Io e la mia famiglia abbiamo perso tutto: case, lavoro, vita passata, radici. TUTTO. Ma quello che vorrei urlaste al posto mio è la rabbia di essere stati lasciati soli. Noi Abruzzesi siamo stati mandati a morte scientemente. Erano mesi e mesi di scosse, e nessuno ne ha mai parlato. Nessun giornale, nessun TG. NESSUNO. NESSUNO.NESSUNO. Nessun piano di emergenza era stato approntato. Siamo stati mandati a morte. Avrebbero dovuto farci evacuare. Il terremoto del 700 ha avuto la stessa casistica, gli stessi tempi. Identico. E loro ci rassicuravano. Parlano di 200 morti. Bugia. Al momento sono mille. E non è finita. E gli sfollati sono 60mila.Denuncio quell'imbelle del sindaco Cialente. La presidente della provincia Stefania Pezzopane. Tutte le autorità. L'Aquila non è. Fu. E noi tutti con lei. Si entra in città e non si hanno più punti di riferimento. Mio marito è entrato stamani. E' tornato al campo sfollati. Non connetteva. Non sapeva più neanche il suo nome. Sono lucida. Le cose che vi dico sono verità. A presto. Anna

Per gli aiuti bisogna organizzarsi bene e non fare cose affrettate. Lo sciacallaggio è già in atto. Bisogna sapere bene a chi inviarli e chi li riceve deve renderne conto dettagliatamente. Aspettate, per ora abbiamo tutto. Gli aiuti serviranno dopo. Anna

5 aprile 2009

Pace!


Lo so ultimamente sto latitando un po'. Ma voglio cogliere comunque l'occasione in questo giorno di festa per augurare la pace a tutti voi, che siate cattolici, laici o mussulmani non importa. Pace!

27 marzo 2009

Bisogna fidarsi di Fini?

Il vero garante delle istituzioni lo so è il capo dello stato, ma c'è un'altra persona che in questi giorni vuole dare ad intendere a tutti che il suo percorso politico è ormai in via di definizione e che può essere considerato un vero leader europeo, se non addirittura un vero statista. Quest'uomo è Gianfranco Fini, si proprio lui, il presidente della camera nonchè ex segretario di Alleanza nazionale e prima ancora del M.S.I. Oramai è rimasto l'unico di questo governo ad andare qualche volta contro corrente, tutti gli altri sono perfettamente allineati e coperti. E' successo con il caso Englaro, ed è successo pochi giorni fa quando Fini ha invitato il premier a non irridere il parlamento.
Ritengo che sia tutt'altro che uno scontro ma un sapiente gioco delle parti dove il primo lancia il sasso e l'altro fa finta di non raccoglierlo, ma, intanto, si parla di numero eccessivo di parlamentari, di regolamenti delle camere da superare, ecc. Gli intendimenti sono chiari e lo scontro è fittizio ma serve a lanciare nuovi temi e, soprattutto sapere cosa ne pensano le forze politiche e l'opinione pubblica di queste questioni. D'altronde è passato poco tempo da quando Fini andando al Costanzo Show dichiarò che se avesse saputo che il professore di suo figlio fosse stato omosessuale non avrebbe più mandato il figlio a scuola, equiparando in un certo senso gli omosessuali ai pedofili. Il fatto è che sono diffidente.  A me questa destra fa paura per quello che ha in mente di fare e per i suoi legami. E non mi bastano uscite del tipo: "No al pensiero unico" o "Lo stato deve essere laico" voglio anche i fatti.

19 marzo 2009

Io sono leggenda.....o quasi!

Mi chiamo Veneris e sono l'ultimo blogger sopravvissuto dopo che un terribile virus si è abbattuto su tutta la blogosfera. Il nome in codice di questo tremendo virus è “Facebook” ed i suoi effetti sono devastanti. Nel giro di poco tempo ha spopolato: blog, forum, chat, newsgroup etc. ed ha trasformato i blogger da esseri perfettamente in grado di intendere e di volere ad esseri non pensanti capaci solo di essere fan di questo o di quell'altro personaggio.

Ogni giorno da queste pagine trasmetterò un messaggio per verificare la presenza di altri bloggers sopravvissuti, se stai leggendo questo post quindi e non sei stato ancora contagiato sappi che non sei solo .

P.s.: Scrivendo questo post ho dimenticato un piccolo ed insignificante particolare e cioè che anch'io sono iscritto a Facebook e che tra le altre cose sono diventato fan della nutella, di Omer Simpson e della sigaretta di Gighen.

12 marzo 2009

Il curioso caso di...

Dopo virus e troian vari nel mio pc con cui ho dovuto combattere eccomi di nuovo qui a scrivere nel blog. Nel frattempo però ho avuto anche il tempo di vedere un film, segnalatomi da più amici come un vero capolavoro. Si tratta del film: "Il Curioso caso di Benjamin Button", che vi sconsiglio vivamente. Come caso non c'è che dire è veramente curioso: in pratica Benjamin Button nasce vecchio e muore neonato. E allora? Dopo essermi sorbito quasi tre ore della sua "stra-ordinaria" vita è questa l'unica domanda che mi sia balenata alla mente. Perchè il caso è sì curioso, ma fatto sta che a nessuno sembra importare granchè. Nemmeno allo stesso Benjamin. Per tutto il film questo miracolo della natura passa inosservato tra le persone che lo vedono crescere e ringiovanire, come fosse un fatto del tutto naturale. Peraltro l'incredibile corsa "à rebours" del protagonista sembra non influire granchè nell'intreccio e aleggia come una sorta di "irrisolto", di pretesto nell'economia generale dell'opera. Risolto quindi, alla buona, questo pretenzioso stratagemma, resta il problema di come riempire queste fatidiche tre ore? Beh, con il resoconto ostinato e minuzioso della vita di questo strano individuo, priva di qualsiasi mordente o evento realmente degno di nota. Il film comunque mi ha riportato alla mente un' altra nascita straordinaria (stavolta vera) che ci fu a Napoli durante la guerra e che creò molto scalpore. Ad una coppia di sposi napoletani accade un "fatto straordinario" Il loro primo genito nacque con la pelle nera. Tutti i medici ed i migliori scienziati cercarono di dare una spiegazione allo straordinario evento, ma nessuno di loro riuscì a dare una risposta esauriente. Da questa vicenda nacque anche una famosa canzone che allora cantavano tutti: sia il popolo che le truppe alleate americane presenti in città, tra cui molti di loro di colore.

5 marzo 2009

Prostituzione intellettuale

Premetto subito che non sono tifoso dell' Inter, ne tantomeno un estimatore del suo allenatore. Ho seguito con divertimento le ultime esternazioni di Mourinho che tanto scalpore hanno creato, non mi sono piaciute però le reazioni di altri addetti al lavoro:La Figc ha prontamente risposto, la Juve si è offesa, Bruno Conti è riuscito a scrivere un comunicato stampa: tutti pizzicati nelle parti vive. Evidentemente anche in un mondo falso come quello del nostro calcio le parole, quando sono vere e non da copione, riescono a muovere i sensi. Il tono usato dall'allenatore dell'Inter è stato, per il nostro modo di essere, troppo diretto. In un Paese in cui la libertà di espressione è un eufemismo, quelle di Mourinho sono sembrate sassate contro un bambino. Non è così. Quanti di noi vorrebbero poter esternare le proprie sensazioni liberamente in ogni campo. No questo è, per consuetudine, quasi vietato. Esprimere impressioni proprie può costare caro. Dire, per esempio, che la politica, sia di destra che di sinistra, non coglie l'obiettivo a cui ognuno spera, è pericoloso. Quanto è schierato chi scrive? Quanti favori ha ricevuto, magari una raccomandazione per un posto di lavoro, magari meritato, ma che senza l'aiutino non se ne farebbe nulla, ma per vivere bisogna mangiare, ecco allora che la libertà di espressione garantita può perdere del suo significato più vero. La paura della rappresaglia fa tremare le mani e la voce. Allora: silenzio.

28 febbraio 2009

Scusa ma tu sei proprio di Napoli Napoli?

Spesso mi capita di stare fuori dalla mia città, e di conseguenza mi capita di avere a che fare con persone di altri posti. Ci si parla, ci si presenta e quando si sentono dire che sei napoletano la reazione può essere di due tipi, ma sempre di grande aspettativa. La prima, quella "negativa" è da preferire. E si perchè se la reazione è negativa, vale a dire di quelli che nutrono un po di sospetti verso un abitante di una città che quasi tutti i giorni è nei telegiornali per un brutto fatto di cronaca, e che magari al solo nome di Napoli hanno l'istinto di mettersi la mano sul portafogli per controllare se c'è ancora o magari se sono titolari di un albergo si aspettano di trovare la camera sfasciata dopo il soggiorno, il massimo che ti può succedere è essere evitati, guardati con diffidenza, ma magari poi alla fine si riesce pure a far ricredere chi era un po troppo prevenuto. Ma se la reazione è di tipo inverso, vale a dire di quelli che immaginano il napoletano tipico come uno che va in giro con un mandolino in una mano ed una fetta di pizza nell'altra allora è la fine. Non stai più tranquillo. Da te si aspettano di tutto, innanzitutto che li faccia divertire, che gli prepari un buon caffè, alle volte pretendono pure che sappia fare una pizza. Non immaginano assolutamente che ci possa essere un napoletano simile in tutto e per tutto a... che ne so.. ad uno di Perugia, di Viareggio, no è impossibile. E se tu non soddisfi appieno uno solo degli stereotipi che ti attribuiscono arrivano a mettere in dubbio la tua napoletanità chiedendoti: "Scusa ma tu sei proprio di Napoli Napoli?"

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